| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Riccardo Donna |
| Attori | Carolina Crescentini, Filippo Nigro, Giuseppe Maggio, Francesca Colucci Domenico Diele, Francesco Colella, Lidia Vitale, Giampiero Judica. |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 novembre 2025
Il racconto su una donna, tenace e coraggiosa, a capo della più famosa rivista erotica italiana negli anni '60/'70, "Playmen" - la risposta italiana a Playboy.
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CONSIGLIATO NÌ
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Adelina Tattilo si ritrova da un giorno all'altro la responsabilità di una rivista da dirigere. Il marito la molla al suo destino, e la rivista in questione non è una qualsiasi: è Playmen, la più famosa rivista erotica italiana negli anni '60/'70. Adelina dovrà tirare fuori tutte le sue forze e il suo carisma per gestire le innumerevoli problematiche e vicissitudini per salvare la testata e intanto occuparsi come può dei figli e di se stessa. Senza cedere ai ricatti di chi la vorrebbe relegata in una posizione subalterna.
Nasce come serie biografica, Mrs Playmen, con l'ambizione di essere un racconto episodico di trasformazione, emancipazione e coraggio.
Di fatto è il coming of age di una donna che episodio dopo episodio conquista spazi, attenzione, rispettabilità, potere, ma soprattutto sicurezza in se stessa. Una battaglia personale che diventa anche una lotta valoriale contro bigottismo, moralismi e ipocrisie, a favore dell'apertura di un dibattito libero sulla sessualità.
A dare voce a un personaggio sulla carta rivoluzionario e femminista, nella misura in cui si batte per la libertà di espressione e per ottenere prima e mantenere dopo il suo lavoro e quello degli altri (anche se la sua Tattilo detesta le femministe che le vanno contro) è la carismatica Carolina Crescentini, già amata dal pubblico nel ruolo di potere della direttrice dell'Ipm nella popolare serie Mare Fuori.
Anche Mrs Playmen mira a essere pop, nel linguaggio e in ogni suo aspetto, a partire dalla scelta del cast che strizza molto l'occhio allo spettatore tipo di Netflix, che ha visto Giuseppe Maggio in Baby - qui è Luigi Poggi, un fotografo che ambisce a diventare il fotografo ufficiale di Playmen - e applaudito Filippo Nigro in Suburra. Anche qui vediamo quest'ultimo intento in macchinazioni multiple nei panni di Chartroux, con un riferimento esplicito quanto inquietante alla politica (in particolare alla Decima Mas). Completano il cast Francesco Colella, nei panni oscuri dello spregiudicato Saro Balsamo, marito in fuga della Tattilo, Domenico Diele, in quelli del poliziotto Andrea De Cesari, Lidia Vitale, nei panni dell'irresistibile segretaria tuttofare Lella e Francesca Colucci nei panni di Elsa, una ragazza dai talenti nascosti tutti da scoprire.
Per quanto tutti loro si impegnino per l'ottimale riuscita di questi sette episodi, per quanto sia assolutamente notevole l'intento di portare sullo schermo la storia potente di una donna che ambiva ad abbattere ogni tabù, cambiare le prospettive della gente, l'orizzonte mentale e culturale e persino i costumi degli italiani, con una particolare attenzione alle donne e al loro diritto al piacere, la serie tuttavia segue un percorso visivamente ordinario e narrativamente prevedibile.
Il meccanismo di far emergere un problema a episodio che spetterà puntualmente alla Tattilo risolvere risulta ripetitivo e rischia di stancare, alcune vicende sono narrate secondo un registro da fiction/soap che non giova alla riuscita del racconto (su tutte la questione delle foto scottanti di Jacqueline Kennedy e l'incontro con quest'ultima e Onassis), come non giovano alcune scene troppo didascaliche. La forma, in altre parole, non segue la sostanza, di gran lunga più rivoluzionaria e interessante delle immagini scelte per raccontarla.
Una vicenda che nasce fra le pieghe della penisola del dopo guerra e per la precisione nel mondo dell’editoria vietata degli anni ‘60 e ‘70. Nella sensibilità di una censura che era pronta a eliminare tutto quello che poteva turbare la quiete di un’Italia imbevuta di morale, finta o reale. E soprattutto una vicenda che prende spunto da una storia vera.