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franz1971
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lunedì 26 marzo 2012
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ipazia: tra filosofia e paganesimo
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L'ottimo film di Amenàbar, ambientato ad Alessandria d'Egitto nei primi secoli dopo l'avvento del cristianesimo, costituisce un esempio di come la religione che è venuta a prevalere in Occidente, sia stata ( e forse in parte lo è ancora)intollerante verso diverse forme di spiritualità che la precedettero. I pagani, che praticarono da millenni una religiosità politeistica, cioè l'adorazione di più divinità invece che quella di un dio unico, oggi possono sembrare un anacronismo e degli eccentrici.
Ricordiamoci però l'aforisma di Friederich Nietzsche " Pagani sono tutti coloro che dicono sì alla vita, coloro per i quali "Dio" è l'espressione per il grande sì a tutte le cose."
Il lungometraggio spagnolo mette in evidenza che in questo ambiente potè vivere, studiare e insegnare Ipazia, la famosa filosofa alessandrina, la quale è tormentata da un problema di ordine scientifico, cioè di come la terra possa muoversi intorno al sole compiendo un'orbita che inizialmente appare circolare per poi scoprire che essa in realtà compie un'ellisse.
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L'ottimo film di Amenàbar, ambientato ad Alessandria d'Egitto nei primi secoli dopo l'avvento del cristianesimo, costituisce un esempio di come la religione che è venuta a prevalere in Occidente, sia stata ( e forse in parte lo è ancora)intollerante verso diverse forme di spiritualità che la precedettero. I pagani, che praticarono da millenni una religiosità politeistica, cioè l'adorazione di più divinità invece che quella di un dio unico, oggi possono sembrare un anacronismo e degli eccentrici.
Ricordiamoci però l'aforisma di Friederich Nietzsche " Pagani sono tutti coloro che dicono sì alla vita, coloro per i quali "Dio" è l'espressione per il grande sì a tutte le cose."
Il lungometraggio spagnolo mette in evidenza che in questo ambiente potè vivere, studiare e insegnare Ipazia, la famosa filosofa alessandrina, la quale è tormentata da un problema di ordine scientifico, cioè di come la terra possa muoversi intorno al sole compiendo un'orbita che inizialmente appare circolare per poi scoprire che essa in realtà compie un'ellisse.
Quello che risalta alla percezione dello spettatore, oltre alle disquisizioni filosofico-scientifiche-religiose, è la crudeltà con cui i cristiani tentarono ( riuscendoci) di imporre la loro religione che secondo la predicazione di Gesù è incentrata sull'amore, la pietà, la compassione, ma per affermarsi ebbe bisogno delle armi, portando spesso morte, distruzione (si veda l'assalto alla Biblioteca d'Alessandria, dove invano Ipazia e i suoi discepoli cercano di portare in salvo tutto quello che costituiva la sapienza dell'epoca).
L'intolleranza del cristianesimo dell'antichità verso i pagani e i loro culti, i loro stessi "fratelli maggiori" ebrei e la scienza, portano invitabilmente alla morte della filosofa che di parecchi secoli aveva preceduto le scoperte di Keplero.
Una pellicola consigliata vivamente per coloro che credono nella libertà di culto e anche per chi, credente nel dio unico, accetta di misurarsi su un aspetto poco conosciuto della sua storia.
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camillo
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giovedì 29 settembre 2011
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film che si rifà alla storia ed alla filosofia
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Siamo nel IV secolo dopo Cristo. Il film segue la vicenda di Ipazia, filosofa di Alessandria, che insegna nella biblioteca della città. In questo periodo, i cristiani sono liberi di professare la loro religione e ciò li porterà persino alla presunzione (cosa impensabile ai tempi delle persecuzioni). Dopo una violenta rivolta, i cristiani scacceranno i pagani e distruggeranno la biblioteca, proclamando che chiunque avesse venerato ancora i falsi Dei, sarebbe stato punito. Durante l'assedio alla biblioteca, a Ipazia verrà narrata un'antica teoria secondo cui il sole starebbe al centro dell'universo e la terra, proprio come le altre stelle, si troverebbe a girare intorno ad esso.
