| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Giovanni Basso |
| Attori | Giorgio Colangeli, Rosanna Gentili, Roberto Andreucci, Rossella Gardini Paolo Gasparini, Claudio Alfredo Alfonsi. |
| Uscita | mercoledì 15 giugno 2022 |
| Distribuzione | Azimut Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,17 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 15 giugno 2022
Un regista settantenne affronterà di tutto per realizzare il suo prossimo film. In Italia al Box Office Mindemic ha incassato 3,7 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nino è un regista di circa 70 anni dalla carriera non esaltante che da un momento in poi non ha più lavorato. Isolato nel suo appartamento, cerca di dare un senso alle sue giornate quando all'improvviso riceve una telefonata del suo storico produttore Fredo che gli propone di scrivere un film in soli tre giorni. All'inizio è dubbioso ma poi, in preda all'entusiasmo, prende la sua vecchia macchina da scrivere, un'Olivetti Lettera 32, e butta giù la storia di un film epico su una donna trovata da un gruppo di soldati durante la guerra. Contatta così via Skype i suoi storici collaboratori, dallo sceneggiatore De Paoli all'attore Giovanni Marino, ma entrambi rifiutano di collaborare al progetto. Inoltre, una sera chiama una escort che è uguale alla moglie che l'ha abbandonato anni prima e che lui non ha mai dimenticato.
Cita Il mistero del falco e Climax, Ladri di biciclette e Tesnota, L'appartamento e Lilli e il vagabondo passando per Cassavetes, Antonioni, Fellini e Pialat. I riferimenti cinematografici, tirati in ballo come in un elenco, diventano così il motore creativo per Nino, chiuso dentro le quattro mura del proprio appartamento, che è in preda a un delirio artistico-mentale dove la realtà si confonde con la finzione.
Mindemic lascia il protagonista a briglie sciolte, alimentando il contrasto tra la grandezza del film e la claustrofobia dello spazio che lo circonda e potrebbe soffocarlo. Nino recita i suoi personaggi. È vestito da generale e fa i dialetti dei suoi soldati. L'immaginazione del protagonista però resta confinata e non riesce a interagire con lo spettatore. Diventa uno dei fantasmi sulla nascita di un film dove si mescolano pubblico e privato, vita e morte, scrittura e rappresentazione.
Mindemic, primo lungometraggio di Giovanni Basso girato in 4K con un iPhone 8+, è un film tanto ambizioso quanto confuso che mette dentro troppe cose: la passione incontrollata, la genesi artistica, l'opportunismo e il tradimento nell'ambiente cinematografico e soprattutto la pandemia. Colangeli ci mette dentro tutta la forza che ha dentro. Anima e corpo. Tecnica e istinto. Ma a non supportarlo sono i personaggi secondari. Solo l'ex-moglie può apparire come un fantasma mentre le voci/apparizioni del produttore, lo sceneggiatore, l'attore protagonista e l'agente risultano inconsistenti, chiusi in dialoghi prima schematici e poi prevedibili.
Probabilmente è proprio la scrittura che non lascia libero il film, che ne frena la dimensione allucinata, che lo limita nei suoi stati di alterazione progressiva. Sicuramente è un progetto pensato a lungo, che non lascia nulla a caso come nella colonna sonora dove ci sono vari estratti tratti da quella di La rivoluzione sessuale, un film del 1968, composta da Teo Usuelli.
La stessa suddivisione in tre atti (Amico mio, Gli stracciacani, Madre natura) segue le fasi del processo di scrittura dove tutte le fasi dell'impeto creativo e i suoi impedimenti potrebbero richiamare il modello di Barton Fink. Mindemic punta in alto, ma il sottotesto è troppo evidente nello sdoppiamento tra visione e follia, tra l'isolamento del regista e quello obbligato del Covid-19. L'idea, anche interessante, resta così a un livello di abbozzo, con una realizzazione che non si è mostrata in grado di sorreggerla.
Il regista settantenne Nino Fontana, ormai al tramonto, conduce una vita solitaria tra ricordi e immagini di classici del cinema. Un giorno l'amico produttore Predo si fa sentire per proporgli finalmente un nuovo progetto. A una condizione: ha solo tre giorni per consegnare la sceneggiatura. Nino accetta: ma riuscirà a portare a termine il lavoro o si perderà tra i mulinelli e i fantasmi del processo [...] Vai alla recensione »