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The Jacket
Un film di John Maybury.
Con Adrien Brody, Keira Knightley, Kris Kristofferson, Jennifer Jason Leigh, Kelly Lynch.
continua»
Thriller,
durata 102 min.
- USA 2005.
uscita venerdì 1 aprile 2005.
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![]() Eccitante miscela di parapsicologia, metafisica e thriller
Adriano De Carlo
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Il soldato americano Jack Stark, durante la guerra del Golfo, siamo nel 1991, viene ferito gravemente alla testa, gli rimane come conseguenza un'amnesia post-traumatica. Alcuni mesi dopo si reca nel Vermont, nel paese dove è nato. Mentre fa l'autostop un'auto in panne attira la sua attenzione. La conducente è in stato confusionale e la figlioletta si affida a lui, che ripara l'auto e aiuta la donna a riprendersi. Prosegue il suo viaggio con un'altra auto guidata da un giovane. L'auto viene fermata dalla polizia e Jack perde conoscenza. Quel che segue sarà una condanna per omicidio e la detenzione nel manicomio criminale di Alpine Grove, dove il dottor Baker lo sottopone ad una serie di trattamenti a base di psicofarmaci e alla permanenza in una bara estraibile, legato con la camicia di forza. Ed è in quel buco infernale che Jack inizia il suo viaggio ricostruttivo, con incursioni nel passato e nel futuro, con conseguenze non previste né prevedibili. |
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Quattro meno meno
giovedì 21 aprile 2005
di Checco
Nel complesso è un film niente male ma siccome poche volte mi capita a distanza di una settimana di discutere ancora dello stesso film allora non è niente male ma qualcosa di più... Brody è eccezionale, il mix di thriller e psicologia umana è riuscito alla perfezione e l'ultima frase da il colpo finale visto che ognuno può intenderla come vuole: è un film ad interpretazione personale ed è questo che lo contraddistingue da molti altri dello stesso genere... Da vedere! continua » |
Passato e futuro andata e ritorno
giovedì 7 aprile 2005
di cugino
le tematiche sono tutte già viste: il reduce reietto, lo scenziato pazzo, la manipolazione della mente, la situazione claustrofobica, e soprattutto l'andirivieni col futuro. il film non è malvagio, alla fin fine, perchè comunque riesce a trattarle senza offendere l'intelligenza dello spettatore, ma per ognuna di esse ci vengono in mente film che l'hanno trattata molto meglio. l'impressione quindi è che si sia voluta mettere più carne al fuoco di quanto il barbecue della sceneggiatura consentisse, continua » |
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| Dr. Backer (Kris Kristofferson) | |
| Non si può rompere qualcosa che è già a pezzi… | |
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| Jack Stark (Adrien Brody) | |
| Avevo 27 anni la prima volta che sono morto.. | |
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| Jack Stark (Adrien Brody) | |
| Quando moriamo e passiamo di là, non vediamo l'ora di tornare indietro! | |
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Altre frasi celebri del film The Jacket
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DVD | The JacketUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 26 ottobre 2005
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di Roberto Nepoti La Repubblica
La promozione lo incasella come "thriller psicologico": però non bisogna credere che The Jacket sia un giallo, né un film di genere in senso stretto. Avventurandosi in territori complessi - le "stanze del tempo", la memoria, la possibilità di intervenire sul futuro dalle lontananze del passato - che pure hanno alimentato spesso il cinema "fantastico", il regista John Maybury (anche pittore e videomaker di rilievo sulla scena artistica mondiale) ha realizzato un film d'autore che coniuga lo spettacolo con una robusta dose di stile. » |
di Francesco Alò Il Messaggero
«Pronto, sono Steven Soderbergh. Vorrei produrti un film qui a Hollywood». Dall'altro capo una risata e il telefono attaccato in faccia. Perché mai uno dei registi e produttori più potenti del mondo vorrebbe lavorare con l'inglese John Maybury, 47 anni, autore di corti sperimentali, videoclip (memorabile l'eterno primo piano di Sinead O'Connor in Nothing Compares to You ), ex collaboratore di Derek Jarman e minimamente commerciale solo nel lontano 1998 con il lungo Love is the Dead - Un ritratto di Francis Bacon , opera interessante e pretenziosa sul grande pittore gay? Domanda superficiale. » |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Il paziente semiaddormentato dai sedativi viene portato in barella nel seminterrato dell'ospedale; viene voltato e rivoltato, imprigionato nella camicia di forza («jacket», nell'uso americano), introdotto in un contenitore da obitorio. Lo sportello metallico viene chiuso, il paziente rimane lì per ore nel buio, solo, immobile, visitato da sprazzi di memoria della sua vita passata, della guerra. La terapia si chiama «simulazione di rientro nel ventre materno»; viene applicata a un reduce della Guerra del Golfo colpito alla testa e malato di una amnesia post-traumatica che le autorità d'una piccola città scambiano per follia omicida, affidandolo al manicomio criminale. » |
di Claudio Carabba Il Corriere della Sera
«La prima volta che sono morto, è stato durante la guerra del Golfo, nel 1991». Comincia così, con un colpo di pistola in testa (sparato da un ragazzino), The Jacket, l’odissea tragica di un soldato Usa dal cuore buono e la mente stordita. Tornato a casa, il reduce finirà (innocente) in un manicomio criminale, un posto tanto crudele che il vecchio «corridoio della paura» di Sam Fuller sembra un giardino d’infanzia. Infilato dentro a un buio loculo da punizione, il prigioniero potrà fuggire solo in stato di allucinazione. » |
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