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Siamo nel IV secolo dopo Cristo. Il film segue la vicenda di Ipazia, filosofa di Alessandria, che insegna nella biblioteca della città. In questo periodo, i cristiani sono liberi di professare la loro religione e ciò li porterà persino alla presunzione (cosa impensabile ai tempi delle persecuzioni). Dopo una violenta rivolta, i cristiani scacceranno i pagani e distruggeranno la biblioteca, proclamando che chiunque avesse venerato ancora i falsi Dei, sarebbe stato punito. Durante l'assedio alla biblioteca, a Ipazia verrà narrata un'antica teoria secondo cui il sole starebbe al centro dell'universo e la terra, proprio come le altre stelle, si troverebbe a girare intorno ad esso. Continuerà i suoi studi fuori dalla città, mentre il suo ex schiavo si sarà convertito al cristianesimo, cercando la libertà che la religione pagana non gli aveva dato. Il film è basato su una storia vera; si trovano molti riferimenti storici e personaggi importanti e realmente esistiti quali la stessa Ipazia, il vescovo Cirillo, il plitico Oreste. Agorà è un film imperdibile per chiunque ami la storia, ma il pezzo forte è la sua grande capacità di spiegare le nozioni di filosofia; si va dall'armonia del movimento delle stelle a quello della musica, dalla forma perfetta del cerchio a quella dell'ellissi, dalla teoria geocentrica a qella eliocentrica. I dialoghi sono molto forti, come forti sono anche molte scene di sangue (quest'ultimo molto realistico). Bellissime le musiche. La società romana e la cultura di allora sono molto fedeli agli scritti. Agorà è in definitiva un film-documentario che ci mostra, oltre alla storia principale, usi e costumi romani e riesce a mostrare alla massa la vera filosofia e non quella poltiglia che altri film hanno tentato di far sorbire a tutti. Un film che affascina e insegna filosofia.
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cenox
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martedì 30 agosto 2011
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scontro tra religioni e scienza
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Ben fatto questo film spagnolo, e lo dico perchè mi sembrano davvero eccessive le critiche apportategli da Zappoli. Per quanto sia ovvio che il budget del film non sia paragonabile a quello delle grandi produzioni hollywoodiane, risultano credibili sia le ambientazioni che le ricostruzioni storiche. L'attrice protagonista del film è interpretata da un'ottima Weisz, la quale fa trasparire una vera e propria ossessione per l'astronomia, che la porterà a rinnegare qualsiasi religione, pur di assicurarsi il diritto all'insegnamento. Il film, piuttosto crudo in sè, rende egregiamente come potevano essere violente le repressioni diverse da quella cristiana che dopo un passato pieno di pubbliche esecuzioni, ora ad Alessandria è la religione dominante e passa dalla parte del carnefice, dapprima contro i pagani, e successivamente contro gli ebrei.
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Ben fatto questo film spagnolo, e lo dico perchè mi sembrano davvero eccessive le critiche apportategli da Zappoli. Per quanto sia ovvio che il budget del film non sia paragonabile a quello delle grandi produzioni hollywoodiane, risultano credibili sia le ambientazioni che le ricostruzioni storiche. L'attrice protagonista del film è interpretata da un'ottima Weisz, la quale fa trasparire una vera e propria ossessione per l'astronomia, che la porterà a rinnegare qualsiasi religione, pur di assicurarsi il diritto all'insegnamento. Il film, piuttosto crudo in sè, rende egregiamente come potevano essere violente le repressioni diverse da quella cristiana che dopo un passato pieno di pubbliche esecuzioni, ora ad Alessandria è la religione dominante e passa dalla parte del carnefice, dapprima contro i pagani, e successivamente contro gli ebrei. La Weisz, nei panni di Ipazia, una delle menti più brillanti del tempo, nel film riuscirà a scoprire che la Terra gira attorno al sole compiendo una rotazione ellittica, ma non riuscirà mai a divulgare la scoperta poichè assassinata dai cristiani, contrari al fatto che una donna potesse aver idee rivoluzionarie per il tempo.
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zelindafel
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mercoledì 24 agosto 2011
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ipazia antica eroina.donna moderna.
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Ipazia come simbolo di difesa della ragione.Guerre e diatribe religiose confondono il popolo,ma non lei,che porta in sè l'energia della conoscenza e la determinazione della ricerca. Muore nuda,essenza sublime della sua forza profonda.Chi crede di annientarla non sa che farà di lei un mito.Assurdamene si è difesa come certe eroine cattoliche,accettando la morte x non tradire se stessa.
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peter bailey
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venerdì 6 maggio 2011
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un film indigesto per i cristiani
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Certo è solo un film. Ma pensarsi nel tempio di Serapide, oggi, ad Alessandria ed andare con la mente a quelle vicende, in buona sostanza reali, da' sensazioni indimenticabili. Il film stimola la coscienza di ognuno, sopratutto di chi è nato, è stato cibato, è cresciuto e vissuto, come noi, negli insegnamenti cattolici. Che non sia piaciuto alla Chiesa di Roma ed alle gerarchie ecclesiastiche è certamente comprensibile. Incomprensibile è che, a distanza di tanti secoli, i discepoli di Gesù Cristo e la maggioranza dei credenti continuino a non voler vedere il tradimento operato dalla Chiesa dei valori evangelici di tolleranza, fraternità ed amore. Il film di Amenabar glielo dice chiaramente.
