|
|
filippo catani
|
domenica 7 aprile 2013
|
tanto i superricchi non pagano mai
|
|
|
|
New York. Una importante banca che si occupa di transazioni finanziarie di vario genere avvia un piano di taglio di dipendenti. Uno di questi riesce, prima di andarsene, ad affidare a un suo sottoposto una chiavetta contenente un'analisi terribile. La società è infatti piena fino al midollo di titoli tossici e rischia di essere spazzata via.
Ecco un altro preciso e tagliente racconto di come è cominciata la terribile crisi che dal 2008 a oggi ha gettato nella disperazione milioni di persone. Una parata di stelle al servizio di un film che vive delle decisioni che devono essere prese4 nell'arco di una notte soltanto. E ovviamente abbondano gli elementi che suscitano un moto di indignazione nello spettatore.
[+]
New York. Una importante banca che si occupa di transazioni finanziarie di vario genere avvia un piano di taglio di dipendenti. Uno di questi riesce, prima di andarsene, ad affidare a un suo sottoposto una chiavetta contenente un'analisi terribile. La società è infatti piena fino al midollo di titoli tossici e rischia di essere spazzata via.
Ecco un altro preciso e tagliente racconto di come è cominciata la terribile crisi che dal 2008 a oggi ha gettato nella disperazione milioni di persone. Una parata di stelle al servizio di un film che vive delle decisioni che devono essere prese4 nell'arco di una notte soltanto. E ovviamente abbondano gli elementi che suscitano un moto di indignazione nello spettatore. Intanto (come già ampiamente spiegato nello splendido documentario Inside job) le operazioni sui mutui e sui titoli derivati sono arrivati ad una complessità tale che per seguirne gli intricati sviluppi è necessario ingaggiare degli ingegneri. Ovviamente questi vengono reclutati con il prospetto di guadagni che sono ovviamente imparagonabili a quelli del loro lavoro. Allo stesso tempo è allucinante vedere come i capi della società siano costretti a farsi spiegare le cose come se fossero dei neofiti ma tanto la loro unica preoccupazione è fare soldi. Infatti in più di un'occasione viene puntato il dito sui ripetuti e inascoltati allarmi lanciati sulla tenuta di questi titoli che avevano però il pregio di essere una autentica miniera d'oro. Infatti tutti i grandi capi a fine anno staccavano assegni milionari e accumulavano stock option )terrificante sentire il conto delle spese di un uomo che con un milione di dollari riesce a maapena a pagare mutuo, vestiti e soprattutto prostitute d'alto bordo). E la verità più sconcertante di tutte è che questi signori fanno perdere tutti i risparmi ai piccoli risparmiatori e loro non ci perdono quasi mai e non vedono quasi mai intaccato il loro prestigio e il loro capitale. Anzi come dice uno di loro questi broker devono esistere per fare in modo che la gente comune possa continuare a fare la vita di sempre. Insomma un terribile spaccato del capitalismo finanziario di chi cerca di fare soldi dai soldi senza il minimo scrupolo cadendo sempre in piedi. Il cast nel completo non sfigura affatto ma spiccano Irons e Spacey. Magari un po' astruso in alcuni passaggi per i non addetti ai lavori (ma pare anche per chi ci è dentro) ma davvero di pregevole fattura tanto da poter forse essere davvero considerato come il vero sequel di Wall Street di Stone per cui complimenti al regista Chandor.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a filippo catani »
[ - ] lascia un commento a filippo catani »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
rumenopuzzo
|
mercoledì 23 gennaio 2013
|
cosa aspettarci?
|
|
|
|
un film che rasenta la perfezione nelle vicende, nella caratterizzazione dei personaggi, nel linguaggio tecnico, nella sceneggiatura, nelle atmosfere...unico neo la chiusa finale; le lotte si sono sempre chiuse con vinti e vincitori, ma fino a poco fà i contendenti partivano quasi alla pari o per lo meno con in mano uno scudo comune, che non é l etica come appare dalle vicende del film (quella é sempre stata difficile da perseguire) ma la proprietà privata, ora che anche questa risulta oltrepassata, cosa aspettarci???
|
|
|
[+] lascia un commento a rumenopuzzo »
[ - ] lascia un commento a rumenopuzzo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
cenox
|
giovedì 15 novembre 2012
|
l'avidità e il dio denaro
|
|
|
|
In un film molto tecnico sotto l'aspetto dei dialoghi puramente economici, e svolto interamente in una notte, si racconta del fallimento di un importante società finanziaria. La brillante previsione proviene da un giovane ragazzo messo in allerta dal suo capo proprio prima del suo licenziamento a causa dei tagli del personale. Tutto questo scatenerà una serie di decisioni importanti e ciniche, che non risparmieranno nessuno (tranne i pezzi grossi, come si suol dire!) e che spingerà i propri dipendenti a vendere le proprie azioni come sicure a tutti i compratori possibili (ignari della situazione) in cambio di una grossissima gratificazione. La dignità viene calpestata, e saranno tantissime le famiglie che si ritroveranno sul lastrico a causa delle speculazioni sbagliate, ma qualcuno ci deve pur rimettere.
