| Anno | 2025 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Angelo Bozzolini |
| Attori | Marino Bartoletti, Massimo Bonini, Aldo Cazzullo, Evelina Christillin . |
| Uscita | lunedì 16 febbraio 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Nexo Studios |
| MYmonetro | 3,25 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 12 febbraio 2026
Il documentario ripercorre il decennio d'oro della Juventus (1975-1985), tra trionfi storici e tragedie come l'Heysel, sullo sfondo dell'Italia segnata da tensioni e cambiamenti. Juventus - Primo amore è 144° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 0,00 e registrato 13.007 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Comincia dalla serata sportivamente drammatica di Atene dell'83 e si conclude (quasi) con la serata tragica per quel che avviene due anni dopo fuori dal campo, la notte dell'Heysel, la retrospettiva di Bozzolini sul decennio d'oro 75-85. Volti differenti di quella maledizione della Coppa dei Campioni che accompagna da sempre la Juventus, con 7 finali perse su 9 e una delle due vinte pressoché impossibile da celebrare. Perché, come soleva dire Paolo Maldini, chi ha vinto tanto in genere ha perso ancora di più e si ricorda l'amarezza di quelle sconfitte, di cui pochi tengono conto. È la filosofia dello sport ad alti livelli, che va accettata, ma questa è solo l'amara cornice di un quadro gioioso, a tinte bianconere, che esalta un ciclo e una generazione per cui gli elogi non sono mai abbastanza.
Le gesta di campioni dalla personalità indimenticabile, quali Scirea, Tardelli, Rossi, Zoff, Platini e Boniek, sono raccontati attraverso le testimonianze dirette oppure i ricordi di chi, come Scirea e Rossi, ci ha prematuramente lasciato.
Un formidabile assemblaggio di assi italiani, che formarono l'ossatura della nazionale vincitrice del Mundial '82, e due stranieri fuoriclasse come Michel Platini e il "bello di notte" Zibi Boniek. È il decennio in cui la Juventus si trasforma da realtà nazionale, incapace di concretizzare il proprio dominio oltre i confini patrii, in squadra più forte del mondo. Un primato di tecnica ma anche di stile, contrassegnato dalla figura del presidente Boniperti - suo il motto "Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta" - e dell'avvocato Agnelli, proprietario e primo tifoso della Vecchia Signora, e che rimane coerente con la nascita aristocratica del club nel lontano 1897.
Un documentario di servizio, che si concentra totalmente sulla meticolosa raccolta di dati e sull'aneddotica senza inseguire particolari pretese artistiche. Che privilegia l'assemblaggio di materiale di repertorio e la ricostruzione in base a interviste, tanto dei protagonisti che di osservatori privilegiati - tra cui l'artista Marco Lodola, juventinissimo, e il regista Enrico Vanzina, giallorosso e "nemico" sul piano sportivo.
Impossibile racchiudere in 90 minuti abbondanti quel che avvenne in quel decennio senza comprimere e sforbiciare, ma Bozzolini ha il merito di provarci e, con umiltà, di fornire un utile strumento ai molti tifosi bianconeri, che magari quelle immagini e quei successi non li ha vissuti o li ha esperiti indirettamente, senza conoscerne i retroscena. Fedele quindi anche nello spirito ai colori della maglia juventina e al DNA di una società concepita per vincere e primeggiare ma consapevole di doverlo fare con caparbietà e umiltà, sporcandosi di fango e senza mollare mai.
Il cinema si trasforma in una macchina del tempo per celebrare l'epopea di un club che ha segnato un'epoca: Juventus. Primo amore, diretto da Angelo Bozzolini e distribuito da Nexo Studios, è un documentario solido che adotta una struttura cronologica rigorosa per esplorare il decennio 1975-1985. L'opera non si limita a passare in rassegna i trionfi sportivi, ma costruisce un racconto corale attraverso [...] Vai alla recensione »