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jacky95
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sabato 20 gennaio 2018
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it - poco orrore tanta crescita
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Prima trasposizione cinematografica del capolavoro letterario di King, dopo una serie televisiva diventata cult (sopratutto per Tim Curry) il film aveva l'onere di far tornare a parlare di Pennywise e secondo il mio punto di vista ci riesce in pieno. Non è certo l'horror più spaventoso di sempre, non si cerca di far venire incubi allo spettatore, ma lo si vuole accompagnare assieme ai protagonisti in un percorso di crescita. Buona la regia e la fotografia, il clown grazie ad effetti digitali e non risulta essere molto inquietante
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pizza81
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giovedì 7 dicembre 2017
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buon horror ma....
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Buon Horror, ma a mio parere niente a che vedere con il film del 1990. La tensione che metteva il vecchio film qua è inesistente. In generale però molto bravi i ragazzini attori e molto bravo l'interprete di IT.
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ralphscott
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sabato 2 dicembre 2017
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da profano...
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Per chi non ha mai letto il romanzo e non è fan di King, pur avendone visto qualche trasposizione cinematografica, per me, insomma, questo filmone si fa apprezzare soprattutto per la messa in scena della comunità di ragazzini, descritta con sguardo bonario e nostalgico, indulgenza, sensibilità. La tensione in sé mostra la corda quando le lancette dell'orologio passano la durata dei 90 minuti ed è chiaro a tutti che la storia è pura fantasia, ma forse non si tratta della chiave giusta per giudicare l'opera. Solida regia ed immagini suggestive.
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emanuele1968
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lunedì 20 novembre 2017
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mah......
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Ci sono varie tipologie di musiche dalla lirica all' heavy metal, e ci sono vari tipi di di film, dalla commedia all' horror, per gli amanti del genere credo sia un ottimo film; bella la sofferenza del fratello che si sentiva resposabile della morte del fratello, come film drammatico sarebbe bello, idem pure la ragazza nei confronti del padre, belli gli effetti, la bocca del claun mi ricordava il film anlien? pure uno zombi ed altro, mi pareva un mix film gia visti; però uscendo dalla sala mi ponevo sempre quella domanda << perchè esistono questi film? >>
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xxx
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mercoledì 15 novembre 2017
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mah, boooo.
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a.auris
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martedì 14 novembre 2017
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muschetti non galleggia: naviga.
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Derry 1988. In una piovosa giornata d’ottobre, il piccolo Giorgie esce di casa per giocare con la sua barchetta di carta. Dopo poco, questa finisce in uno scarico fognario, dal quale compare un clown. Il bambino, anche se titubante, si avvicina al pagliaccio che gli porge il suo giocattolo. Di Giorgie non rimarrà altro che sangue portato via dalla pioggia. Derry 1989. I casi di bambini scomparsi aumentano sempre di più, tanto da far scattare il coprifuoco. Bill non si è ancora rassegnato alla misteriosa sparizione del fratello minore Giorgie. Il giovane e il suo gruppo di amici (il Club dei Perdenti), oltre a dover far fronte a un clima di tensione generale, si troveranno a lottare contro l’entità che ha ucciso Giorgie e tutti gli altri scomparsi: It/Pennywise il clown ballerino.
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Derry 1988. In una piovosa giornata d’ottobre, il piccolo Giorgie esce di casa per giocare con la sua barchetta di carta. Dopo poco, questa finisce in uno scarico fognario, dal quale compare un clown. Il bambino, anche se titubante, si avvicina al pagliaccio che gli porge il suo giocattolo. Di Giorgie non rimarrà altro che sangue portato via dalla pioggia. Derry 1989. I casi di bambini scomparsi aumentano sempre di più, tanto da far scattare il coprifuoco. Bill non si è ancora rassegnato alla misteriosa sparizione del fratello minore Giorgie. Il giovane e il suo gruppo di amici (il Club dei Perdenti), oltre a dover far fronte a un clima di tensione generale, si troveranno a lottare contro l’entità che ha ucciso Giorgie e tutti gli altri scomparsi: It/Pennywise il clown ballerino. Quest’ultimo cambia forma a suo piacimento, trasformandosi nelle più grandi paure dei ragazzi, così da farli spaventare e renderli più gustosi quando si nutrirà di loro. Bill è bramoso di vendetta, e i suoi amici sono disposti a tutto pur di salvare altre vite innocenti, oltre che aiutare il loro amico.
It di Andy Muschetti è il primo adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Stephen King. Anche se non si può attribuire a questa pellicola il titolo di remake della miniserie televisiva del 1990 diretta da Tommy Lee Wallace, con Tim Curry nei panni di Pennywise, è evidente il legame che unisce queste due opere.
