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hollyver07
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martedì 7 febbraio 2012
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semplicistico da farlo apparire un tv-fiction
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Ciao. Considerata l'uscita di "Millenium - Uomini che odiano le donne" diretto da David Fincher mi sono premurato di vedere l'omonimo film, realizzato nel 2009 in Svezia (che non vidi quando esso era in programmazione nelle nostre sale). Naturalmente... una prossima serata al cinema mi permetterà di gustare la realizzazione di Fincher la quale, a giudicare dalle recensioni, si propone come un film di quelli davvero tosti. Tornando all'originale svedese del film, devo constatare che non fosse malvagia come pellicola, trama abbastanza aderente al libro dal quale è tratto ma curiosamente proposta con toni un pò troppo morbidi, rispetto alla crudezza della storia narrata (manca di personalità e tensione).
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Ciao. Considerata l'uscita di "Millenium - Uomini che odiano le donne" diretto da David Fincher mi sono premurato di vedere l'omonimo film, realizzato nel 2009 in Svezia (che non vidi quando esso era in programmazione nelle nostre sale). Naturalmente... una prossima serata al cinema mi permetterà di gustare la realizzazione di Fincher la quale, a giudicare dalle recensioni, si propone come un film di quelli davvero tosti. Tornando all'originale svedese del film, devo constatare che non fosse malvagia come pellicola, trama abbastanza aderente al libro dal quale è tratto ma curiosamente proposta con toni un pò troppo morbidi, rispetto alla crudezza della storia narrata (manca di personalità e tensione). Brava e di buona tempra Noomi Rapace (nel ruolo di Lisbeth Salander) anche se mi aspettavo un personaggio che esprimesse una maggiore rabbiosità; ad ogni buon conto l'attrice mi è parsa molto più efficace, almeno rispetto al recente ruolo interpretato in "Sherlock Holmes - Gioco di ombre". Abbastanza valida l'interpretazione di Michael Nyqvist (nel ruolo di Michael Blomkvist) mi è altresì sembrato carente in termini d'espressività emotiva. Decisamente più sottotono le performance degli attori comprimari. Sceneggiatura... strana, sopratutto considerando il genere e gli argomenti trattati, come la regìa (Niels Arden) non mi son sembrati davvero incisivi nella presentazione della storia. Fotografia... da cartolina turistica e musiche poco coinvolgenti mi hanno lasciato un pò perplesso, non credo fossero perfettamente accordate al tema portante. Ritmo narrativo buono ed adeguatamente scorrevole (un punto a favore vista la consistente durata del film). Appunto in negativo... Le scene finali... francamente da buttare in un cassonetto; roba scopiazzata da altre pellicole e "virata" all'happy end che proprio non quadra come strutturato. Per chiudere, un buon film ma senza eccedere nel gradimento. E' comunque una buona occasione per originare un successivo parallelo "artistico" con la realizzazione di Fincher, regista di un cast artisticamente importante, affiancato da Steven Zaillian ("Tutti gli uomini del Re" - "A civil action") qui alla sceneggiatura e Jeff Cronenweth alla fotografia (sempre con Fincher... "Fight club" e "The social network"). Comunque... buona visione agli estimatori di Stieg Larsson
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tiamaster
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sabato 14 gennaio 2012
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film sufficente senza la ricchezza del libro
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Rispetto a gli altri due sequel "uomini che odiano le donne"e' senz'altro il migliore,trasposizione cinematografica del mio libro preferito,nonché il migliore degli ultimi anni.In questo film le cose riuscite sono ben poco,non pessimo,ma scarso.Noomi rapace e' senz'altro una rivelazione,che mostra allo spettatore pero' una lizbeth salander diversa da quella letteraria,non e'facile fare una degna trasposizione di un libro-capolavoro,ma il risultato e' comunque molto scarso,dal punto di vista narrativo inesistente,tuttavia si può'anche considerare tutta l'opera sufficiente.Ottima occasione sprecata.
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jayan
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martedì 18 ottobre 2011
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ben fatto, ben interpretato, si fa seguire
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Primo della trilogia di Larsson, tre bestseller in Europa. E' un film poliziesco concentrato su una donna hacker espertissima di computer, Lisbeth Salander, abbastanza mascolina e minuta, oltre che lesbica ma anche eterosessuale. Dopo esperienze traumatiche causatele da uomini che la stuprano e dichiarano mentalmente incapace, si vendica. Riesce a salvare il giornalista Blomkvist, con cui ha un rapporto, l'unico con un uomo, che è stato accusato e rischia la galera. Il film esprime, anche se in modo più indiretto la violenza che serpeggia, specialmente tra i giovani, in Svezia. E' una buona e fedele trasposizione cinematografica, tenendo presente che ognuno dei libri di Larsoon è di almeno 700 pagine.
