Soni

Film 2018 | Drammatico 97 min.

Titolo originaleSoni
Anno2018
GenereDrammatico
ProduzioneIndia
Durata97 minuti
Regia diIvan Ayr
AttoriKalpana Jha, Saloni Batra, Vikas Shukla, Geetika Vidya Ohlyan, Mohit Chauhan Simrat Kaur, Prateek Pachori, Gauri Chakraborty, Mohinder Gujral.
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Ivan Ayr. Un film con Kalpana Jha, Saloni Batra, Vikas Shukla, Geetika Vidya Ohlyan, Mohit Chauhan. Cast completo Titolo originale: Soni. Genere Drammatico - India, 2018, durata 97 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Due poliziotti combattono la violenza contro le donne.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Una dichiarazione femminile e femminista che esplora la “politica di genere”.
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 8 settembre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 8 settembre 2018

Soni sa bene in quanti modi possono fare male gli uomini. Lo sa per esperienza, lo sa soprattutto perché è una poliziotta e ogni giorno combatte contro la loro ordinaria meschinità. Kalpana, il suo superiore, ammira la sua dedizione ma fatica a trattenere il suo temperamento. Istintiva ed emotiva, ad ogni missione esagera e viene regolarmente richiamata. Fuori servizio, una sera cede alle provocazioni di un ragazzo prepotente e cocainomane, nipote del politico di turno. Kalpana è costretta suo malgrado a trasferirla alla sala di controllo della polizia di Delhi.

Lontana dall’azione e sconfortata da una società che rimanda a domani la rivoluzione, troverà un’altra maniera di aiutare il prossimo.

Pieno di una collera sorda, Soni è un film indiano di donne libere. Un granello di sabbia nell’immenso mare del cinema indiano. Lontano chilometri dalle codificate produzioni bollywoodiane, Soni è una dichiarazione femminile e femminista che esplora la “politica di genere” attraverso le indagini di due poliziotte a Delhi. Due donne che hanno spezzato le avvilenti tradizioni familiari, che si trasmettevano da madre in figlia, e sognato per loro una vita diversa. Ma la battaglia per ottenere i loro diritti fondamentali è ancora lontana dall’essere vinta. Possono arrestare i ‘loro’ aguzzini ma in qualche modo quegli stessi aguzzini riescono sempre a farla franca, fuggendo alle larghe maglie della legge e di un paese radicato in una società ancora patriarcale.

I vecchi demoni del machismo insinuano la loro vita professionale e quella privata, dove le madri rammentano alle figlie l’idea che sono nate per servire e soddisfare l’uomo e dove i mariti non la smettono mai di dare spiegazioni non richieste e paternalistiche. Se gli uomini pensano di saperne sempre di più delle loro compagne o delle loro colleghe, le protagoniste scelgono una forma di resilienza legale che segue il protocollo ed è conforme al loro ruolo.

Al suo debutto, Ivan Ayr confronta due donne ‘di potere’ con la violenza, a cui reagiscono in quanto agenti della legge e a cui sono suscettibili in quanto donne.

Soni cattura lo spirito con cui affrontano le prove della vita e il loro istinto di sopravvivenza, indaga le emozioni e l’estenuante lotta per controllarle, parlando, piangendo e qualche volta sorridendo per continuare a vivere. Quando non si confidano, si osservano l’una con l’altra con empatia muta e immobile, dimostrando a se stesse e al mondo che una donna è fatta per essere libera, smentendo la tradizione induista, persistente nella società, che pretende di spiegargli il posto che dovrebbero occupare.

Ivan Ayr racconta la banalizzazione del male fatto alle donne e implicitamente approvato dalle lacune giudiziarie. Il punto di vista dell’autore pesca nella cultura dell’abuso e del silenzio, grande complice di queste aggressioni, per dare finalmente visibilità a un fenomeno recidivo e sottostimato. Evitando la trappola della compiacenza e del lamento, Soni mette in scena la vita di indiane urbane della classe media, un ritratto moderno di donne sempre più emancipate dall’autorità maschile.

L’India, testimone di una crescita economica rapida che l’ha precipitata in un conflitto arduo tra modernità e tradizione, è sullo sfondo ma avanza progressivamente in primo piano, attraverso la radio e la televisione, che aggiornano il suo stato di salute e gli scarsi tentativi per rendersi spazio sicuro per le donne (ogni trenta minuti in India viene consumato un abuso).

Malgrado una lotta dura da vincere, il regista chiude con una nota fiduciosa sull’avvenire. L’immagine di Soni che ricomincia ‘da zero’ e da un libro, regalo di Kalpana. Un libro di Amrita Pritam, scrittrice e poetessa indiana che ha sovente evocato nei suoi romanzi gli orrori di cui era stata testimone e la situazione delle donne del suo paese. Prima donna a essere stata ricompensata nel sessantanove con il Padam Shri, prestigiosa onorificenza indiana, Amrita Pritam è la prova che si può fuggire al proprio destino crudele, raggiungendo la propria difficile ma incontestabile emancipazione.

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