Andy Muschetti riadatta il capolavoro di King in un horror che rispetta i gusti della nostra epoca (basti pensare che il film sia ambientato negli anni ’80, e non nei ’50 come nel libro). L’estetica fa da padrona in questo quadro ben dipinto dal regista argentino, quasi monopolizza tutta la pellicola, tanto da essere, a volte, ridondante. Egli mira alla soddisfazione dello spettatore in ogni scena; non accetta la “censura televisiva” a cui si sottoponeva la miniserie. <>. Questo avrà pensato Muschetti in fase di realizzazione. L’atmosfera è molto più fredda, molto più crudi sono gli omicidi del clown, molto più inquietanti sono le paure dei ragazzi, molto più psicotici (quasi fino al ridicolo) sono i bulli che perseguitano il Club dei Perdenti. Pennywise è davvero ben interpretato da Bill Skarsgård, un attore in crescita, pronto a sbarcare il lunario, e a diventare una delle nuove grandi star di Hollywood. Stesso discorso va porto ai giovani attori che stupisco, primo tra tutti Finn Wolfhard (Richie), che, dopo un’ottima prima stagione di Stranger Things, si consacra come uno degli interpreti più promettenti del momento. Mai banale, e mai scontato, riesce a tenere il pathos dall’inizio alla fine, senza fatica. La storia è quella di sempre, gran parte di noi la conosce sin da bambini, eppure viene reinventata, in modo da risultare comunque inaspettata. Forse, però, un piccolo neo in uno dei migliori horror degli ultimi tempi, c’è: l’aspetto formativo ed educativo di It è lasciato in secondo piano (non eliminato, ma anteposto all’estetica), rendendolo un prodotto quasi meramente orrifico. In sostanza, It è un film da vedere, il suo incredibile successo al botteghino è meritato. È una pellicola cruda, e bella visivamente. Vi stupirete guardando Pennywise ballare in modo schizofrenico con il fuoco alle spalle, così come quando ammirerete tutto ciò che avreste voluto nella miniserie, ma che non vi è stato concesso.
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lulu
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lunedì 13 novembre 2017
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it
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Cosa poter dire di questo film? L'ironia e la singolarità del mitico Penny Wise hanno ceduto il posto alla mera brutalità rappresentata con effetti speciali. Nessuna traccia del processo psicologico dei personaggi, forzate scene di violenza su bambini ed animali che avrebbero potuto essere evitate e che sono state "montate" con l'unica finalità di scandalizzare un pubblico di ragazzi. Evidenti falle di trama, prevedibilità e ripetitività. Ritengo che quest'ultima versione di IT non sia lontanamente attinente a quella originale di cui tutti ricordano la genialità.
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nicoladc89
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mercoledì 8 novembre 2017
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a 27 anni dalla tv, finalmente un buon lavoro
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It torna dopo 27 anni sugli schermi e stavolta lo fa con un lavoro degno del romanzo, non come il romanzo, perché come il romanzo è impossibile e chi va a guardare It al cinema per poi criticare che non sia come il romanzo, parte prevenuto e in mala fede, è ovvio che non lo sia, perché non lo può essere.
Tuttavia questo remake di It è decisamente più in linea con il romanzo di quanto lo sia la miniserie, benché sia molto diverso nella trama. Detto questo, il film ha ovviamente dei difetti, ma durante la visione non ci pensi e questo significa che non pesano sulla trama.
Muschietti ha saputo fare un film ambientato nel 1989 molto anni Ottanta e questo ovviamente è un pregio, il rapporto tra i perdenti, benché non molto approfondito, traspare tutto e soprattutto Pennywise è veramente Pennywise.
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It torna dopo 27 anni sugli schermi e stavolta lo fa con un lavoro degno del romanzo, non come il romanzo, perché come il romanzo è impossibile e chi va a guardare It al cinema per poi criticare che non sia come il romanzo, parte prevenuto e in mala fede, è ovvio che non lo sia, perché non lo può essere.
Tuttavia questo remake di It è decisamente più in linea con il romanzo di quanto lo sia la miniserie, benché sia molto diverso nella trama. Detto questo, il film ha ovviamente dei difetti, ma durante la visione non ci pensi e questo significa che non pesano sulla trama.
Muschietti ha saputo fare un film ambientato nel 1989 molto anni Ottanta e questo ovviamente è un pregio, il rapporto tra i perdenti, benché non molto approfondito, traspare tutto e soprattutto Pennywise è veramente Pennywise. Bill Skarsgård ha saputo interpretare un Pennywise completo, molto vicino all'originale, molto più di quello interpretato da Tim Curry e diventato cult 27 anni fa.
Il Cast è di ottimo livello e i ragazzini fanno un lavoro più che egregio, specie FInn Wolfhard che interpreta un Richie praticamente perfetto.
Ottimamente riuscito il rapporto tra Georgie e il fratello maggiore Bill, questo meno "eroe leggenda" del Bill della miniserie e un poco meno anche del Bill del romanzo, di cui però traspare un po' di più il lato "pazzo furioso" totalmente assente nella miniserie. In sostanza ho trovato i perdenti caratterizzati quasi tutti molto meglio rispetto alla miniserie, anche se Ben Hanscom passa forse un poco troppo sottotono, anche perché la trama è privata di tutte quelle circostanze in cui serve quell'ingegno che lo porterà in futuro ad essere un grande architetto. Ma ribadisco, sono dettagli che non pesano sulla trama, che resta scorrevole e tesa, proprio come quella del romanzo.