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Primo della trilogia di Larsson, tre bestseller in Europa. E' un film poliziesco concentrato su una donna hacker espertissima di computer, Lisbeth Salander, abbastanza mascolina e minuta, oltre che lesbica ma anche eterosessuale. Dopo esperienze traumatiche causatele da uomini che la stuprano e dichiarano mentalmente incapace, si vendica. Riesce a salvare il giornalista Blomkvist, con cui ha un rapporto, l'unico con un uomo, che è stato accusato e rischia la galera. Il film esprime, anche se in modo più indiretto la violenza che serpeggia, specialmente tra i giovani, in Svezia. E' una buona e fedele trasposizione cinematografica, tenendo presente che ognuno dei libri di Larsoon è di almeno 700 pagine. La fotografia è splendida. Atmosfere un po' cupe, da thriller.
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kronos
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mercoledì 21 settembre 2011
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professionale ma standardizzato
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Il primo pensiero che ho avuto al termine della visione è che pur essendo il film ambientato in Svezia, nella confezione è indistinguibile da un qualunque noir hollywoodiano.
Ovvero non c'è traccia di quello stile profondamente (e liricamente) nordico che caratterizzava le pellicole scandinave d'un tempo; naturalmente non è detto che sia un difetto, soprattutto in prospettiva di una diffusione internazionale...
Il cast mi è parso di buon livello e doppiato adeguatamente, mentre la vicenda, inizialmente incalzante e avvincente, perde progressivamente di mordente e interesse nella seconda parte.
Globalmente è un discreto thriller pensato per una platea internazionale: sicuramente professionale e godibile ma niente di che per lo spettatore smaliziato.
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Il primo pensiero che ho avuto al termine della visione è che pur essendo il film ambientato in Svezia, nella confezione è indistinguibile da un qualunque noir hollywoodiano.
Ovvero non c'è traccia di quello stile profondamente (e liricamente) nordico che caratterizzava le pellicole scandinave d'un tempo; naturalmente non è detto che sia un difetto, soprattutto in prospettiva di una diffusione internazionale...
Il cast mi è parso di buon livello e doppiato adeguatamente, mentre la vicenda, inizialmente incalzante e avvincente, perde progressivamente di mordente e interesse nella seconda parte.
Globalmente è un discreto thriller pensato per una platea internazionale: sicuramente professionale e godibile ma niente di che per lo spettatore smaliziato.
Voto: due stelline e mezzo.
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bree_14
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sabato 6 agosto 2011
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una donna che odia gli uomini
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La vita le ha insegnato ad odiare chi la odia, è un essere umano che medita vendetta per chi la cospira per lei. E' lei, Lisbeth Salander. Una donna intrappolata nel corpo di una finta adolescente che possiede l'abilità di un hacker. Esiste per dare tormento ma anche pace a chi è fa troppo o troppo poco per lei o gli altri. E' di nuovo lei, Lisbeth Salander. Un film che vive e fa vivere.
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lomax
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lunedì 18 ottobre 2010
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un film sottovalutato dalla critica
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Un gran film! Cupo, duro e reale nella sua drammaticità. Un thriller investigativo veramente avvincente e coinvolgente che trascina lo spettatore in un mondo torbido fatto di perversione e violenza, mostrandoci uno dei lati peggiori della razza umana, e di quella maschile nello specifico. L'ambientazione e gli interpreti scandinavi poi gli danno quel tocco in più.
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weach
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domenica 17 ottobre 2010
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tutto il male del mondo
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Difficile parlare di un film di dolore ; le parole a volte non sono strumento adeguato per descrivere un processo energetico negativo.
Il regista Neils Arden Oplev traspone il libro di Stieg Larsonn ,di risonanza mondiale,, lo fa bene mettendo in scena una pellicola dai colori scuri e crepuscolari ed una storia "senza veli"con attori intensi ;su tutti spicca la protagonista Noemi Rapace, molto caratterizzata,espressiva , tagliente , passionale guerriera,buona; i sui occhi scuri bruciano il male che la circonda ed ha una forza interire che traspare in tutta sua intensità.
Buone parole vanno espresse anche per l’altro protagonista Michael Niqvist co una recitazione intensa , umana comunicativa.
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Difficile parlare di un film di dolore ; le parole a volte non sono strumento adeguato per descrivere un processo energetico negativo.
Il regista Neils Arden Oplev traspone il libro di Stieg Larsonn ,di risonanza mondiale,, lo fa bene mettendo in scena una pellicola dai colori scuri e crepuscolari ed una storia "senza veli"con attori intensi ;su tutti spicca la protagonista Noemi Rapace, molto caratterizzata,espressiva , tagliente , passionale guerriera,buona; i sui occhi scuri bruciano il male che la circonda ed ha una forza interire che traspare in tutta sua intensità.
