| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, Storico |
| Produzione | Austria, Ungheria, USA, Romania, Gran Bretagna |
| Regia di | Justin Chadwick |
| Attori | Paul Kaye, David Pearse, Babou Ceesay, Hilary Tones, Jake Neads Sean Bean, Matthew Steer. |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 15 maggio 2024
Un'avvincente murder-mystery ambientata nell'epoca dei Tudor, basata sui popolari romanzi conosciuti a livello internazionale di C.J. Sansom.
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CONSIGLIATO SÌ
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Inghilterra, 1536. Da un paio d'anni il re Enrico VIII si è proclamato capo della nascente Chiesa anglicana, in opposizione a quella cattolica e al Papa. Il cancelliere Thomas Cromwell è impegnato per conto del sovrano nell'opera di soppressione e confisca dei monasteri inglesi ancora devoti al Vaticano.
Quando il commissario Singleton, emissario del re, viene brutalmente ucciso in una remota abbazia, Cromwell invia sul posto l'avvocato e investigatore Matthew Shardlake assieme all'ambiguo funzionario Jack Barak per fare luce sul caso. Tra ostilità dei monaci e pressioni esterne, passioni amorose e nuovi crimini, Shardlake dovrà scoprire cosa si nasconde dietro il misterioso omicidio.
Partendo dalla matrice letteraria, Shardlake combina bene la componente thriller e quella del dramma storico, allargando la dimensione del crime alla sfera etica e politica nel contesto dello scisma anglicano.
Tratta dall'omonima saga romanzesca dello scrittore scozzese C.J. Sansom (morto pochi giorni prima del lancio dell'adattamento televisivo su Disney+), la miniserie in quattro episodi diretta da Justin Chadwick e sceneggiata da Stephen Butchard è un riuscito esempio di murder-mistery in costume.
Il protagonista Matthew Shardlake è un uomo con un profondo senso della giustizia e dalla salda determinazione, costretto a convivere con una disabilità fisica: oltre alla gobba, ha una displasia al braccio destro, che è più corto dell'altro - una condizione congenita di cui l'attore Arthur Hughes, che interpreta il personaggio, è affetto realmente. Tale difetto sembra frenarlo, al pari del senso del dovere, al cospetto dell'affascinante Alice (Ruby Ashbourne Serkis) che vive nel monastero di San Donato, luogo del delitto. Sarà il più volubile e seducente Jack Barak (Anthony Boyle) a instaurare una relazione con Alice dalle conseguenze inattese, rimarcando così le differenze tra i due uomini inviati da Cromwell (Sean Bean): nelle indagini come nei sentimenti, Shardlake antepone a tutto l'assidua ricerca della verità, mentre Barak è persuaso da Cromwell che la verità debba prendere la forma che si vuole che abbia.
Lo scopo di Cromwell è infatti trovare il modo di inchiodare il monastero con prove di colpevolezza della morte di Singleton per poi chiuderlo ed espropriarne i beni. L'aspetto migliore della serie è appunto la maniera in cui il genere crime è intrecciato a doppio filo con gli interessi della politica nell'ambito dello scisma della Chiesa anglicana e dello scontro con la Chiesa cattolica. Non per niente, rientrerà in questo discorso anche la figura di Anna Bolena, prima sposata come seconda moglie e poi fatta decapitare dal re Enrico VIII, a seguito dell'accusa di alto tradimento e del processo-farsa allestito da Cromwell.
Immerso nella grigia atmosfera del monastero e posto di fronte a più di un interrogativo morale, Shardlake scoprirà che morte e tasse sono legate, e che - come da tradizione del dramma in costume - agli intrighi di potere si sovrappongono quelli di cuore.
Mi addolora aver appreso la recente scomparsa dell'autore, che ho sempre apprezzato molto. Lo sceneggiato purtroppo risente anche troppo dell'effetto Bridgerton. Pappagalli Ara in giro per la Londra di Enrico VIII, abiti di moda almeno cinquant'anni dopo, architetture che rammentano più Wren che un'Inghilterra ancora medievale.