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L'età barbarica
Un film di Denys Arcand.
Con Marc Labreche, Diane Kruger, Sylvie Léonard, Caroline Neron, Rufus Wainwright.
continua»
Titolo originale L'Âge des ténèbres.
Commedia,
durata 111 min.
- Canada 2007.
- Bim
uscita venerdì 7 dicembre 2007.
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![]() Ancora un'acuta analisi della società occidentale dal regista de Le invasioni barbariche
Giancarlo Zappoli
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I due volti della fantasia
martedì 16 ottobre 2007
di CASTELLETTI GIORGIO IRISP
Il film è una riflessione sulla fantasia oltre i suoi contenuti che sono, inevitabilmente, sempre meravigliosi. Qui è trattata la funzione della fantasia di evitare il possibile e il suo trasformarsi nel contenitore di una legittimità che annulla qualunque riferimento al reale , con cui disporre della possibilità di ridimensionare il potere della fantasia stessa. L’accenno alla sovrapposizione tra realtà e virtualità presente ne “Le invasioni barbariche” nella scena dove il protagonista gioca continua » |
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| Pierre Curzi | |
| Contrariamente a quanto si crede, l'intelligenza non è una caratteristica individuale ma un fenomeno collettivo, nazionale e intermittente! | |
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| Didier Lucien | |
| Vent'anni di matrimonio monogamo sono per la prostata come settanta sigarette al giorno per i polmoni! | |
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| Rémy Girard | |
| Per tutta la vita mi sono addormentato in compagnia delle più belle donne del pianeta, fino al giorno fatale in cui svegliandomi mi sono reso conto che la sera prima mi ero addormentato pensando al Mar dei Carabi: ero invecchiato... | |
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Altre frasi celebri del film L'età barbarica
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DVD | L'età barbaricaUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 16 aprile 2008
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APPROFONDIMENTI | Il 7 dicembre esce nelle sale L'età barbarica di Denys Arcand, un film intelligente e cattivo sulla decadenza dei sentimenti e dei costumi.Immagini dal canada
giovedì 6 dicembre 2007 - Marzia Gandolfi
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Fermate il Canada, voglio scendere.
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Jean-Marc, impiegato nell'amministrazione pubblica del Québec, è giunto al limite. Non ne può più del "politically correct", che gli impedisce di usare le parole che vuole (mai dire "nano": è ammesso solo "basso di statura") o di fumare una sigaretta in santa pace. Senza contare l'inferno della vita in famiglia, con la moglie che pensa solo al lavoro e le due figlie assatanate di i-Pod, videogiochi e merendine. Insomma, assomiglia proprio tanto al nostro mondo quello raccontato da Denys Arcand in L'età barbarica" (titolo originale L'age des tenebres, e non c'è bisogno di traduzione). » |
Sorridi, Québec, nonostante tutto
di Silvana Silvestri Il Manifesto
Un vero paradiso terrestre il Quebec, lì sono arrivati passando (e restandoci il meno possibile) per l'Italia i lavavetri polacchi, è infatti uno dei pochi paesi industriali dove ancora si può trovare lavoro. Forse non se ne rende conto Denys Arcand quando mette il suo funzionario statale in un ufficio che addirittura riceve i cittadini per dare loro delle spiegazioni su vari problemi di sopravvivenza. Da noi già sarebbe difficile trovare qualcuno che ti presti ascolto. Ma anche lì il quadro è nero, il film si intitola infatti L'âge des ténèbres (l'età delle tenebre) distribuito da noi come L'età barbarica per via del precedente successo Invasioni barbariche. » |
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di Claudio Carabba Corriere della Sera Magazine
L’impero occidentale continua a declinare. Il canadese Arcand non ha né dubbi né speranze. Proprio come il protagonista (lo strepitoso Labrèche) della sua nuova novella "barbarica", un mesto impiegato da ente inutile, che si rifugia in dolci sogni proibiti (il migliore è la bionda Kruger sotto la doccia). Ma persino le donne sognate alla fine si stufano della tristezza continua. Fuggire in riva al mare solitario del Nord, è la premessa per giorni diversi, non lieti, ma forse meno affannati. Da » |
I sogni proibiti del signor Nessuno
di Roberto Nepoti La Repubblica
In L'età barbarica, grigio impiegato statale, c'è un "signor Bianchi" vessato dai superiori, vittima del pendolarismo, disprezzato dalla moglie in carriera e ignorato dalle figlie. Per sopravvivere si rifugia nei sogni, dove successo e belle donne sono a portata di mano; a cominciare da una star che ha le forme armoniose di Diane Kruger (l'attrice tedesca sugli schermi anche con Triplice inganno). Tocca dirlo subito: è deludente il nuovo film di Denys Arcand, regista dell'amatissimo Le invasioni barbariche; malgrado i tagli impostigli dopo l'anteprima a Cannes (e che "si sentono"), resta un oggetto filmico diseguale, tutto sommato irrisolto. » |
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