Knife in the Water

Film 2017 | Drammatico +13 92 min.

Titolo originaleQingshui li de daozi
Anno2017
GenereDrammatico
Durata92 minuti
Regia diWang Xuebo
AttoriYang Shengcang, Li Chenghua, Li Chengyou, Ma Zhilin, Mi Ying, Wang Jie Dong Yang, Fan Yang, Xueyang Wang.
TagDa vedere 2017
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,40 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Wang Xuebo. Un film Da vedere 2017 con Yang Shengcang, Li Chenghua, Li Chengyou, Ma Zhilin, Mi Ying, Wang Jie. Cast completo Titolo originale: Qingshui li de daozi. Genere Drammatico 2017, durata 92 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,40 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 28 aprile 2017

Un vecchio contadino ha difficoltà a rinunciare al proprio toro da sacrificare per le celebrazioni del funerale della moglie Un'elegia cupa in cui i colori appaiono come dipinti ad olio.

Consigliato sì!
3,40/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA
PUBBLICO 3,29
CONSIGLIATO SÌ
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Critica
Premi
Cinema
Un racconto semplice ma dal fascino innegabile, che potrebbe appartenere a una delle storie di Sherazade.
Recensione di Emanuele Sacchi
venerdì 28 aprile 2017
Recensione di Emanuele Sacchi
venerdì 28 aprile 2017

Rimasto vedovo da poco, Ma Zishan, patriarca di una piccola comunità di musulmani cinesi di etnia hui, deve allestire l'Arba'een, un rituale di purificazione per i 40 giorni dalla scomparsa della moglie. Il figlio lo invita a sacrificare l'anziano toro, che fornirebbe carne a sufficienza per sfamare gli invitati alla celebrazione, ma Ma, affezionato all'animale, è restio ad accettare e cerca di dissuadere il figlio in ogni modo.

Già produttore del notevole Tharlo, diretto dal tibetano Pema Tseden, Wang Xuebo passa dietro la macchina da presa per girare un'egloga fuori dal tempo, tratta da una novella di Shi Shuqing.

La storia si svolge all'interno di una comunità particolare della regione del Ninxiang: una minoranza musulmana ma di lingua cinese, una piccola comunità chiusa in cui il tempo sembra essersi fermato e in cui il sacrificio di un vecchio toro rappresenta un tema di dibattito in famiglia. Come già per Tharlo, il consapevole anacronismo che porta a soffermarsi su una scheggia di passato, nascosta nella contemporaneità, è l'occasione per riflettere su temi universali e atemporali, che attraversano la storia dell'umanità.
L'identificazione dell'anziano Ma con il toro è evidente fin dalla prima inquadratura che li ritrae insieme: nell'animale Ma vede tutto ciò che resta della sua vita passata e sembra riflettersi in uno specchio, osservando il destino di un vecchio arnese, ormai inadatto a svolgere la sua antica funzione. Wang fa del toro un attore, trasformando i suoi gesti - il rifiuto di mangiare, come ad accettare con rassegnazione la sorte incombente - in una muta manifestazione dei propri pensieri. Da qui proviene il coltello del titolo: secondo la tradizione, infatti, la vista del riflesso della lama induce l'animale al terrore e alla consapevolezza della propria morte.

Ogni inquadratura predisposta da Wang pare un dipinto di Georges de La Tour, per il senso della prospettiva e dello spazio adottati e per la dominante cromatica che la caratterizza. Una visione contemplativa, tanto nei silenziosi paesaggi in esterno che nelle scene all'interno della casa, rischiarate solo da una candela, in cui la famiglia conduce la propria parca esistenza. Quasi in contrasto con l'orizzonte sterminato che circonda i protagonisti, Wang costringe l'inquadratura nei limiti dei 4:3, allontanando così la possibile sensazione da documentario del National Geographic e intensificando il senso opprimente, da prigione emozionale, che circonda il protagonista della storia.
Un racconto semplice, che si serve di simboli altrettanto elementari e di sicuro effetto - l'epilogo innevato, crudelmente inevitabile - ma dal fascino innegabile, che potrebbe appartenere a una delle storie di Sherazade. Vincitore del concorso al festival di Busan, ex aequo con The Donor.

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