Come al solito ci saranno degli appassionati del romanzo (anche io lo sono) che invece di godersi un ottimo film, cominceranno a menarla sulle differenze tra film e romanzo, le differenze sono tante, ma nel complesso il film risulta molto simile nella sostanza al romanzo. Tra l'altro proprio per quegli appassionati, Muschietti inserisce qua e là una gran quantità di dettagli, inutili per chi non conosce il romanzo, ma comprensibili e apprezzabili da chi lo ha letto. Questo fa sì che il film, ancora di più, riesca ad avere un taglio molto simile al romanzo nella sostanza. Un lettore in questo film troverà moltissimo del libro che ha letto, magari non spiegato o approfondito, ma la spiegazione e l'approfondimento sarebbero inutili per chi non lo ha letto e pure per chi lo ha letto.
Infine It non è un horror e questo film nemmeno, da questo punto di vista è molto, molto simile al romanzo che - come disse un mio amico una volta - di fatto è Stand By Me con un mostro travestito da pagliaccio. E il film di Muschietti rientra alla perfezione nel genere, molto più della miniserie di Tommy Lee Wallace.
Voto finale, metto 4 stelle, anche se non è un film da 4 stelle. Ma 3 sono troppo poche per valutare l'ottimo lavoro di Muschietti.
P.S. Se un giorno vedremo mai l'It del romanzo in un film per il cinema, allora potremo festeggiare perché vorrebbe dire che è nato un nuovo Stanley Kubrick, migliore di Stanley Kubrick. Dal mio punto di vista trovo difficile trovare un modo di portare It al cinema migliore - nel complesso - di quello trovato da Muschietti, che secondo me merita solo un gran "bravo".
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(di ciafardello)
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tom87
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martedì 7 novembre 2017
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horror che non rende molta giustizia al libro
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“It”, tratto dal celebre libro di Stephen King, arriva per la prima volta al cinema con la regia di Muschietti, dopo la versione televisiva degli anni ’90.
Il risultato perà è appena accettabile. E' una pellicola che ha tentato di tradurre soprattutto lo spirito del libro, le atmosfere delle vicende e le caratterizzazioni dei suoi piccoli personaggi. Un gruppo di ragazzi osservati nel passaggio cruciale tra l'età adolescente e l'età adulta, in una vicenda traslata dagli anni '50 agli anni '80; realizzando così una sovrapposizione tra due epoche diverse ma ben stratificate tra di loro: il tempo in cui l’autore rievoca i propri traumi di bambino si somma a quello dello spettatore che ha letto il romanzo.
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“It”, tratto dal celebre libro di Stephen King, arriva per la prima volta al cinema con la regia di Muschietti, dopo la versione televisiva degli anni ’90.
Il risultato perà è appena accettabile. E' una pellicola che ha tentato di tradurre soprattutto lo spirito del libro, le atmosfere delle vicende e le caratterizzazioni dei suoi piccoli personaggi. Un gruppo di ragazzi osservati nel passaggio cruciale tra l'età adolescente e l'età adulta, in una vicenda traslata dagli anni '50 agli anni '80; realizzando così una sovrapposizione tra due epoche diverse ma ben stratificate tra di loro: il tempo in cui l’autore rievoca i propri traumi di bambino si somma a quello dello spettatore che ha letto il romanzo.
L’opera dunque, alla pari del libro, rievoca con nostalgico e amaro sapore lo spirito inquieto dell'adolescenza, quello del romanzo di formazione, quello della provincia rurale americana segnata dal male: un male nascosto nei luoghi più imprevedibili (le fogne), nelle figure fanciullesche più impensabili (il clown Pennywise), ma, soprattutto, nella natura violenta dell’uomo, nonché nel mistero del soprannaturale.
Con una messinscena abbastanza solida, ma poco immaginifica, il regista punta tutto sugli effetti horror e sulle dinamiche dei rapporti tra i personaggi, dove la paura da combattere diventa metafora anche della loro crescita, e la solidarietà data dall’amicizia è l’unica forza per difendersi dal male.
Lo script si confronta con il mito che ha accompagnato la lavorazione e questa nuova versione è una riflessione sul rapporto di reciproca contaminazione tra l’universo creativo di King e quello del grande schermo (il suo immaginario, le sue esigenze, ecc).
Però il film, nel suo complesso, non risulta molto efficace, e alcuni suoi fondamentali aspetti (atmosfere, vicende, caratterizzazioni) meritavano un trattamento molto meno semplificato e superficiale di questo.
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michela v.
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lunedì 6 novembre 2017
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forte legame di amicizia
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Ho rivisto con piacere il film. Devo riconoscere che ho focalizzato la mia attenzione sui drammi adolescenziali dei protagonisti, sul forte spirito di amicizia che li lega, sulla competizione tra essi, sugli scontri e gli incontri, sul lieve sbocciare di un amore, sulle paure e le paranoie che nutrono IT.
Ho apprezzato il forte legame del gruppo di amici, le debolezze e la loro forza, la sinergia che li porta a combattere. Il tutto accompagnato dal forte effetto del surround.
Nel complesso, mi è piaciuto davvero molto! Vorrei vedere anche il seguito, rifatto!
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