...E ora parliamo di Kevin

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Un film di Lynne Ramsay. Con Tilda Swinton, Ezra Miller, John C. Reilly, Jasper Newell, Rocky Duer.
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Titolo originale We Need to Talk About Kevin. Drammatico, durata 110 min. - Gran Bretagna, USA 2011. - Bolero uscita venerdý 17 febbraio 2012. MYMONETRO ...E ora parliamo di Kevin * * * - - valutazione media: 3,48 su 40 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
arual66 sabato 4 luglio 2015
swinton e miller in un faccia a faccia travolgente Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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E' difficile recensire a caldo un film come questo, perchè "We need to talk about Kevin" (la traduzione italiana é abbastanza imbarazzante per quanto fosse difficile da sbagliare) è un film che disorienta, colpisce freneticamente lo spettatore nonostante il suoi ritmi dilatati. La sofferenza, le incomprensioni forse più apparenti che reali tra una madre e un figlio fanno da trampolino di lancio per scrutare nel più profondo lato oscuro che l'umanità nasconde. Kevin è un ragazzo "difficile" ma splendidamente umano nella sua follia, Eva una donna distrutta dall'obbligo della sua umanità. La Swinton, quasi irriconoscibile per aver abbandonato la regalità distintiva dei suoi ruoli, sembra quasi l'inquieta protagonista di un moderno Roemary's Baby, per come la macchina insegue i suoi sguardi, rincorrendo l'eterno incubo di un'esistenza segnata dalla strage architettata dal figlio, che nonstante fin da piccolo dimostrasse di odiarla, sembrerebbe aver risparmiato volontariamente proprio lei nel suo delirante, ma lucidissimo progetto. [+]

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noia1 martedý 7 aprile 2015
sfiduciante gioiellino Valutazione 3 stelle su cinque
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Una madre ed il proprio rapporto col figlioletto.
Film impressionante, una serie di porte aperte nella mente di una madre il cui dubbio è angosciante, incomprensibilmente, sforzatasi più che potesse, ci ha rimesso nella maniera peggiore senza neppure poter avere risposte.
Ciò che può fare è solo ricordare, sforzarsi il più possibile nell’accavallarsi di d’immagini disposte in lei, indizi, indizi fuorvianti, sentieri chiusi, suggerimenti insperati e sfiducianti loro malgrado.
Film freddissimo, a tratti inquietante, insistente su molti tratti tanto da lasciare il segno, perfetto sotto quasi tutti i punti di vista, accattivante, doloroso, e che, senza rispondere, crea dubbi che fiancheggiano qualsiasi famiglia, dubbi con cui si convive, irrisolvibili ed insopportabili. [+]

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kondor17 sabato 7 marzo 2015
un figlio non voluto. il mestiere di genitore. Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

Nel micro- e macrocosmo tutto è connesso, anche il pensiero, le sensazioni e le emozioni. Il problema è semmai riuscirlo a percepire ed esserne consapevoli.

La madre, in questa storia, fa da bravina il suo dovere, ma controvoglia, rifiutando sia la gravidanza, che la provincia, che la perdita del lavoro. Già in età "sciente", dice poi a Kevin che era felice solo prima che lui nascesse. Gravi errori, che saranno poi fatali.

E lui non è il demone né il maligno: è un bambino qualunque, dolcissimo col padre, ma incazzato nero con la madre, che lo ha rifiutato già di principio. E tutta la vita medita vendetta, distruggendo chirurgicamente l'esistenza e gli affetti di chi l'ha messo al mondo e respinto. [+]

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floyd80 mercoledý 14 gennaio 2015
la violenza fine a se stessa Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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 Una pellicola che ha come base una tematica poco trattata dal cinema, la violenza fine a se stessa: Un uomo (un ragazzo in questo caso) può assimilare la pura malvagità senza alcun fattore esterno? Senza nemmeno una miccia scatenante?
Per palati fini.