Buone parole vanno espresse anche per l’altro protagonista Michael Niqvist co una recitazione intensa , umana comunicativa.
E' thriller dai toni esaperati con contorni incestuosi.,violenti ,di sottomissione ed omicidi;con suspence le cui evidenze saranno chiare solo negli ultimi fotogrammi.
Lo spettatore resta rapito da questa trama criptata cercando di comprendere l'epilogo che viene dalla regia sapientemente negato.
Un cast di attori svedesi e danesi tanto sconosciuti quanto bravi contribuisce a rendere godiibile "uomini che odiano le donne".
Un thriller doloroso che metta a nudo il male del mondo senza pietà e senza sconti.
Si può fare alla regia un unico appunto , il lungometraggio ha superato la soglia di attenzione accettabile oltrepassando ampiamente le due ore di proiezione; la lentezza espositiva , per quanto preparatoria , si è fatta sentire in modo particolare nella parte centrale del film.
Eccellente lavoro.
weach illuminati
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cindowen
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venerdì 24 settembre 2010
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un noir classico, onesto e ben riuscito
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Mikael Blomkvist, giornalista svedese d'assalto nei guai con la giustizia, viene assoldato da un magnate dell'industria per indagare sulla scomparsa della sua amata nipote Harriet, avvenuta 40 anni prima. Viene aiutato da una strana ragazza: Lisbeth Salander, genio del computer dal carattere impossibile, tormentata dalle conseguenze di un passato traumatico di cui non vuole parlare ma in grado di badare perfettamente a se stessa (e non solo), assumendosi anche il ruolo della vendicatrice. La vicenda si snoda, fino alla risoluzione dell'enigma, tra segreti di famiglia inconfessabili, industriali corrotti, violenze e soprusi compiuti sul genere femminile, mettendo in luce i peggiori istinti di uomini all'apparenza stimati e rispettabili.
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Mikael Blomkvist, giornalista svedese d'assalto nei guai con la giustizia, viene assoldato da un magnate dell'industria per indagare sulla scomparsa della sua amata nipote Harriet, avvenuta 40 anni prima. Viene aiutato da una strana ragazza: Lisbeth Salander, genio del computer dal carattere impossibile, tormentata dalle conseguenze di un passato traumatico di cui non vuole parlare ma in grado di badare perfettamente a se stessa (e non solo), assumendosi anche il ruolo della vendicatrice. La vicenda si snoda, fino alla risoluzione dell'enigma, tra segreti di famiglia inconfessabili, industriali corrotti, violenze e soprusi compiuti sul genere femminile, mettendo in luce i peggiori istinti di uomini all'apparenza stimati e rispettabili. Tratto dal primo libro della trilogia "Millennium" di Stieg Larsson, il film ha il pregio di raccontare una vicenda "noir" complessa e scabrosa in modo sobrio e scarno, privo di sensazionalismi ma con un notevole ritmo narrativo, che mi ha tenuto incollata allo schermo. Gli attori sono praticamente sconosciuti in ambito internazionale, per niente "patinati" ma quasi tutti efficaci. In particolare, l'interpretazione di Lisbeth da parte di Noomi Rapace è eccezionale, l'attrice è riuscita a dare vita a un personaggio di per sé indimenticabile, mentre mi sarei aspettata di più da Niqvist nella parte di Mikael Blonkvist, ma forse è risultato un po' penalizzato dalla sceneggiatura. Sarebbe auspicabile che Hollywood NON realizzi un remake, ma temo sia una speranza vana...
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daniele d'antoni
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martedì 14 settembre 2010
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in equilibrio tra thriller e denuncia sociale.
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In una gelida Svezia invernale s’intrecciano le vite e i criptici passati del giornalista Mikael Bloomckvist che indaga sui loschi traffici di un importante impresario, del nobile Henrik Vanger, che tenta di far luce sul mistero che avvolge il rapimento di sua nipote Arriette, della quale non si hanno più notizie da oltre quarant’anni; e della giovane Lisbeth Salander che tenta di far fronte al proprio passato a dir poco orribile e oscuro. Il destino unisce questi tre personaggi, nel momento in cui Bloomckvist viene denunciato e ritenuto ingiustamente colpevole di diffamazione dell’impresario sul quale stava indagando; prima di scontare la pena, viene contattato da Henrik Vanger, che gli muoverà la richiesta di aiutarlo a portare a termine le ricerche del rapitore di sua nipote; Lisbeth Salander infine, pirata informatico professionista, si metterà in contatto con lo stesso Bloomckvist per aiutarlo.
