| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, Thriller |
| Produzione | USA |
| Regia di | George Clooney, Joe Wright, Zetna Fuentes, Grant Heslov, Philip Martin |
| Attori | Michael Fassbender, Jeffrey Wright, Jodie Turner-Smith, Katherine Waterston Richard Gere, John Magaro, Julia Westcott-Hutton, Curtis Lum, Tim Samuels, Ignacy Rybarczyk, Harriet Sansom Harris, Adam Nagaitis, David Harewood, Tom Vaughan-Lawlor, Kurt Egyiawan, Ambreen Razia, Andrew Brooke, Saura Lightfoot Leon, India Fowler, Alex Reznik, Reza Brojerdi. |
| Tag | Da vedere 2024 |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 27 dicembre 2024
Prodotto e diretto da George Clooney (insieme a Grant Heslov), la serie racconta le azioni degli agenti di sicurezza Bureau of Legends.
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CONSIGLIATO SÌ
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Beni Martian (Michael Fassbender), un agente della CIA richiamato a Londra dopo sei anni sotto copertura in Etiopia, è costretto a interrompere bruscamente ogni legame con Sami (Jodie Turner-Smith). Sotto la supervisione di Naomi (Katherine Waterston), Martian deve affrontare la sorveglianza costante e il sospetto crescente dei superiori, il direttore Bosko (Richard Gere) e il vice Henry (Jeffrey Wright), mentre indagano sulla scomparsa di un agente sotto copertura in Bielorussia, nome in codice Coyote. Intanto, Martian addestra la giovane recluta Danny (Saura Lightfoot-Leon) per una missione in Iran. Tra segreti, tradimenti e scelte morali difficili, Martian si trova intrappolato in un gioco di lealtà dove nulla è come sembra.
L'adattamento americano di una delle serie francesi di maggior successo negli ultimi anni, Le Bureau des Légendes (Éric Rochant, 2015-2020), è un ottimo esempio di spy story che si distingue per un approccio molto introspettivo.
Un'attenzione, questa, che rileviamo in molte produzioni contemporanee (si pensi alla recentissima Black Doves) e che qui trova in un personaggio, in particolare, la sua concretizzazione, permettendo all'attrice Harriet Sansom Harris (Jules, Baby) di dimostrare le proprie capacità attoriali nel ruolo della dottoressa Blake, un personaggio enigmatico che agisce come un agente destabilizzante nel fragile equilibrio psicologico della squadra. The Agency si avvicina così ad alcune produzioni del vecchio mondo, assumendo un sapore più europeo e richiamando alla mente i racconti di John le Carré, Graham Greene e Len Deighton, piuttosto che lo spionaggio d'azione tipicamente statunitense.
I primi due episodi sono diretti da Joe Wright (Espiazione, Orgoglio e pregiudizio) e danno il tono all'intera atmosfera della serie, colpendo soprattutto per la cura maniacale nella costruzione di una Londra dalle tonalità fredde e cupe, in netto contrasto con i vibranti ricordi dell'Etiopia vissuta dal protagonista, e riflettendone così il complesso conflitto interiore attraverso l'efficace dualismo visivo. Ogni dettaglio scenografico approntato da Jordana Finkel e Sarah Greenwood crea un mondo chiuso in cui gli elementi fungono, tutti, da chiavi di lettura delle complesse sfumature psicologiche dei personaggi.
Certamente il punto di maggior forza della serie è il suo cast colossale, forse uno dei più dispendiosi, sia in termini economici che qualitativi, dell'anno: ritroviamo Michael Fassbender, reduce della sua meravigliosa interpretazione nel film di David Fincher The Killer (2023), di cui riprende in parte la composizione scenica ma definendo rapidamente questo nuovo personaggio con un'intensità trattenuta, alternando momenti di glaciale controllo a esplosioni di vulnerabilità. Al suo fianco troviamo con grande piacere Richard Gere, nei panni di Bosko, capo dell'agenzia londinese, e Jeffrey Wright nel ruolo di Henry: entrambi figure schiacciate dalle responsabilità istituzionali.
The Agency è una spy-story dal ritmo lento, metodico, che privilegia i dialoghi densi e i dettagli psicologici piuttosto che catapultarci in sequenze d'azione spettacolari. Sicuramente un approccio non privo di rischi che, oltre alla frammentazione narrativa, rischia di perdere l'attenzione del pubblico. La struttura complessiva regge, però, grazie ad alcuni personaggi strategici, in special modo quelli femminili di Naomi e della giovane recluta Danny, che incarnano, anche a livello di genere, i sacrifici personali richiesti da un mestiere che annulla identità e relazioni. L'azione, apparentemente assente, si svolge invece nei processi di "epurazione" della propria emotività, rendendo centrale nella serie la tensione tra i protocolli istituzionali e l'umanità residua dei protagonisti, facendo così trasparire le vulnerabilità dei personaggi in maniera talvolta sconveniente, impattante rispetto alle complesse operazioni geopolitiche, quasi traslandole in un'esposizione al pubblico ludibrio.
Gli standard molto elevati di questa serie sono garantiti, da un lato, dalla sceneggiatura dei fratelli Jez e John-Henry Butterworth (Spectre, Indiana Jones e il quadrante del destino), i quali riescono a bilanciare i tecnicismi delle operazioni di intelligence con la dimensione umana dei protagonisti per mezzo di dialoghi molto tesi, carichi di sottotesti, e lasciando ampio spazio all'interpretazione degli attori. Un adattamento "teatrale" che, grazie alle capacità attoriali del cast, è in grado di rendere le sfumature concettuali della sceneggiatura. D'atro canto troviamo una produzione eccellente, guidata da George Clooney, che garantisce la qualità elevata in ogni reparto, trasformando The Agency in un progetto che, seppur molto vicino alla serie originale francese, riesce a smarcarsene definendo un prodotto a sé stante. La serie è un raffinato esempio di come il genere spy possa evolversi, abbandonando gli stereotipi dell'azione spettacolare per esplorare territori più intimi e complessi, dove la posta in gioco non è solo politica, ma anche profondamente personale.
È spudoratamente la brutta copia della serie francese The Bureau.Hanno copiato tutto dalle storie ai dialoghi. Per ora cambia solo il luogo di ambientazione. Per chi ha visto tutta la serie The Bureau che invece risulta appassionante,avvincente e molto istruttiva questo remake al momento appare deludente.