| Titolo originale | Gods of Egypt |
| Anno | 2016 |
| Genere | Fantastico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Alex Proyas |
| Attori | Gerard Butler, Nikolaj Coster-Waldau, Brenton Thwaites, Chadwick Boseman Elodie Yung, Courtney Eaton, Geoffrey Rush, John Samaha, Paula Arundell, Alia Seror-O'Neill, Emily Wheaton, Rachael Blake, Bryan Brown, Michael-Anthony Taylor, Emma Booth, Felix Williamson, Alexander England, Rufus Sewell, Ian Roberts (IV), Matt Ruscic, Elvis Sinosic, Daniel Mifsud, Goran D. Kleut, Yaya Deng, Abbey Lee, Markus Hamilton, Kenneth Ransom, Robyn Nevin, Bruce Spence, Tiriel Mora, Keala Pringley, Lindsay Farris. |
| Uscita | giovedì 25 febbraio 2016 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 1,81 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 5 giugno 2020
L'umanità è in serio pericolo e l'unica persona che può salvarla è Bek, un uomo impegnato a salvare la donna amata. Il film ha ottenuto 4 candidature a Razzie Awards, In Italia al Box Office Gods of Egypt ha incassato 1,1 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NO
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Quando Osiride, dio che vigila sul popolo del Nilo, decide di lasciare il regno nelle mani del figlio Horus, il fratello Set usurpa il trono con la forza, uccidendo il padre e accecando il legittimo erede. Sfuggendo al crudele dominio di Set, un mortale, il ladro Bek, cerca la prigione di Horus per liberare il dio e liberare così la sua amata e il popolo d'Egitto.
Purtroppo a volte le scommesse quasi certe, quei pronostici così blindati che è quasi piacevole veder smontati, si rivelano drammaticamente azzeccate. Sul successo di Gods of Egypt, man mano che si avvicinava la data di uscita del film, non puntava più nessuno. In primis la Lionsgate, che ha drasticamente rallentato la campagna mediatica dopo le previsioni funeste sugli incassi del primo weekend e dopo che l'unico motivo di attenzione intorno al film è risultato il linciaggio di Twitter in nome del cosiddetto "whitewashing". Già dai primi lanci pubblicitari è infatti balzato all'occhio come carnagione e accento del cast, e di Gerard Butler e Nikolaj Coster-Waldau in particolare, si allontanassero da quanto atteso per degli antichi Egizi: e la giustificazione secondo cui si tratta di divinità e non di semplici umani suona se possibile ancor più razzista e insostenibile.
Ma è lo spirito con cui è stata concepita l'intera operazione Gods of Egypt ad essere caratterizzato da questa spregiudicatezza: nessun legame con l'effettiva mitologia egizia, nessuna volontà di nascondere il ridicolo dietro a ogni inquadratura sovraccarica di cgi o a una scenografia al di là del kitsch. Fino a concepire il dio Ra con le fattezze di Geoffrey Rush, su una sorta di astronave e perennemente intento a sfidare un demone nero che vuole divorare il mondo. Il problema è che il fatto di non prendersi (troppo) sul serio non è sufficiente a giustificare la presenza in sala di un blockbuster mancato, destinato a non avere un pubblico. Chi cerca il fantasy stile Trono di spade è troppo esigente in tema di personaggi iconici e intrighi che sfruttino la magia, mentre chi ama il peplum contemporaneo, figlio della sbornia di 300, si alzerà dalla sedia alla prima e goffa trasformazione degli Dei in creature tra il robotico e l'animalesco. La qualità della post-produzione è così scarsa da rendere indistinguibili (o semplicemente indistinti?) molti dettagli di computer graphics, specie considerato un budget di 140 milioni di dollari, sfruttato malissimo. Non essendo neanche spinto dalla necessità o dall'interesse economico che accompagnano spesso un adattamento o un remake, resta da capire a cosa mirasse Gods of Egypt, visto che manca l'iconoclastia della parodia e l'elemento comico del film è totalmente involontario. Per Alex Proyas, legato in passato a opere di culto dei Novanta come Il corvo o Dark City, uno scivolone quasi irrimediabile, con un'opera il cui ricordo imperituro è relegato agli annali del trash, tra un Ed Wood e un Mystery Science Theater 3000.
Quando si vedono film come questi, quasi si propende a dare ragione a quei produttori di Hollywood che ostinatamente mungono le due o tre mucche da latte sicuro, perchè se i risultati sono questi, si fa fatica a dar loro torto. Un film confuso, con una storia estremamente confusa (che con la mitologia egizia a poco a che fare), un cast di semi-ebeti in cui salverei solo Rush, seppur per poco [...] Vai alla recensione »