| Anno | 2019 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Enrico Lando |
| Attori | Aldo Baglio, Jacky Ido, Benjamin Stender, Angela Finocchiaro, Dino Longo Rocco Barbaro, Mario Pupella, Awa Ly, Betanì Mapunzo, Thierno Thian, Hassani Shapi, Giovanni Esposito, Fatou N'Diaye, Lana Vlady, Emmanuel Dabone, Jonathan Guerrero, Gjergji Lala, Fruzsina Nagy, Dino Longo Sabanovic. |
| Uscita | giovedì 21 marzo 2019 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,44 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 29 marzo 2019
Per Michele quel che conta è apparire. Ma il destino ha in mente una vendetta diabolica e spassosissima. In Italia al Box Office Scappo a Casa ha incassato 1,1 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Michele è, per sua stessa orgogliosa definizione, "uno stronzetto viziato egoista" il cui unico obbligo è "rendersi la vita spensierata a profusione". L'uomo ha "la pretesa di decidere del suo destino: mica posso essere me stesso": infatti è un meccanico calvo e senza un soldo, ma si reinventa sui social ricco seduttore grazie ad un vistoso parrucchino e ad alcune auto di lusso prese a prestito dai clienti della sua officina, naturalmente a loro insaputa. Il suo motto è "I don't give a fuck" e si dichiara favorevole "alla disuguaglianza ingiustificabile", discriminando praticamente tutti, in particolare ne(g)ri e immigrati. Ma il destino cospira contro di lui, e un viaggio di lavoro a Budapest si trasforma da gita di piacere in incubo: Michele si ritrova senza documenti, smartphone e auto di lusso, e viene scambiato per un clandestino. Inizia così il suo calvario fra centri di respingimento più che di accoglienza e distretti di polizia programmaticamente ostili allo straniero. I suoi unici alleati saranno un medico e una bellissima donna africani che vanno in cerca di una vita migliore, invece che "spensierata a profusione".
Aldo Baglio debutta da solista in questa commedia demenziale diretta da Enrico Lando, che dopo Quel bravo ragazzo con Luigi Luciano alias Herbert Ballerina si sta specializzando nel lancio in solitaria di attori comici prima associati ad altri colleghi.
La regia di Lando è allo stesso tempo il pregio e il limite di Scappo a casa: perché se da una parte Lando tende ad ingabbiare i suoi personaggi in uno schema narrativo rigido e del tutto privo di mezzi toni, dall'altra permette a Baglio, artista sinceramente anarchico, di liberarsi da ogni costrizione.
Dunque anche se Scappo a casa è girato secondo una grammatica filmica elementare e costellato di macroscopiche implausibilità, il talento comico naturale di Baglio giganteggia sulla povertà cinematografica e finisce per travolgere struttura narrativa e battute puerili con geniali improvvisazioni e una carica umana insopprimibile.
Le scene più riuscite sono quelle fra Michele e Nugambi, il medico nigeriano interpretato da un grande attore come Jacky Ido: dal che si capisce che Baglio ha bisogno di una spalla di sostanza per tirare fuori il meglio della sua comicità surreale. Scappo a casa trova il suo ritmo scena dopo scena, mette in burletta il razzismo (esplicita la denuncia delle politiche di immigrazione ungheresi), attinge a piene mani da vari generi cinematografici - il western, l'odissea carceraria, il road movie - e agisce a briglia sciolta, a volte con risultati cacofonici, a volte con inaspettato successo.
Aldo Baglio si muove come una versione (ancor più) comica di Vin Diesel, giocando sulle sue fattezze "etniche" (che in Diesel sono il prodotto di madre siciliana e padre afroamericano) e reinventando (forse senza rendersene conto) una commedia classica e politica come L'uomo caffellatte il cui protagonista black interpretava un caucasico risvegliatosi improvvisamente "di colore". Baglio si permette anche qualche citazione dai suoi film precedenti - vedi la gamba di legno - e costruisce all'interno di una storia improbabile il suo personaggio trasgressivo e amabile, dimostrando di essere pronto per una seconda carriera da prim'attore comico.
Partiamo da un chiarimento: Aldo Baglio è un attore? Ni.....Aldo Baglio è un comico? Si....Aldo Baglio riesce a reggersi un film completamente da solo? No. L'ultima affermazione è il limite principale del film, affidarsi ad un attore che di mestiere fa la spalla comica ( ottimamente ci mancherebbe) ad altri. Tutte le volte che Aldo nel film riesce ad avere delle scene [...] Vai alla recensione »
Aldo Baglio (Cataldo all'anagrafe, ma per tutti è Aldo e basta) è un leghista DOC. Non nella vita, ma nell'incipit di "Scappo da casa", felice frutto della sua evasione -solo pro tempore- dal sodalizio storico con Giovanni (Storti) e Giacomo (Poretti). Non c'è bisogno di riferimenti partitici: il repertorio di insulti e dileggi che il Michele del film riserva ai non-bianchi appartiene all'ordinario [...] Vai alla recensione »