| Anno | 2020 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | Francia, Spagna, Belgio |
| Durata | 71 minuti |
| Regia di | Aurel |
| Attori | Sergi López, Emmanuel Vottero, David Marsais, Valérie Lemercier, Thomas Vandenberghe François Morel, Sílvia Pérez Cruz. |
| Uscita | lunedì 30 agosto 2021 |
| Tag | Da vedere 2020 |
| Distribuzione | Lumière & Co. |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,75 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 24 agosto 2021
Un film sull'atto del disegno, sul suo significato e sulla sua imperativa necessità. Ha vinto un premio ai European Film Awards, ha vinto un premio ai Cesar, Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto 2 Lumiere Awards, In Italia al Box Office Josep ha incassato 11,9 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Il resoconto della vita avventurosa di Josep Bartolì, illustratore catalano che dopo la guerra civile in Spagna scappò in Francia nel 1939 per sfuggire alla dittatura di Franco. Insieme a molti altri repubblicani spagnoli rifugiati, fu però spedito nei campi di concentramento. Testimone di quel periodo tremendo è il francese Serge, guardia del campo non ancora assuefatto all'orrore, il quale molti anni dopo racconterà la storia del suo rapporto con Bartolì al giovane nipote Valentin, che ne rimarrà ammaliato.
Celebrazione tanto del potere espressivo del disegno quanto di una vita straordinaria che vale la pena scoprire, Josep è un racconto animato toccante e raffinato che parla in modo originale e indiretto del ventesimo secolo.
Lo firma Aurel, pseudonimo di Aurélien Froment, vignettista francese tra gli altri per Le Monde. Con Josep si presta alla regia cinematografica per la prima volta, riuscendo a trasmettere non soltanto l'ammirazione per la vita e l'arte di Bartolì, ma l'amore per il tratto artistico in tutta la sua ricchezza e dinamicità.
Il suo è un film sulla memoria e sul potere fondativo degli incontri capaci di alterare il corso di una vita. Bartolì ha attraversato il novecento, essendo nato a Barcellona nel 1910 e morto a New York nel 1995, sfuggendo alla guerra e alle atrocità per poi ritrovarsi in Messico con Frida Kahlo. Ma Josep ne estende ancor di più il raggio esistenziale includendo personaggi e generazioni diverse toccate da lui o dalle sue testimonianze.
A rendere ancor più evocativo Josep c'è un'animazione filamentosa, che si evolve attraverso i decenni che trascorrono sullo schermo. Non soltanto dalla sofferenza alla speranza, dalla documentazione storica all'intimità, come accade nella traiettoria tra la prigionia e gli anni in Messico, ma anche concettualmente, dalla stasi al movimento sempre più pieno, dall'economia del tratto fino all'abbondanza.
Il dialogo tra i due illustratori produce immagini in movimento di bellezza straordinaria, anche grazie a un comparto tecnico di alto livello. Sergi Lopez interpreta Bartolì, Jean-Louis Milesi (sceneggiatore abituale dei film di Guédiguian) costruisce uno script complesso che risulta spazioso e organico nonostante i vari incastri temporali, e Sílvia Pérez Cruz lega il tutto con una musica intensa.
Josep è Bartolì, il celebre illustratore spagnolo al centro della premiatissima opera prima di Aurel (EFA e César per il miglior film d'animazione), a sua volta illustratore per, tra gli altri, Le Monde. Una vita lunghissima, che attraversa tutto il secolo (nato a Barcellona nel 1910, è morto a Manhattan a 85 anni), ma rievocata in un suo frangente fondamentale, quando, nel 1939, in fuga dalla Spagna [...] Vai alla recensione »