| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Stefano Sollima |
| Attori | Liliana Bottone, Giacomo Fadda, Valentino Mannias, Marco Bullitta, Francesca Olia Antonio Tintis, Niccolò Cancellieri, Nicolo Pasetti, Luca Guastini, Alessandro Cucca, Paolo Ricci (II), Lisa Galantini, Luca Pusceddu, Alessandro Mollo, Claudio Vasile Cozzo. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 9 luglio 2025
Una delle più lunghe e complesse indagini italiane su uno dei serial killer più brutali della storia del Paese: Il Mostro di Firenze.
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CONSIGLIATO N.D.
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Anni Ottanta. Otto coppie di giovani, nell'arco di un ventennio, sono state uccise dalla stessa Beretta calibro 22 mentre facevano sesso in macchina, nella provincia fiorentina: e la firma del killer è anche l'escissione del pube della componente femminile. La polizia da tempo cerca il colpevole, definito dai mass media "il mostro di Firenze", e la sostituta procuratore Silvia Della Monica, unica donna della squadra, è a capo delle indagini. La pista da seguire sembra essere quella di una comunità sarda residente in Toscana al cui centro c'è Stefano Mele, un tipo passivo manipolato dalla propria famiglia. Intorno a lui cui ruotano alcuni conterranei via via identificati come il Mostro: dai fratelli Francesco e Salvatore Vinci a Giovanni Mele, fratello di Stefano. Ma i delitti continuano ad avvenire anche quando il Mostro di turno è incarcerato, e le indagini devono continuare, in un'escalation di psicosi collettiva.
Chi si aspettava dalla serie Il mostro di Stefano Sollima un ritratto di Pietro Pacciani non si inganni: Pacciani sarà il protagonista della seconda stagione, perché questa prima è dedicata interamente alla famiglia sarda in questione.
La serie diventa dunque una galleria di mostri e perversioni di una provincia popolata "più da guardoni che da cinghiali", e si concentra su un gruppetto di immigrati in Toscana caratterizzato da tradizioni e appetiti belluini: non sappiamo come la comunità sarda prenderà questo ritratto di brutalità e depravazione così etnicamente identificato, così come non sappiamo cosa la comunità gay penserà dell'accostamento, già tanto sfruttato dal cinema e dalla televisione, fra l'omosessualità e la perversione criminale in uno degli sviluppi della storia. Stefano Sollima, con la collaborazione alla sceneggiatura di Leonardo Fasoli e Stefano Bises, racconta la vicenda inserendo intuizioni narrative interessanti, come quella di raccontare i delitti dal punto di vista del mostro, o quella di ripetere le stesse scene cambiando la prospettiva a seconda di chi, in quel momento, era l'inquisito. È intelligente anche l'idea di raccontare le figure femminili come oggetti manovrati dalla cultura patriarcale, ancor più estremizzata in quella isolana (di nuovo, non si sa come i sardi prenderanno questa rappresentazione "etnica"), anche se spingersi, come fa la serie, a inquadrare i delitti del Mostro come specificatamente "contro le donne", nelle parole della sostituta procuratore, sembra colorare di sensibilità contemporanee la storia. Certo è che in passato quegli omicidi erano stati catalogati come "delitti passionali" non comprendendone la matrice patologica, che nell'escissione del pube aveva evidentemente una componente misogina.
Il mostro, più che una caccia all'uomo, è la disamina di una serie di relazioni disfunzionali all'interno di una famiglia tribale e ferina, di una catena di vendette private e ipocrisie provinciali, di più o meno intenzionali depistaggi e strade senza uscita. Il terzo episodio in particolare inizia con una digressione che è un film nel film, in cui Giovanni Mele inscena la sua "mostruosità" davanti a un'inconsapevole potenziale vittima (bravissimi Antonio Tintis e Lisa Galatini). Profondamente inquietanti Francesca Olia (una sorta di Amy Winehouse sarda) nei panni di Barbara Mele, Marco Bulllitta in quelli del marito Stefano e soprattutto Valentino Mannias (lo sfuggente Salvatore Vinci). Sollima usa il suo stile asciutto e rigoroso, molto adatto a raccontare il crimine nostrano, la fotografia di Paolo Carnera assume toni caravaggeschi, le scenografie di Paki Maduri ricostruiscono un'Italietta fuori dai radar fra gli anni Sessanta e Ottanta e Clelio Beneventi asseconda nel montaggio il ritmo teso della regia, che questa volta privilegia l'introspezione all'azione, riflettendo in qualche modo l'impasse sociologica delle indagini su quel mostro che forse si annida in ognuno di noi.
Con Il Mostro, Netflix firma una delle opere pi? potenti e necessarie della serialit? italiana recente. Lontana dall?effetto sensazionalistico tipico del true crime, la serie si muove con passo lento e consapevole, scavando nel terreno oscuro della provincia toscana e nelle anime tormentate dei protagonisti.La regia colpisce per la sua sobriet?: non c?? compiacimento nell?orrore, ma un?attenzione quasi [...] Vai alla recensione »
Nell’Italia degli anni '70 e '80 il mostro di Firenze non è stato solamente un serial killer, anzi "il” serial killer, ma un caso che ha coinvolto per decenni, e fino a oggi, decine d’inquirenti, centinaia di membri delle forze dell'ordine, creando ipotesi a volte concrete, a volte fantasiose e sempre, al fine, tutte unite da un solo minimo comune denominatore: [...] Vai alla recensione »