| Titolo originale | Libre |
| Titolo internazionale | To the Four Winds |
| Anno | 2018 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Michel Toesca |
| Attori | Cédric Herrou, Michel Toesca . |
| Uscita | giovedì 31 gennaio 2019 |
| Tag | Da vedere 2018 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,99 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 5 febbraio 2019
Un luogo dove si mescolano gli abitanti del posto e gli immigrati. Ma quanto è disumana la condizione dei rifugiati? In Italia al Box Office Libero ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 4,3 mila euro e 1,3 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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La Val Roia si trova nel sud della Francia e viene territorialmente divisa con l'Italia. Qui Cédric Herrou, un agricoltore, ha deciso con l'aiuto di altri abitanti del luogo di aiutare i migranti e rifugiati che tentano senza successo di entrare in Francia. Ha offerto loro un tetto e del cibo unendo a ciò la sua collaborazione perché chi ne ha diritto possa fare domanda d'asilo. È qui che va a scontrarsi con disposizioni di polizia sempre più rigide che lo porteranno in giudizio.
Michel Toesca conosce da tempo l'azione dell'amico Cédric e ha deciso di filmare ciò che accade tra i monti delle Alpi senza preoccuparsi troppo della 'forma' ma guardando alla sostanza del proprio intervento.
Si potrebbe definire Herrou come 'colpevole di solidarietà' in quanto il compito che si è dato è estremamente preciso: aiutare coloro ai quali viene impedito di esercitare un preciso diritto. Quale è quello del poter presentare una richiesta di asilo. Qui sta il nodo di quanto ci viene mostrato: chi attraversa tra mille peripezie la frontiera tra la Francia e l'Italia viene respinto tout court. Senza che neppure si possa ipotizzare il diritto di cui sopra.
Per chi vedesse questo documentario con il filtro della necessità dei respingimenti Toesca sembrerebbe offrire una risposta precisa: la Francia non può salire in cattedra in materia visto come si comporta nei confronti del problema. Riesce anche, come testimonia un migrante africano, a convincere con i propri media che la vera causa della più totale insensibilità è data dal timore dell'ingresso di terroristi. Mentre è ben chiaro che le ragioni sono altre e che il Paese che ha come motto "Liberté. Fraternité. Egalité" in materia è ben lontano da rispettarlo.
Ciò che resta sottotraccia, ma che non può non far pensare, è che sia a Nizza che a Ventimiglia i governi sono ben lontani dal voler aprire un confronto sull'immigrazione legale di cui tanto parlano ma che di fatto non esiste. Visto che Cèdric non può essere accusato di traffico di esseri umani o di arricchimento sulla loro pelle (semmai ha dedicato loro anni di vita senza nulla pretendere) ci si è appigliati ad altro. Lo si è condannato ad un'ammenda per aver occupato una colonia di vacanze delle Ferrovie non più utilizzata dal 1991 (v.Le Monde 8/08/2017).
In Francia vive e opera un contadino di appena quarant'anni che nel corso del tempo ha aiutato 250 migranti ad attraversare il confine con l'Italia. Qui da noi qualcuno del governo sarebbe un fan sfegatato mentre i nostri cugini transalpini lo hanno addirittura processato. Cédric Herroui è il mattatore indiscusso di un documentario volutamente sgraziato nello stile per trasmetterci la fatica e il dolore [...] Vai alla recensione »