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In una gelida Svezia invernale s’intrecciano le vite e i criptici passati del giornalista Mikael Bloomckvist che indaga sui loschi traffici di un importante impresario, del nobile Henrik Vanger, che tenta di far luce sul mistero che avvolge il rapimento di sua nipote Arriette, della quale non si hanno più notizie da oltre quarant’anni; e della giovane Lisbeth Salander che tenta di far fronte al proprio passato a dir poco orribile e oscuro. Il destino unisce questi tre personaggi, nel momento in cui Bloomckvist viene denunciato e ritenuto ingiustamente colpevole di diffamazione dell’impresario sul quale stava indagando; prima di scontare la pena, viene contattato da Henrik Vanger, che gli muoverà la richiesta di aiutarlo a portare a termine le ricerche del rapitore di sua nipote; Lisbeth Salander infine, pirata informatico professionista, si metterà in contatto con lo stesso Bloomckvist per aiutarlo...
Il film, che rimane in perfetto equilibrio tra thriller e denuncia sociale, apre una trilogia cinematografica tratta da tre rispettivi e omonimi romanzi del compianto Stieg Larsson, e si sviluppa di pari passo col progredire delle indagini, attorno alla magistrale costruzione dei personaggi (tanto complicati quanto affascinanti) che animano la storia, e affronta temi importanti, delicati e soprattutto attuali, quali Il logorio causato dal denaro e dal potere eccessivi; la falsità delle apparenze, che ad esempio consegnano all’opinione pubblica una visione linda e rispettabile della famiglia Vanger, la quale invece nasconde maniaci Nazisti; il Nazismo stesso, che ancora ferisce dal passato, attraverso i nuovi nuclei di fanatismo ancora presenti in diverse zone del mondo; il piacere della vendetta e la volontà di compierla, che va oltre alla volontà del perdono e quindi la millenaria questione di quanto sia labile e instabile il confine che ci fa propendere per il perdono o viceversa per la vendetta; il fraintendimento della parola di Dio (Corano o Bibbia in tal caso non cambia), che se non compresa a fondo porta ad azioni crudeli e meschine (come potrebbero essere gli attentati terroristici da un lato o, come nel caso in questione, il martirio e l’uccisione di persone indifese, seguendo un rituale considerato “divino”).
Infine ciò cui il titolo fa riferimento, la violenza sulle donne, non solo fisica ma anche psicologica. L’indagine è costellata da un calvario di donne torturate e uccise, per il semplice gusto di farlo, per la sola colpa di essere donne; donne delle quali la stessa Lisbeth è portabandiera nonché vendicatrice universale.
Poco importa se in fin dei conti viene da chiedersi se fosse stato veramente necessario realizzare una trasposizione cinematografica di un best seller. Perché “uomini che odiano le donne” non solo ha una regia, un montaggio e una fotografia di qualità, uno stile asciutto, essenziale, diretto, ma è soprattutto interpretato benissimo da ognuno degli attori, più o meno noti, tra i quali spiccano la bravissima Noomi Rapace (Lisbeth Salander) e Michael Nyqvist (Mikael Bloomckvist). È quindi non soltanto una storia particolare, insolita e affascinante, ma anche un ottimo capitolo del cinema moderno.
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ellisk.
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domenica 5 settembre 2010
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macchè macchè!!!!
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Insomma, come puoi scrivere una cosa così?
Il film di suo è pessimo, sembra un fotoromanzo,
inoltre è totalemente infedele al libro, il che non è un peccato capitale, si può rimaneggiare tutto, anche Shakespeare.
Ma se non c'è nobiltà non c'è nobiltà.
E l'attore che interpreta Mikael?
Dova l'hanno trovato?
Quando si accoppia con Lisbeth avete visto la sua espressione?
Sembra sia stuprato e stupito.
La foto di Harriet che torna sempre in primo piano nelle riflessioni,
i flashback di Mikael riguardo alla sua breve permanenza dai Vanger,
Lisbeth che manda la soluzione dell'enigma dei numeri via mail al giornalista,
e che poi lascia morire Martin tra le fiamme.
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Insomma, come puoi scrivere una cosa così?
Il film di suo è pessimo, sembra un fotoromanzo,
inoltre è totalemente infedele al libro, il che non è un peccato capitale, si può rimaneggiare tutto, anche Shakespeare.
Ma se non c'è nobiltà non c'è nobiltà.
E l'attore che interpreta Mikael?
Dova l'hanno trovato?
Quando si accoppia con Lisbeth avete visto la sua espressione?
Sembra sia stuprato e stupito.
La foto di Harriet che torna sempre in primo piano nelle riflessioni,
i flashback di Mikael riguardo alla sua breve permanenza dai Vanger,
Lisbeth che manda la soluzione dell'enigma dei numeri via mail al giornalista,
e che poi lascia morire Martin tra le fiamme.
Anita che muore di tumore e la madre di Lisbeth che parla come se fosse perfettamente lucida.
E altre mille cose.
Vabbè, per chi ha amato il libro non sono accettabili queste semplificazioni.
Per chi cerca un buon film, ecco, questo non è un buon film.
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