| Anno | 2019 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Alberto Gelpi |
| Attori | Aurora Ruffino, Simone Riccioni, Mariachiara Di Mitri, Federico Russo, Ludovica Bizzaglia Luca Ward, Yuri Napoli, Ettore Belmondo, Pietro Sarubbi, Isabel Russinova, Paola Sotgiu, Daniela Poggi, Beatrice Olla, Savino Marè, Mariachiara Di Mitri, Enrico Verdicchio. |
| Uscita | giovedì 21 marzo 2019 |
| Distribuzione | Dominus Production |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,85 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 7 giugno 2019
L'imprevedibilità del destino, tra amicizie profonde, amori inaspettati e sogni d'evasione accesi da una variopinta carovana sulle rive d'un lago. In Italia al Box Office La mia seconda volta ha incassato 324 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Giorgia fa il liceo artistico in una cittadina di provincia e ha un buon amico in Luca, un suo compagno di classe, inoltre ha talento nel realizzare orecchini con materiali di riciclo, che suscitano l'interesse di Giorgio, un giovane proprietario di un laboratorio di oreficeria. L'unico segnale di disagio che esprime è il desiderio di trasferirsi a Roma per seguire un corso, cosa che suo padre le proibisce. Sembra invece molto più irrequieta Ludovica, che racconta di essere stata brevemente in una clinica per disintossicarsi e sogna di diventare scenografa al fianco del suo docente alle Belle Arti, ma che finisce per essere seguita nella tesi dall'assistente di quest'ultimo, Davide, ovvero il fratello maggiore di Giorgia.
Racconto di formazione in provincia dalla svolta drammatica e tratto da una storia vera, La mia seconda volta è esempio di un cinema dichiaratamente educativo, un vero e proprio monito sui pericoli della droga.
La produzione è del resto di Linfa Crowd 2.0, che già aveva affrontato il tema dell'incontro con i portatori di handicap come percorso di recupero in Tiro libero di Alessandro Valori, tratto dal romanzo dell'attore Simone Riccioni, non a caso anche questa volta tra i protagonisti. Inoltre La mia seconda volta è distribuito dalla Dominus Production, che aveva diffuso nelle sale sia Tiro libero sia "christian movies" come God Is Not Dead.
Rispetto al film di Valori siamo questa volta di fronte a una realizzazione meno amatoriale, firmata da Alberto Gelpi anche con qualche guizzo visivo, in particolare nelle scene oniriche ambientate in una sorta di accampamento, che diventa un set teatrale e mantiene a lungo l'ambiguità sul proprio significato. Alla fine però ovviamente tutto si scioglie e la narratrice cessa di essere solo una voce per palesarsi anche nella sua versione da adulta, alla cui rivelazione segue un cartello in cui viene spiegata la sua reale attività di testimonial contro la droga.
Il messaggio quindi è dichiarato, con la tossicodipendenza che si diffonde in segreto anche in una piccola comunità e che si può rivelare pericolosissima se arriva da una partita tagliata male. E non sono meno pericolose le persone che trafficano in queste sostanze, così come si rivela insufficiente o addirittura controproducente il benpensare dei borghesi, che non sanno vedere oltre le apparenze nemmeno quando riguardano i propri figli.
La cosa migliore di La mia seconda volta è però il ritratto di una vita provincia placida, di ambito benestante, ma con giovani frustrati dalla difficoltà nel realizzare le proprie ambizioni artistiche, spesso castrati da figure adulte incapaci di capirli. Si va da genitori che danno valore solo al successo economico, fino al docente che si è lasciato volutamente raggirare da una scaltra studentessa. Si delinea così l'atmosfera di una provincia apparentemente quasi bucolica (la città dove sono non viene nominata per larga parte del film, ma sul finire ci sono alcune location dichiaratamente di Macerata) che è però in realtà sottilmente soffocante, tanto che Giorgia non vede l'ora di andarsene a Roma o di trovare un altro tipo di fuga dalla realtà di tutti i giorni. Nel migliori dei casi si inseguirà il fantasma di una realizzazione artistica, ma nel peggiore le pasticche sono sempre facilmente accessibili e potenzialmente micidiali.
Mia figlia lo ha visto con la sua classe durante una matinée e, quando è rientrata a casa, mi ha detto "Mamma, ho visto un film importante". Oltre al sorriso che mi ha portato questa frase da una ragazza di 13 anni, ho anche cercato di capire per quale motivo fosse importante, ma ho ottenuto solo la risposta "È una storia per dire di non fare stupidaggini, che [...] Vai alla recensione »
Due studentesse. La prima alla fine del liceo, la seconda a un passo dal successo in accademia. La prima brava, bella, buona, la seconda con un segreto nel passato. Destini incrociati (e - patriarcato alert! - la stessa passione per maschi che fan fare carriera, ma con amore): la prima finisce per entrare in quello da cui la seconda è uscita. In ogni senso.