[+]
In un film molto tecnico sotto l'aspetto dei dialoghi puramente economici, e svolto interamente in una notte, si racconta del fallimento di un importante società finanziaria. La brillante previsione proviene da un giovane ragazzo messo in allerta dal suo capo proprio prima del suo licenziamento a causa dei tagli del personale. Tutto questo scatenerà una serie di decisioni importanti e ciniche, che non risparmieranno nessuno (tranne i pezzi grossi, come si suol dire!) e che spingerà i propri dipendenti a vendere le proprie azioni come sicure a tutti i compratori possibili (ignari della situazione) in cambio di una grossissima gratificazione. La dignità viene calpestata, e saranno tantissime le famiglie che si ritroveranno sul lastrico a causa delle speculazioni sbagliate, ma qualcuno ci deve pur rimettere. Questa assurdità si è ripetuta più volte nella realtà, vedi i casi Parmalat (tanto per restare in patria), i bond argentini o le Lehman Brothers..
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a cenox »
[ - ] lascia un commento a cenox »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
rescart
|
venerdì 2 novembre 2012
|
and the winner is...
|
|
|
|
Kevin Spacey, vincitore morale, seppellisce il suo cane morto di cancro nel giardino della sua ex. E' la scena finale di questo film nel quale oltre al cane vengono individuati altri due capri espiatorio. Il primo è Eric Dale, capufficio sicuro del suo posto ma licenziato poco prima di portare a termine un lavoro che probabilmente non sarebbe mai riuscito a completare. Il secondo è il capo di Eric, una matematica rea di avere dato sufficiente enfesi agli allarmi del suo sottoposto edi essersi limitata a girarli a chi di dovere. Li vedremo seduti entrambi su comode poltrone solo per fare da parfulmini alla tempesta che presto colpirà la società di trading. Alla base di tutto la sete di arricchimento, il bisogno di denaro, che porta a ragionare solo in vista del compenso e non del lavoro da svolgere, cui potrebbe non seguire un corrispondente compenso.
[+]
Kevin Spacey, vincitore morale, seppellisce il suo cane morto di cancro nel giardino della sua ex. E' la scena finale di questo film nel quale oltre al cane vengono individuati altri due capri espiatorio. Il primo è Eric Dale, capufficio sicuro del suo posto ma licenziato poco prima di portare a termine un lavoro che probabilmente non sarebbe mai riuscito a completare. Il secondo è il capo di Eric, una matematica rea di avere dato sufficiente enfesi agli allarmi del suo sottoposto edi essersi limitata a girarli a chi di dovere. Li vedremo seduti entrambi su comode poltrone solo per fare da parfulmini alla tempesta che presto colpirà la società di trading. Alla base di tutto la sete di arricchimento, il bisogno di denaro, che porta a ragionare solo in vista del compenso e non del lavoro da svolgere, cui potrebbe non seguire un corrispondente compenso. Evidentemente ormai questa corrispondenza tra lavoro eseguito e compenso ricevuto è saltata, quindi tanto vale puntare direttamente a questo anzichè a quello per ottenere questo. L'unico che non abbedisce a questa logica aprioristicamente pessimista è il giovane sottoposto di Eric, un matematico che si è convertito dall'aeronautica alla borsa perchè qui lo stipendio è più alto. E pensare che a Eric sarebbe bastato coinvolgerlo prima nelle sue ricerche per risolverle subito e ottenere una promozione anzichè un licenziamento. Per questo il vero vincitore è lui, il giovane che farà presto carriera nell'azienda mentre al giovane ma incompetente collega non resta che pinagere seduto sul cesso, Uno scena che ricorda quella di questi giorni del Sindaco di Prato, disperato per l'abolizione della sua provincia, che evidentemente reputa più importante del Comune che è stato chiamtao a governare.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a rescart »
[ - ] lascia un commento a rescart »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
watpo
|
martedì 30 ottobre 2012
|
solido
|
|
|
|
grande prova degli interpreti, regia solida e asciutta che regala alcune sequenze da antologia.