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Certo è solo un film. Ma pensarsi nel tempio di Serapide, oggi, ad Alessandria ed andare con la mente a quelle vicende, in buona sostanza reali, da' sensazioni indimenticabili. Il film stimola la coscienza di ognuno, sopratutto di chi è nato, è stato cibato, è cresciuto e vissuto, come noi, negli insegnamenti cattolici. Che non sia piaciuto alla Chiesa di Roma ed alle gerarchie ecclesiastiche è certamente comprensibile. Incomprensibile è che, a distanza di tanti secoli, i discepoli di Gesù Cristo e la maggioranza dei credenti continuino a non voler vedere il tradimento operato dalla Chiesa dei valori evangelici di tolleranza, fraternità ed amore. Il film di Amenabar glielo dice chiaramente.
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honestabe
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mercoledì 4 maggio 2011
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un po' di comprensione
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I paragoni con i peplum e con Empire mi sembrano fuorvianti. Quanto alla inappuntabilità del vestiario, poi, si trova in quasi tutti i film in costume. Condoniamo tranquillamente anche qualche sbavatura (Ipazia era probabilmente anziana quando venne uccisa, Sinesio morì prima di lei etc.). Il film ricorda a tutti che le intolleranze e i fanatismi non hanno una sola etichetta (Islam, tanto per non far nomi), ma che un passato talebano ce l'hanno tutte le fedi: nel film sia i pagani sia gli eberei sia infine i cristiani vincitori ricorrono alla violenza. E il fatto che una religione dell'amore e del perdono una volta divenuta religione di stato si sia rapidamente rivelata intollerante e presecutrice e pronta a dividersi al proprio interno e a stigmatizzare eretici e fulminare scomuniche è un fatto, un dato di realtà.
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I paragoni con i peplum e con Empire mi sembrano fuorvianti. Quanto alla inappuntabilità del vestiario, poi, si trova in quasi tutti i film in costume. Condoniamo tranquillamente anche qualche sbavatura (Ipazia era probabilmente anziana quando venne uccisa, Sinesio morì prima di lei etc.). Il film ricorda a tutti che le intolleranze e i fanatismi non hanno una sola etichetta (Islam, tanto per non far nomi), ma che un passato talebano ce l'hanno tutte le fedi: nel film sia i pagani sia gli eberei sia infine i cristiani vincitori ricorrono alla violenza. E il fatto che una religione dell'amore e del perdono una volta divenuta religione di stato si sia rapidamente rivelata intollerante e presecutrice e pronta a dividersi al proprio interno e a stigmatizzare eretici e fulminare scomuniche è un fatto, un dato di realtà. Se il messaggio di Amenabar è che la filosofia, ovvero lo spirito critico e indagatore, è meglio delle religioni (ma potremo dire di tutte le ideologie salvifiche), beh, dando un'occhiata agli opposti integralismi persistenti anche oggi è un messaggio da non disprezzare. E pazienza se il film non è un capolavoro. Forse neppure voleva esserlo.
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andrea3456
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domenica 2 gennaio 2011
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ottimo
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paride86
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mercoledì 29 dicembre 2010
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da vedere
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Molto curato e ben girato, "Agorà" è un film difficile e non adatto a tutti perché narra una storia di scienza, filosofia e religione senza romanzare la vicenda con sentimentalismi, eroismi o toni epici che tanto piacciono al grande pubblico e che caratterizzano successi al botteghino come "Il Gladiatore", "Braveheart" o i peplum di qualche decennio fa, tanto per citare dei film in costume.
La storia di "Agorà" è quella di Ipazia, pensatrice libera che dedicò la sua vita alla filosofia e all'astronomia, lapidata, scorticata e fatta a pezzi dai cristiani di Alessandria per empietà.
Il film scorre piacevolmente anche se rimane un po' ingessato, e si fa notare per il bel lavoro sui costumi e per la capacità degli attori.
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Molto curato e ben girato, "Agorà" è un film difficile e non adatto a tutti perché narra una storia di scienza, filosofia e religione senza romanzare la vicenda con sentimentalismi, eroismi o toni epici che tanto piacciono al grande pubblico e che caratterizzano successi al botteghino come "Il Gladiatore", "Braveheart" o i peplum di qualche decennio fa, tanto per citare dei film in costume.
La storia di "Agorà" è quella di Ipazia, pensatrice libera che dedicò la sua vita alla filosofia e all'astronomia, lapidata, scorticata e fatta a pezzi dai cristiani di Alessandria per empietà.
Il film scorre piacevolmente anche se rimane un po' ingessato, e si fa notare per il bel lavoro sui costumi e per la capacità degli attori.
Le teorie di Ipazia, a noi sconosciute, vengono arbitrariamente descritte come simili a quelle che saranno poi le conclusioni di Galileo, altro pensatore perseguitato dalla Chiesa.