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the thin red line venerdý 7 novembre 2014
un pugno sotto la cinta Valutazione 4 stelle su cinque
50%
No
50%

Mi capita di rado di dare 4 stelle ad un film ma questo le merita tutte. Per raccontare una storia come questa senza cadere in banalità o finali lieti e stucchevoli ci voleva coraggio dall'inizio alla fine e ciò non è mancato alla regista Lynne Ramsay che senza alcuno tatto ci colpisce sotto la cinta dove fa davvero male. Una madre prova in tutte le maniere a farsi amare da un figlio che la odia sin da piccolo senza un particolare motivo. Non riuscendoci, pur restando presente, lo abbandona a se stesso durante la crescita sperando che un giorno esso possa cambiare ma ciò non accade mai. La trama è narrata con la tecnica del salto temporale che ci permette di seguire l'evolversi degli eventi passati e presenti senza dirci troppo ne poco fino all'epilogo finale per nulla scontato come del resto tutto lo svolgimento della pellicola. [+]

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squeeme mercoledý 16 luglio 2014
fanstastico Valutazione 4 stelle su cinque
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100%

mi è piaciuto praticamente tutto del film, e tanto anche. in particolare regia e fotografia.

nel finale mi aspettavo qualcosa di più che saziasse la curiosità.

Lo rivedrò sicuramente

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kira85 mercoledý 8 gennaio 2014
alla ricerca di un senso Valutazione 2 stelle su cinque
57%
No
43%

Disgusto,  nausea,  rabbia.  Alla fine del film un tumulto di sensazioni pervade. Una storia che turba, perché il tema è così attuale e sconvolgente. Sentimenti forti quelli che si provano, così forti da celare una grave mancanza del film. La morale della storia. Dalle varie interviste si apprende che l' intento della regista era quello di far riflettere sulla questione della maternità.  Essere madre non è solo pappa e coccole, ma una responsabilità.  Bisogna diventare genitori non perché e ciò che la società si aspetta, ma perché lo si vuole fare con impegno e responsabilità.  Dal film questo non si percepisce. [+]

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damien karras mercoledý 11 dicembre 2013
l'egoismo di essere mamme... Valutazione 4 stelle su cinque
33%
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67%

Dalla storia del film è eloquente il segnale come certe donne non possono ma sopratutto non devono essere madri, il film tagliato benissimo,e con scelta di tempi perfetti, mette a nudo la realtà come queste donne per proprio egoismo nell'easudire a tutti i costi il desiderio di essere madri,  ignorano il fatto che cosi facendo mettono in pericolo la propria vita e anche quella di altre persone.
La storia spiega come una donna gracile,insicura e con poco carattere, è succube di un primo figlio con molti problemi già insorti dalla nascita, e tanti altri acquisiti da un'educazione troppo aprossimativa dati dalla stessa, la pellicola entra ancor di più nel problema, quando lei incosciente dell'errore che aveva partorito anni prima, ancora una volta per egoismo proprio, sceglie di mettere alla luce una bambina innocente, che purtroppo subirà per tutta la vita,cattiveria e odio del fratello, fino ad ucciderla. [+]

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rinop sabato 16 novembre 2013
Ŕ la paura che crea limiti e confini. Valutazione 4 stelle su cinque
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No
100%

 “E ora parliamo di Kevin” di Lyanne Ramsay, con Tilda Swinton ed Ezra Miller, (USA 2011), pellicola che ha vinto il premio come miglior film al London Film Festival ed ha ricevuto tre nomination ai BAFTA Awards, è tratto dal romanzo "Dobbiamo parlare di Kevin" di Lionel Shriver
La protagonista, Tilda Swinton, si è aggiudicata il premio come miglior attrice agli European Film Awards, ai National Board of Review Awards e ai San Francisco Film Critics Awards, ed ha ricevuto la nomination ai Golden Globes, agli Screen Actors Guild Awards, ai BAFTA Awards e ai Broadcast Film Critics Awards. [+]

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byrne domenica 10 novembre 2013
parliamone, si impara qualcosa Valutazione 0 stelle su cinque
0%
No
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(3 1/2 il mio voto)

 storia di una donna (Tilda Swinton) il cui figlio, dopo aver passato una vita a farla soffrire con programmatico impegno, ha compiuto all'età di sedici anni una strage nella sua scuola. Lei ripercorre dall'inizio le fasi del loro rapporto, nel disperato tentativo di trovare una qualche ragione. Kevin è un personaggio atipico, non ascrivibile a nessuna categoria sociale ne' tantomeno cinematografica. Se volessimo trovargli un antesignano (con le dovute differenze, sostanziali) potremmo cercarlo in Donnie Darko. [+]

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