| Anno | 2023 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Mario Piredda |
| Attori | Veronique Charlotte, Alessio Lu, Ester Pantano, Rodrigo Robbiati . |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 23 giugno 2023
Le complicate vite amorose e amicali di quattro ragazzi impegnati a lottare per conquistare il proprio spazio nel mondo, interpretati da attori emergenti, alcuni dei quali per la prima volta sullo schermo.
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CONSIGLIATO NÌ
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Il Love Club è un posto in cui tutti, a Milano, possono sentirsi a casa, liberi di esprimere sé stessi lontano da giudizi e tabù. La proprietaria del locale è Luz, una giovane donna forte e determinata, così legata alla propria libertà sessuale da mettere a rischio il suo rapporto con Roberta. Un giorno Luz riceve una brutta notizia: a causa di problemi economici, il Love Club potrebbe chiudere. Se così fosse, molti ragazzi e ragazze queer di Milano perderebbero un punto di riferimento delle loro vite: il Love Club è infatti un luogo sicuro per Tim, un DJ affetto da disturbo borderline della personalità; per Rose, una cam girl con un passato doloroso; e per Zhang, un genio del marketing desideroso di esibirsi in drag. Le loro storie si incrociano sotto le luci colorate del Love Club.
Animata da personaggi visivamente accattivanti, Love Club affronta tematiche importanti con uno stile immediato, che tuttavia si dimostra incapace di scavare sotto la superficie delle complesse vicende rappresentate.
La prima cosa che salta all'occhio guardando Love Club è sicuramente l'intento inclusivo della miniserie. Nei quattro episodi antologici di circa mezz'ora ciascuno si avverte l'impellente desiderio di parlare di quante più cose possibili: le storie dei quattro protagonisti si caratterizzano infatti, secondo l'intenzione degli autori, per una forte intersezionalità. Le vicende di Luz, Tim, Rose e Zhang racchiudono in sé la sovrapposizione - o, meglio, l'intersezione - di diverse identità sociali con le annesse discriminazioni, oppressioni e dominazioni.
Luz è una donna lesbica in conflitto con la propria famiglia, che fatica ad accettare il suo stile di vita, ma deve anche affrontare problemi economici e difficoltà lavorative; Tim è un ragazzo nero, gay e convive con un disturbo mentale; Rose subisce i pregiudizi che spesso colpiscono le cam girl, si è trasferita a Milano dal sud Italia e fatica ad elaborare un lutto importante; mentre Zhang è un ragazzo di origini cinesi vittima di un fidanzato violento e di un padre incapace di accettare il suo modo di essere.
Oltre al Love Club, un altro elemento ricorrente delle quattro storie sono i rapporti difficili che i protagonisti hanno con i propri familiari, dipinti come oppressivi, retrogradi e scarsamente empatici. Appena abbozzati, i genitori sono un po' tutti uguali, piuttosto stereotipati, e il legame con i protagonisti viene descritto superficialmente, anche negli episodi in cui riveste un ruolo centrale, come in quelli dedicati a Luz e Zhang. Lo stesso trattamento è riservato anche alle personalità dei protagonisti, così come alle difficoltà che si trovano ad affrontare: il desiderio di voler mettere insieme quante più tematiche possibile all'interno di storie destinate a concludersi nell'arco di trenta minuti sembra essere andato a discapito della profondità con cui esse sono state affrontate.
Nessuna delle vicende narrate mostra infatti risvolti complessi: tutto si svolge in maniera molto semplice e la drammaticità delle situazioni rappresentate manca di tridimensionalità, così come l'evoluzione dei personaggi. Ne risente, quindi, il coinvolgimento emotivo dello spettatore, messo ulteriormente alla prova da dialoghi ingessati e artificiosi, pronunciati da attori visibilmente inesperti.
Piuttosto labile, inoltre, la connessione tra le varie storie, rappresentata dal destino del Love Club: se nel primo episodio viene posto l'accento sulla necessità di evitarne in tutti i modi la chiusura, il futuro del locale sembra in seguito essere stato dimenticato, lasciando lo spettatore all'oscuro dell'esito del grande evento in cui Rose, Timothy e Zhang decidono di esibirsi.
Insomma, nonostante le buone intenzioni e l'importanza delle tematiche affrontate, Love Club non raggiunge i risultati di serie gemelle come SKAM ITALIA e Prisma e si pone in una dimensione di immediatezza capace di catturare l'attenzione - soprattutto dei più giovani - ma non di scavare a fondo nell'interiorità dei suoi protagonisti. Più riuscite, invece, la fotografia - desaturata e caratterizzata da un riuscito contrasto tra luci e ombre - e l'estetica dei personaggi: trucco, parrucco e costumi si rivelano infatti efficaci nel raccontare la personalità di protagonisti e comprimari, visivamente accattivanti.