Insomma, "Agorà" è un film molto interessante e merita di essere visto, pur non essendo un capolavoro.
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giuliog02
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lunedì 29 novembre 2010
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ragione, tolleranza e coraggio contro il fanatismo
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Un film "scomodo" su un periodo storico sul quale la scuola non ha speso molto tempo per istruirci. Per forza, la verità scotta.
Il tema é noto e la ricostruzione del regista e dello sceneggiatore seguono pari pari quanto scrissero Socrate Scolastico (380 - 440) in Historia Ecclesiastica ed il Filosofo Damascio (480 - 550). Agorà é ben realizzato tecnicamente, l'ambientazione é eccellente, gli attori adeguati e ben immersi nella parte. Superba la recitazione della Rachel Weisz nella parte di Ipazia, "La prima martire della libertà di pensiero". L'espressione non é mia, ma risale al 1914.
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Un film "scomodo" su un periodo storico sul quale la scuola non ha speso molto tempo per istruirci. Per forza, la verità scotta.
Il tema é noto e la ricostruzione del regista e dello sceneggiatore seguono pari pari quanto scrissero Socrate Scolastico (380 - 440) in Historia Ecclesiastica ed il Filosofo Damascio (480 - 550). Agorà é ben realizzato tecnicamente, l'ambientazione é eccellente, gli attori adeguati e ben immersi nella parte. Superba la recitazione della Rachel Weisz nella parte di Ipazia, "La prima martire della libertà di pensiero". L'espressione non é mia, ma risale al 1914. E' un film denuncia contro la violenza e l'intolleranza, contro l'ignoranza , il fanatismo ed il sopruso di voler imporre una identità ed una fede a chi la pensa diversamente.
La diversità di vedute tra il terribile vescovo Cirillo, di nero abbigliato, fatto poi santo e dottore della chiesa, e il Vescovo Sinesio di Cirene (non a caso in abito bianco) preconizza lo scisma tra chiesa d'occidente e chiesa d'oriente. Il colore degli abiti dei parabolani, ufficialmente infermieri e di fatto guardia del corpo di Cirillo, é scuro, sia per dare idea del fatto che poi i cristiani d'oriente saranno gli ortodossi, ma anche per assimilazione del fanatismo dei parabolani a quello dei fondamentalisti islamici odierni. D'altro canto l'uso del nero é proprio dei fascismi. Al proposito ricordiamoci l'orribile grido "Viva la muerte" del generale falangista Millan Astray nello scontro con la scrittore Miguel de Unamuno, rettore dell'Università di Salamanca.
Il film si apre e si chiude con l'immagine della Terra nello spazio, cioé a dire viene focalizzato il luogo mentale e fisico al quale Ipazia, filosofa neoplatonica, dedicò la vita, senza abiurare alle sue convinzioni, sino al martirio.
Agorà é un film che tutti dovrebbero vedere e che in realtà, forse, pochi hanno visto.
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irontato
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sabato 27 novembre 2010
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quando i talebani eravamo noi
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Si parte da una premessa molto buona perchè molta gente ancora non conosce bene da dove veniamo e quali sono le radici storiche della nostra socetà cristiana e film come questo possono aiutare a capire come noi non fossimo diversi da chi oggi definiamo fondamentalisti.Purtroppo però per cercare di accattivarsi un pubblico più ampio data la delicatezza dell'argomento si è tralasciata la storia e una patina fatta di costruzioni splendenti,abiti sempre perfetti e visi ben truccati e raggianti è stata spalmata sul film trasformandolo in un peplum d'altri tempi.Non si è avuto il coraggio di affrontare la verità e lo dimostra il finale tragico ma tutto sommato non schokante.
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Si parte da una premessa molto buona perchè molta gente ancora non conosce bene da dove veniamo e quali sono le radici storiche della nostra socetà cristiana e film come questo possono aiutare a capire come noi non fossimo diversi da chi oggi definiamo fondamentalisti.Purtroppo però per cercare di accattivarsi un pubblico più ampio data la delicatezza dell'argomento si è tralasciata la storia e una patina fatta di costruzioni splendenti,abiti sempre perfetti e visi ben truccati e raggianti è stata spalmata sul film trasformandolo in un peplum d'altri tempi.Non si è avuto il coraggio di affrontare la verità e lo dimostra il finale tragico ma tutto sommato non schokante.Si è voluto nascondere ad un pubblico richiamato al cinema da un film confezionato per intrattenere che Ipazia non morì per mano di uno schiavo innamorato che compì un gesto di pietà ma trascinata in chiesa e smembrata con l'aiuto di alcuni cocci taglienti.I pezzi furono poi bruciati in modo da nascondere l'infamia commessa dai seguaci di quel Gesù di Nazaret che aveva consacrato e donato la sua vita nel nome della tolleranza e del perdono.
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