Spacey torna agli splendori di Big Kahuna, Irons si risveglia dagli stati catatonici delle ultime prove.
estremamamente sconsigliato a chi non riesce a vedere un film senza sangue e/o volgarità varie.
questo è il cinema, bellezza!
|
|
|
[+] lascia un commento a watpo »
[ - ] lascia un commento a watpo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
kondor17
|
giovedì 25 ottobre 2012
|
che noia!
|
|
|
|
le due stelle per Kevin Spacey e il realismo, altrimenti una noia mortale! DI una lentezza estenuante...
|
|
|
[+] lascia un commento a kondor17 »
[ - ] lascia un commento a kondor17 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
rossella11190
|
domenica 14 ottobre 2012
|
il nulla
|
|
|
|
Cosa mi ha lasciato questo film?
NULLA
Lento, pesante e banale...una descrizione troppo semplice e per niente costruttiva di come vengano corrotti i mercati per lasciar vincere sempre i potenti, persone che agiscono comandati dal Dio denaro.
Sul finale il film si riprende, e ho trovato anche costruttiva la discussione finale tra Jeremy Irons e Kevin Spacey, ma nel complesso il film resta scadente.
E' stato una delusione.
[+] concordo al 90
(di kondor17)
[ - ] concordo al 90
|
|
|
[+] lascia un commento a rossella11190 »
[ - ] lascia un commento a rossella11190 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
1962thor
|
domenica 23 settembre 2012
|
vendete a tutti, anche a vostra madre se vuole
|
|
|
|
Il debuttante regista Chandor mette in scena un'ottima rappresentazione della realtà finanziaria americana degli anni scorsi,
di come gli "uomini normali" siano dei burattini in mano a chi detiene il potere finanziario. Belli i dialoghi e i tempi di un film che
rende coprotagonisti un cast fatto da grandi attori dove ognuno riesce a ritagliarsi la parte principale. Peccato che un film così
ben fatto faccia così pochi spettatori... ma a chi è affidata la promozione ?
|
|
|
[+] lascia un commento a 1962thor »
[ - ] lascia un commento a 1962thor »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
davide chiappetta
|
sabato 18 agosto 2012
|
superfluo
|
|
|
|
Il film è pieno di cliché, i dialoghi sono pretenziosi, Irons più spietato di Gekko, grandi attori con parti scontate, e poi Bernard Madoff e Lehman Brothers hanno già fatto tutto loro, quello che può essere interessante di questo film è che potrebbe essere un buon vademecum per quelli che sanno poco o nulla sull'alta finanza; patetica e ridicola la scena della donna delle pulizie in ascensore; da confrontare con l'ottimo 'Americani' con un Lemmon in stato di grazia. Nulla di nuovo sotto al sole.
|
|
|
[+] lascia un commento a davide chiappetta »
[ - ] lascia un commento a davide chiappetta »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
emmegei
|
lunedì 9 luglio 2012
|
perdibilissimo..
|
|
|
|
..eppure: la storia ci sarebbe, il cast pure, l'idea quasi.. e tutto si perde.
Una notte per il destino dell'economia.. e di tutto questo rimane l'immagine di Demi Moore che guarda l'alba dal suo ufficio al milionesimo piano del palazzo, con la City che si risveglia senza saper nulla del destino. Unica immagine valida.
Un cast del genere, da cui ti aspetti un'interpretazione densa, tesa, sul filo del rasoio.. e pure Kevin Spacey fa una pessima figura. Jeremy Irons non riesce a far lo spietato, Zachary Quinto ha la credibilità economica di palo, Demi Moore come vittima.. non ci crediamo neppure se lo vediamo dal vivo.
La storia.. banale, superficiale, con 10 minuti di economia tecnica (che avran capito in 4) e poi silenzi e frasi d'impatto.
[+]
..eppure: la storia ci sarebbe, il cast pure, l'idea quasi.. e tutto si perde.
Una notte per il destino dell'economia.. e di tutto questo rimane l'immagine di Demi Moore che guarda l'alba dal suo ufficio al milionesimo piano del palazzo, con la City che si risveglia senza saper nulla del destino. Unica immagine valida.
Un cast del genere, da cui ti aspetti un'interpretazione densa, tesa, sul filo del rasoio.. e pure Kevin Spacey fa una pessima figura. Jeremy Irons non riesce a far lo spietato, Zachary Quinto ha la credibilità economica di palo, Demi Moore come vittima.. non ci crediamo neppure se lo vediamo dal vivo.
La storia.. banale, superficiale, con 10 minuti di economia tecnica (che avran capito in 4) e poi silenzi e frasi d'impatto.
Volete un film sull'argomento?
TOO BIG TO FAIL - Regia di Curtis Hanson.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a emmegei »
[ - ] lascia un commento a emmegei »
|
|
d'accordo? |
|
|
|