| Titolo originale | Effacer l'Historique |
| Titolo internazionale | Delete History |
| Anno | 2020 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Benoît Delépine, Gustave Kervern |
| Attori | Blanche Gardin, Denis Podalydès, Corinne Masiero, Vincent Lacoste, Benoît Poelvoorde Bouli Lanners, Yolande Moreau, Jackie Berroyer, Denis O'Hare, Michel Houellebecq, Avant Strangel. |
| Uscita | giovedì 15 ottobre 2020 |
| Tag | Da vedere 2020 |
| Distribuzione | Officine Ubu |
| MYmonetro | 3,11 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 9 ottobre 2020
Nei guai per via della loro inettitudine con le nuove tecnologie, tre vicini di casa si lanceranno in una disperata battaglia contro i giganti di internet. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office Imprevisti Digitali ha incassato 41,7 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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In un quartiere periferico seguiamo le vicende di tre vicini di casa alle prese con il mondo dei social media. Marie, che vive da sola dopo che il figlio adolescente è andato a vivere con l'ex marito, si trova coinvolta nel tentativo di far cancellare dalla rete un video che la riprende in attività sessuale. Bertrand, che non sa resistere alle chiamate di una certa Miranda che chiama da un call center, al contempo cerca di proteggere la figlia che è vittima di cyberbullismo. Christine, che ha perso il lavoro a causa della sua dipendenza dalle serie tv, si è messa ora nel giro del trasporto Uber ma ritiene che la valutazione che le viene attribuita sia nettamente inferiore alla qualità delle sue prestazioni come autista. Da soli hanno poca speranza di ottenere risultati positivi. Ma se si coalizzassero?
La sinossi potrebbe dare l'impressione che questo film, frutto della coppia Delépine-Kerven, sia una sorta di film drammatico apocalittico dove gli individui in lotta contro le multinazionali della comunicazione mettono in atto terribili vendette. Non è così.
Siamo dinanzi a una piacevolissima commedia in cui ognuno, almeno in parte, può riconoscersi nella propria quotidianità. I due registi/sceneggiatori hanno di fatto portato alle estreme (e ahimè reali) conseguenze una situazione che avevano proposto nel loro Mammuth. Là un Depardieu in età di pensionamento cercava di ricostruire le contribuzioni versate dalla diverse realtà aziendali presso cui aveva lavorato in età giovanile.
Giunto in una di queste ditte si sentiva rispondere da un addetto che per ottenere soddisfazione ai propri quesiti doveva "andare sul sito". La replica di Depardieu era: "Ma io ci sono sul sito". La virtualità (eravamo nel 2010) iniziava già a contare più della presenza fisica. I tre protagonisti di un decennio dopo si ritrovano a lottare contro mulini a vento la cui collocazione reale è quasi ipotetica e comunque molto lontana e (quasi) irraggiungibile.
Quanto è difficile far cancellare un video per il quale si è stati ricattati e c'è 'qualcuno' a cui potersi rivolgere? La persona la cui voce ti ha affascinato e che ti chiama ogni giorno sarà mai fisicamente incontrabile? Perché le valutazioni che ricevi in rete contrastano con la consapevolezza della tua buona condotta lavorativa mentre sei consapevole che ci sono organizzazioni che influenzano a pagamento i giudizi? (In "Bacio feroce" ad esempio Roberto Saviano spiega come la camorra possa far salire o scendere le valutazioni di un esercizio pubblico).
Se chi legge conosce la serie Black Mirror sa che in quella sede si è preso in considerazione il presente e si è andati un passo in là. A Delèpine e Kerven questo non è necessario: gli basta guardarsi intorno nell'attualità già più sufficientemente assuefatta e seguire con affetto i loro personaggi per farci ridere. Talvolta di loro ma spesso anche di noi stessi rendendoci con quel riso un pochino più consapevoli di vivere in un davvero pazzo mondo.
L’unione fa la forza, così si dice. E se questa forza venisse da tre disperati, quasi reietti, frutto di una comicità surreale che è la vita odierna? Bè, i cineasti Benoît Delépine e Gustave de Kervern già dai tempi di Loiuse Michelle e Mammuth forniscono una loro interpretazione, da “portatori”, quali sono, di un cinema [...] Vai alla recensione »
La dipendenza da notifiche, lo spettro del ricatto sessuale, l'ansia dei like, le insidie dei bulli sui social, gli acquisti online con pacchi che girano il mondo e ritorno, le cose fotografate prima ancora di essere state viste... Siamo tutti sulla stessa barca che va a mille giga all'ora, e l'unica cosa da fare sarebbe allontanarci un po', iniziare a guardare e giocare a chi comincia a ridere prima. [...] Vai alla recensione »