| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Massimiliano Camaiti |
| Attori | Vincenzo Amato, Donatella Finocchiaro, Olivier Paris, Corrado Invernizzi Manuela Ventura, Elvira Camarrone. |
| Tag | Da vedere 2021 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,62 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 12 marzo 2021
Argomenti: Teen movie italiani Adolescenza e malattia nel cinema italiano
In un'assolata estate siciliana, Sara e Lorenzo si incontrano per la prima volta. Tra le onde nasce il loro giovane amore che, ben presto, si dimostrerà più forte di ogni ostacolo.
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CONSIGLIATO SÌ
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Sara ama la barca a vela e trascorre una vacanza presso un circolo di Favignana. Lì incontra Lorenzo, recentemente promosso istruttore e grande speranza dell'agonismo velico. È subito attrazione fra quella ragazza coraggiosa che non esita a saltare oltre un falò e quel ragazzo avventuroso dal notevole talento sportivo. Finito il soggiorno a Favignana i due si ritrovano a Palermo, incapaci di staccarsi l'uno dall'altra. Ma Sara nasconde un segreto: tre anni prima le è stata diagnosticata una malattia degenerativa che ha cambiato la sua vita e quella dei suoi genitori. E non sa se può concedersi la sua storia d'more con Lorenzo.
Sulla stessa onda, lungometraggio di esordio di Massimiliano Camaiti, si inserisce nel filone letterario e poi cinematografico che ha spopolato fra i giovanissimi negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo, e il cui esempio più celebre nel recente passato è Colpa delle stelle: il sick flick, termine non proprio rispettoso per quello che è diventato un sottogenere del teen drama (o più spesso melodramma).
In Italia questo sottogenere sta trovando una sua declinazione originale: è successo con Sul più bello e ora succede con Sulla stessa onda, di cui Camaiti ha firmato il soggetto e la sceneggiatura (con Claudia Bottino). In entrambi i casi il tentativo italiano è in qualche modo più interessante della pletora di titoli statunitensi sul tema.
In Sulla stessa onda a funzionare è innanzitutto il cast che vede al centro due giovanissimi interpreti efficaci nella semplicità e nella mancanza di vezzi e mossette tipici della loro generazione di attori, Elvira Camarrone e Christian Roberto. Anche la giovane Sofia Migliara è credibile nel ruolo di Barbara, la migliore amica di Sara. Intorno troviamo colleghi di ben maggiore esperienza come Donatella Finocchiaro e Corrado Invernizzi (l'unico non siciliano del gruppo), Vincenzo Amato nei panni del padre di Lorenzo e soprattutto l'ottima Manuela Ventura in quelli di sua zia.
Le location hanno una parte importante nel rendere questa storia glocal: la Sicilia che vediamo non è da cartolina e non cede agli stereotipi tanto spesso sfruttati, anche dalla fiction televisiva recente. Luce, vento e mare fanno parte integrante del racconto, dandogli una dimensione tattile e sensoriale che giova all'insieme. In questo, così come nella volontà di riprodurre l'intensità dell'innamoramento giovanile, Sulla stessa onda deve molto al sottovalutato Sul mare di Alessandro D'Alatri, anch'esso ambientato su un'isola e attraversato dalla salsedine e dalla brezza marina.
Ma è soprattutto nella scrittura e la regia trattenute e in qualche modo pudiche che Sulla stessa onda trova la sua arma migliore per combattere il rischio melensaggine e piagnisteo insito in questo sottogenere. Sono i non detti, le mancate sottolineature, i gesti al posto delle parole a fare la differenza e a rendere i dialoghi meno scontati di quanto la confezione teen lascerebbe presagire (e temere). Così come è narrativamente efficace l'idea di correlare la malattia di Sara con la scomparsa della madre di Lorenzo, un'assenza con cui il ragazzo non ha mai davvero fatto i conti e che si è tradotta in uno stallo permanente nella vita di suo padre.
Spesso la morte in questo genere di film è solo un pretesto per estremizzare i sentimenti fra i giovani protagonisti ed accelerare il (de)corso della loro storia d'amore. Qui invece il tema si allarga al bisogno di affrontare e in qualche modo includere un trapasso come eventualità possibile e parte della natura stessa dell'esistenza. E poiché la malattia e la morte sono temi con i quali il presente ci confronta, e che lasciano i più giovani in uno stato di disorientamento, un film come Sulla stessa onda arriva, con i suoi codici diretti e ben noti al pubblico dei teenager, a raccontare il coraggio di lasciarsi coinvolgere - e anche travolgere, come un'onda - da ciò che fa della vita un percorso affascinante e meritevole, benché non privo di cadute.
La fine dell'estate, un'isola in Sicilia, un corso di vela. Sara e Lorenzo s'incontrano e s'innamorano immediatamente. Lui è il giovane istruttore, lei l'alunna più testarda. Per entrambi è il primo amore, quello in cui le emozioni viaggiano sempre più veloci. La magia sembra però finire una volta tornati a casa, a Palermo. Sara diventa inaspettatamente sfuggente e ogni tentativo di Lorenzo di ricontattarla cade nel vuoto. Ma non è l'abituale fine di un amore estivo, Sara nasconde un segreto. Un piccolo problema fisico al campus, un forte crampo a Palermo e la notizia dell'aggravamento della sua distrofia muscolare piomba nella vita della ragazza. Il corso di vela è stato il suo ultimo momento di totale spensieratezza... se tutto presto dovrà finire, che senso ha continuare a vivere il suo amore per Lorenzo? In un viaggio pieno di rischi, incoscienza e coraggio, Sara e Lorenzo saranno costretti a crescere in fretta per rendere eterno ogni momento della loro storia.
"Sulla stessa onda" è il nuovo film italiano targato Netflix. Una tenera storia d'amore tra due adolescenti, segnata dal dolore della malattia e dalla passione per la vela. Un teen drama che vira verso il melò per raccontare in punta di piedi la solitudine di due anime segnate da un destino in comune. Gli ultimi tepori estivi, i falò adolescenziali sulle spiagge, il mare dell'isola di Favignana in [...] Vai alla recensione »