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Tutto su mia madre
Un film di Pedro Almodóvar.
Con Penelope Cruz, Cecilia Roth, Marisa Paredes, Candela Peña, Antonia San Juan.
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Titolo originale Todo sobre mi madre.
Drammatico,
durata 105 min.
- Spagna 1999.
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![]() Un manifesto di fantasia, dolcezza e umanità tutto al femminile
Pino Farinotti
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Madrid: Manuela ha un figlio di diciassette anni che muore travolto dalla macchina su cui viaggia una famosa attrice impegnata nella pièce Un tram che si chiama desiderio. Manuela decide di trovare il padre del ragazzo che vive a Barcellona ed è diventato Lola, un travestito. La donna incontra Agrado, altro travestito, che fa la vita, conosce anche l'attrice indiretta responsabile della morte del figlio. Alla fine Manuela, che aveva esperienza di palcoscenico, reciterà nel Tram. Nel frattempo ecco una suora incinta (anche lei di Lola), e un paio di uomini assolutamente idioti e sessualmente confusi. Variabile straordinaria, di Almodovar. Il suo miglior film, completo e consapevole. Una volta accettato il mondo di Almodovar, che è assolutamente incapace di concepire la normalità soprattutto quella sessuale, il film è uno straordinario manifesto di fantasia, dolcezza, soprattutto umanità. E di pittura. Il regista va dritto per la propria strada, estremizza tutto per esperimere la sua tesi. Successo di pubblico e di critica. Vincitore dell' Oscar come miglior film straniero. |
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premi nomination |
Premio Oscar 1 0 |
Golden Globes 1 0 |
Festival di Cannes 1 0 |
Un prodigioso affresco umano x un almodovar al max
sabato 7 gennaio 2006
di alberto 86
è il film ke segna il momento di svolta del cinema almodovariano che dai toni sanguigni,violenti e fiammeggianti dei suoi film precedenti acquisisce uno sguardo più delicato,profondo,intimo e sensibile sull'umanità e sui rapporti umani.è uno dei film di almodovar che preferisco,uno straordinario affresco umano zeppo di inventiva,di fantasia,d'amore,di genialità di passione.l'universo femminile è visto con adorazione dal regista che ci racconta una storia dura ma al contempo piena di speranza.la continua » |
Fantascienza???
lunedì 19 febbraio 2007
di ggg414
Ok, va bene, Almodovar vuole rappresentare l' anormalità sessuale del mondo... si ma non ce ne è neanche uno normale!!!!!!!la suora va con un travestito, le donne anche e gli uomini pure, in più c' è la storia omosessuale tra due attrici teatrali...è bravissima Cecilia Roth ad interpretare il suo personaggio ma alla fine sembra quasi che metta una pietra sopra alla vita che aveva fatto fino ad allora per ricominciarne un altra spensierata con il figlio del suo ex marito, un po' surreale e difficile continua » |
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Il film della maturità di almodovar
sabato 2 giugno 2007
di Nicolò
Questo splendido, bellissimo film di Almodovar comincia con madre e figlio che guardano "Eva contro Eva". Il diciassettenne Esteban dice che le traduzioni dei titoli cambiano completamente: da "All About Eve" ("Tutto su Eva") si è passati a "Eva contro Eva". E intanto inizia a scrivere della madre Manuela sul suo diario, esordendo col titolo "Tutto su mia madre". Omaggio al cinema così come lo è al teatro, con la rappresentazione del famoso testo di Tennessee Williams "Un Tram chiamato Desiderio", continua » |
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| Huma Rojo (Marisa Paredes) | |
| La vera autenticità non sta nell’essere come si è, ma nel riuscire a somigliare il più possibile al sogno che si ha di se stessi. | |
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| Agrado (Antonia San Juan) | |
| L'unica cosa autentica che ho sono i sentimenti e i litri di silicone. | |
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| Agrado (Antonia San Juan) | |
