| Anno | 2020 |
| Genere | Azione, Drammatico |
| Produzione | USA |
| Regia di | Sam Hargrave |
| Attori | Chris Hemsworth, David Harbour, Randeep Hooda, Derek Luke, Golshifteh Farahani Pankaj Tripathy, Marc Donato, Geetanjali Thapa, Chris Jai Alex, Hays Wellford. |
| Tag | Da vedere 2020 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,15 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 7 aprile 2020
Un uomo assolda un mercenario per far ritrovare suo figlio. Il film è prodotto dai fratelli Russo. Il film ha ottenuto 3 candidature a Critics Choice Super,
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CONSIGLIATO SÌ
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A Mumbai il giovane figlio di un narcotrafficante viene rapito dai rivali dell'uomo, che intendono umiliarlo e rovinarlo. Non resta che tentare una difficile operazione di estrazione e per questo ci si rivolge a un mercenario che opera sul mercato nero: Tyler Rake, il quale si sta al momento rilassando in Australia, nella regione di Kimberley. Sembra sull'orlo dell'alcolismo e di un baratro psicologico, ma la sua collaboratrice Nik Khan lo convince a rimettersi in sesto per accettare l'incarico. Le cose però si mettono presto male e Tyler, con il ragazzino al seguito, si troverà braccato e intrappolato nel popoloso labirinto metropolitano di Dhaka, la capitale del Bangladesh.
Un action dalla narrazione di semplicità elementare ma dalla tensione costante, grazie a una violenza molto concreta e stunt spericolati che non sono mai annacquati dai dialoghi.
Tyler Rake è un mercenario stoico e silenzioso, di certo autodistruttivo, ma il ragazzino che si ritrova a salvare fa scattare qualcosa in lui. La determinazione con cui decide di proteggerlo a ogni costo, nonostante molti gli dicano di abbandonarlo al suo destino, fa di Tyler una sorta di antieroe riluttante. Che mette la propria coscienza prima di tutto il resto ed è pronto ad ammazzare decine e decine di avversari, alcuni dei quali probabilmente solo pedine di una più grande opera di corruzione. Difficile non vedere un problema nello spettacolo di un bianco che si riabilita salvando un giovane indiano ma massacrando forse anche un centinaio di indiani adulti.
Per neutralizzare il razzismo implicito del soggetto si ricorre infatti a diverse soluzioni, a partire dalle maschere e dai volti in ombra o coperti degli avversari di Tyler. Si è inoltre scelto di limitare gli schizzi di sangue e i rumori delle ossa rotta che la sua mattanza dovrebbe legittimamente provocare. Ma non basta: il film dà spazio anche a un antagonista indiano che si rivela efficiente quanto Tyler e altrettanto nobile, a compensare il rischio di avere un solo bianco come eroe. Inoltre la principale alleata di Tyler è donna indiana, molto importante nell'ultimo atto del film, e a scanso di ulteriori equivoci c'è anche un bianco traditore.
Il tutto è tratto da un fumetto del 2014 pubblicato in Usa da Oni Press e inedito in Italia, con soggetto dei fratelli Russo, che sono anche i produttori di Tyler Rake. Rispetto a quella miniserie - sceneggiata da Ande Parks, disegnata da Fernando León González e intitolata Ciudad - sono state introdotte alcune significative varianti: la persona da salvare è un bambino e non più la solita damigella in pericolo, inoltre l'azione avviene in Bangladesh e non nei pressi della "tripla frontiera" sudamericana. Si sono poi aggiunti l'antagonista e l'alleata femminile, di cui abbiamo già detto, e quest'ultima sostituisce i due uomini bianchi che supervisionavano l'operazione nel fumetto. Le varie scene d'azione sono inanellate però allo stesso modo, in qualche caso anche con sorprendente fedeltà, e si mantiene persino tra gli avversari un gruppo di criminali bambini armati di coltelli, machete e armi automatiche.
È soprattutto sull'azione che hanno puntato i Russo quando hanno affidato Chris Hemsworth, alias il loro Thor, al regista esordiente Sam Hargrave. Questi è stato finora uno stunt man, che ha lavorato anche con i due fratelli produttori naturalmente, e ora passa alla regia con la spericolatezza di qualcuno abituato al rischio, operando in prima persona riprese pericolose ed elettrizzanti. A sbalordire è soprattutto una lunghissima serie di sequenze inanellate in un solo piano sequenza (di certo ricostruito ma pur sempre senza stacchi percepibili), dove un inseguimento in auto diventa una corsa, una fuga tra i corridoi di un palazzo con molte sparatorie e duelli all'arma bianca, per poi finire di nuovo in mezzo alla strada e trasformarsi in un altro inseguimento, questa volta a bordo di un camion. Si tratta di ben undici minuti di incessante azione, tutta girata in modo molto ravvicinato, senza dare a Chris Hemsworth un attimo di tregua e obbligandolo a praticare la gran parte degli stunt in prima persona.
Il limite di una scena così attentamente coreografata è che sembra a tratti di assistere alla speed run di un videogame sparatutto, dove il giocatore che muove il protagonista ha studiato così bene il gioco da anticipare l'apparizione degli avversari. La sorpresa insomma è più per il virtuosismo dell'operazione che non per il pericolo presentato dai nemici, di cui Tyler si libera con sovrumana efficienza. Se questo è il momento più impressionante, anche le altre scene d'azione sono comunque molto buone e per certi versi più drammatiche. Siamo dunque un passo oltre rispetto a John Wick e forse quanto più vicini possibile all'action orientale, per un film americano con una star di questo livello. Peccato solo per l'epilogo, che con un'ultima inquadratura riduce un finale potenzialmente tragico al più tipico dei "fumettoni".
Tyler Rake (Chris Hemsworth), mercenario che opera nel mercato nero, non ha nulla da perdere quando viene ingaggiato per salvare il figlio rapito di un boss del crimine internazionale. Ma nel torbido mondo dei trafficanti di armi e di droga, questa missione, che da pericolosissima diventa pressoché impossibile, cambierà per sempre la vita di Rake e del ragazzo.
Una vera sorpresa questo "Tyler Rake"Bravo il regista Hargrave.Scritto dai f.lli Russo ormai famosi per aver battuto Avatar con il loro Avengers end game.Un mix di cinema action con games sparatutto,con un ottimo C.Hemsworth nella sua recitazione migliore come mercenario,dilaniato per la morte del figlio di 6anni per un tumore,perche'lui era in missione e non ha potuto vederlo.
Nonostante le apparenze, l'action è pur sempre una cosa seria. Dannatamente seria. In un certo senso è un po' come una filosofia di vita. Per farlo come Dio comanda sono necessari tanta passione, altrettanti muscoli e una ferrea cognizione di causa. Tutti elementi che, nel bene e nel male, il caro Sam Hargrave sembra possedere più che in abbondanza.