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A History of Violence
Un film di David Cronenberg.
Con Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Heidi Hayes
Drammatico,
durata 96 min.
- USA 2005.
uscita venerdì 16 dicembre 2005.
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![]() Un thriller tipicamente cronenberghiano sull'identità, la schizofrenia, il rapporto tra realtà e apparenza
Giancarlo Zappoli
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premi nomination |
Premio Oscar 0 2 |
Golden Globes 0 2 |
David di Donatello 0 1 |
Che storia !
venerdì 23 dicembre 2005
di Elia
Se qualcuno vuol fare un regalo di Natale a se stesso, il consiglio è di andare a vedere questo film di Cronenberg. In maniera molto precisa e senza troppi giri di parole ci mostra un ritratto della provincia americana, quella lontana dalle grandi metropoli più note a noi europei. Ci pone in modo spietato di fronte all’interrogativo, che almeno una volta tutti nella propria vita si sono posti, se veramente sappiamo chi abbiamo accanto. Conosciamo veramente fino in fondo la propria moglie, i figli continua » |
La violenza come pochi la sanno raccontare
venerdì 13 giugno 2008
di Mason Filippo/mr_pink
A history of violence ci rende ancora una volta la fermezza e il professionalismo del regista canadese. Forse il miglior film di una grandissima carriera di un regista che ha cambiato la storia del cinema (e non solo del genere horror). Cronenberg ci mostra la vita nel suo quotidiano di un personaggio che recita una parte che in realtà non è mai stata sua. Narra la storia di personaggi apparentemente inseriti nella società ma che in realtà sono ben distanti dalle regole morali, ricordando che la continua » |
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Tele di ragno
mercoledì 28 dicembre 2005
di a.l.
In una memorabile sequenza di “Spider” la madre racconta al protagonista bambino la stravagante favola dei ragni che fanno bellissime tele, fino a quando non esauriscono la loro energia e muoiono: nel suo penultimo film, ambientato negli squallidi quartieri del disagio proletario dell’Inghilterra degli anni Sessanta e Ottanta, Cronenberg illustrava un capitolo del suo saggio di storiografia antropologica, individuando nella psiche umana e nelle tele di ragno, create ossessivamente dal suo fondo continua » |
La vendetta della violenza
sabato 12 gennaio 2008
di Jill
Questo film di David Croneberg è un saggio sulla viscerale violenza dell'uomo, radicata nei suoi aspetti più subdoli, frutto di una natura animale completamente irrazzionale. Tutto nel film è lucido e spietato. A cominciare dalla prima memorabile scena, dove un uomo all'apparenza normale, entra in un negozio e uccide brutalmente una bambina con in mano un orsacchiotto. Lo spettatore è svegliato dalla violenza, se ne sente partecipe, nauseato e atterrito. Vorrebbe morti gli assassini della piccola. continua » |
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| Richie e Tom | |
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Ti piace la vita matrimoniale? Cosa? Ti piace la vita matrimoniale? Per te funziona; non è la stessa cosa per me. Non ne ho mai sentito la necessità. Ci sono tante belle donne al mondo, non ne ho mai conosciuta una che mi abbia fatto desiderare di rinunciare a tutte le altre. Certo puoi metterle le corna, ma è una tale fatica – non trovi? – non farti scoprire, non ne vale la pena. Non vedo i vantaggi. Tu li vedi i vantaggi, Joey? |
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DVD | A History of ViolenceUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 17 maggio 2006
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SOUNDTRACK | A History of ViolenceLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 10 febbraio 2006
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Nella reception di un motel un uomo punta la sua pistola contro una bambina. Sbucata da una porta, la piccola lo guarda muta. Per terra, davanti a lei, ci sono due cadaveri. Lui si abbassa, le parla con dolcezza. Intanto, prende la pistola che tiene dietro la schiena: I gesti sono tranquilli. Pochi minuti prima, uscendo da una camera del motel, con la stessa indifferenza ha rimesso a posto una sedia. Poi s’è infilato in auto, in attesa che il complice facesse il suo lavoro. Solo per caso — per prendere un po’ d’acqua — è entrato anche lui nella reception. » |
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Grande Cronenberg: fa una specie di B western ma con un soggetto alla Camus: c' è sempre lo straniero in casa. Ispirato a un fumetto, ecco un uomo tranquillo in una piccola città che, molestato da loschi tipi, diventa un brutto ceffo. Era così? Ha doppia personalità? Aspettate la fine, non uscirete tranquilli. L'autore insegue il tema delle identità pericolose, mosche o inseparabili, in una cornice che ne fa risaltare la contemporanea matrice: oggi di sogni siamo sprovvisti, solo incubi. Occhi sulla famiglia: una bella scena padre-figlio da «Legge del Signore», una di violenza sessual-coniugale, la cinica finale tavola imbandita che corona un film tutto doppio, di odio e amore. » |
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di Roberto Nepoti La Repubblica
L'uomo David Cronenberg resta di un pessimismo integrale. Cronenberg, il regista, ci fa scoprire di possedere non solo il talento di giocare coi nervi scoperti dello spettatore, ma anche una solida vena di humour. Nero inchiostro, naturalmente. Tratto da una graphic novel di John Wagner e Vince Locke, A history of violence inizia come un classico "abuse movie", immarcescibile (e perlopiù reazionaria) formula narrativa dove il buono subisce torti e violenze, poi si ribella ai cattivi che tormentano lui e i suoi cari. » |
di Claudia Canziani Il Mucchio
Ogni film di David Cronenberg, anche quello meno riuscito, evade dal suo contenitore: pur toccando generi che apparentemente sono ben codificabili (fantascienza, noir, thriller) il regista canadese ha sempre aperto la porta a inquietudini che restano disturbanti e parecchio originali. Possono essere l’ossessione di due gemelli per la ginecologia e le donne (Inseparabili), la mutazione degli esseri umani in macchine o in qualcosa di organicamente indefinibile (un vero leit motiv, che tocca Crash, Il pasto nudo, Shivers. » |
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