| Per cause estranee alla loro volontà, due delle attrici che quotidianamente trionfano su questo palcoscenico, oggi non possono essere qui. Poverine. Perciò, lo spettacolo è sospeso. A chi lo desidera verranno ridati i soldi del biglietto; però, per chi non ha niente di meglio da fare, per una volta che venite a teatro, è un peccato andarvene. Se restate, prometto d'intrattenervi raccontandovi la storia della mia vita. Se v'annoio, fate finta di russare, così... arrrggrrr... Lo capisco benissimo e non mi sento ferita nella mia sensibilità... eeh, veramente! Mi chiamano Agrado. Perché per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita più gradevole agli altri. Oltre che gradevole, sono "molto" autentica: guardate che corpo! Tutto fatto su misura: occhi a mandorla 80.000, naso 200 (buttate nell'immondizia perché l'anno dopo me l'hanno ridotto così con un'altra bastonata... lo so che mi dà personalità, però se l'avessi saputo non me lo toccavo!). Continuo: tette, due (perché non sono mica un mostro), 70 ciascuna, però le ho già superammortizzate! Silicone: labbro, fronte, zigomi, fianchi e c**o; un litro sta sulle 100.000 perciò fate voi il conto che io l'ho già perso. Limatura della mandibola 75.000, depilazione definitiva con il laser, perché le donne vengono dalle scimmie tanto quanto gli uomini, 60.000 a seduta, dipende da quanta barba una ha, normalmente da una a quattro sedute, però, se balli il flamenco, ce ne vogliono di più! È chiaro? Bene. Quel che stavo dicendo è che costa molto essere autentiche, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perché una è più autentica quanto più assomiglia all'idea che ha di se stessa. | |
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Altre frasi celebri del film Tutto su mia madre
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DVD | Tutto su mia madreUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 30 agosto 2005
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SOUNDTRACK | Tutto su mia madreLa colonna sonora del film
Disponibile on line da giovedì 21 ottobre 1999
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di Irene Bignardi La Repubblica
Annotate una nuova parola, Almodrama. Che non vuol dire un film drammatico, non vuol dire un film sentimentale, non vuol dire melodramma. Ma che identifica quel mix miracoloso di tragedia e commedia, di pianto e risate, di sentimenti e sfondo sociale che è l'inconfondibile carattere dei film di Pedro Almodovar. Tutto su mia madre - che non ha vinto la Palma d'oro a Cannes, ma solo il premio per la regia, per la presuntuosa stupidità del presidente della giuria David Cronenberg - è la punta più alta raggiunta dall'Almodrama, il film più bello dell'anno e un capolavoro che resterà. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Nessuno come Pedro Almodóvar sa raccontare le donne: le stupide e le sublimi, le vittime di tragedia e le squilibrate, le giovani e le vecchie. In Tutto su mia madre il regista, raggiunta una nuova maturità nel suo stile brillante, rinuncia a certe sue caratteristiche (frivolezza, isterismi, eccessi sardonici, bisogno puerile di stupire) per approdare a un mix realistico di dramma e divertimento su amori e dolori di donne. "Cinema a cuore aperto", lo definisce l'autore: oscillante tra racconto simbolico (su procreazione, creazione, maternità, paternità) e utopia femminile (un mondo di donne in cui gli uomini aspirano a trasformarsi in donne). » |
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Un tram che si chiama Almodovar
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Succede ogni morte di Papa che pubblico e critica siano d'accordo sul film da premiare a un festival. È accaduto quest'anno a Cannes, dove unanime voce di popolo indicava come miglior film in assoluto "Todo sobre mi madre". Ma una giuria in preda a doppio raptus di sciovinismo gallico e cinefilia suicida ha perso l'occasione di inserire Pedro Almodóvar fra gli autori di prima grandezza nel libro d'oro della rassegna. Poco male, i festival passano e i film restano; e "Tutto sopra mia madre" in particolare resterà nella storia del cinema europeo. » |
di Paola Cristalli Quotidiano.net
Da qualche anno, ogni nuovo film di Almodovar ha i toni di un'opera tragica e buffa. Qui accade che l'infermiera di un reparto specializzato in espianti d'organi (luogo e situazione tornano intatti dal Fiore del mio segreto) perda il figlio amatissimo in un incidente: il figlio Esteban che vive solo con lei, che accusa con dolcezza l'assenza di un padre di cui non ha mai saputo nulla, che vuole diventare scrittore e predilige Truman Capote, che muore inseguendo, in una notte di pioggia, l'automobile d'una diva delle scene madrilene, da cui vorrebbe un autografo. » |
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