Bozzetto non troppo

Film 2016 | Documentario, +13 75 min.

Anno2016
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata75 minuti
Regia diMarco Bonfanti
Uscitavenerdì 14 ottobre 2016
TagDa vedere 2016
DistribuzioneCinecittà Luce
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 4,09 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Marco Bonfanti. Un film Da vedere 2016 Genere Documentario, - Italia, 2016, durata 75 minuti. Uscita cinema venerdì 14 ottobre 2016 distribuito da Cinecittà Luce. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,09 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un ritratto di Bruno Bozzetto, il creatore di capolavori come West and Soda, Vip - Mio fratello Superuomo, Allegro non Troppo e di uno dei più noti personaggi del nostro cinema: il Signor Rossi.

Consigliato assolutamente sì!
4,09/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,67
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un motto di spirito che produce un cortocircuito dello spirito, che richiama l'infanzia senza mitizzarla, che torna all'infanzia per matura conquista.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Seguendo la linea poetica di Bruno Bozzetto, nutrita dagli affetti e dai personaggi del suo immaginario artistico, Marco Bonfanti realizza un'appassionante riflessione sulla creazione artistica. Bozzetto non troppo è un motto di spirito che produce un cortocircuito dello spirito, che richiama l'infanzia senza mitizzarla, che torna all'infanzia per matura conquista. Perché l'età dell'innocenza per Bruno Bozzetto, l'età dei suoi nipoti, attesi fuori dalla scuola e consegnati alle ali di un'altalena, è un arco primordiale, un intervallo magico dove la razionalità non interferisce con la creazione. Creazione che diventa un momento di fulgida imprevedibilità. Bonfanti coglie il segno dell'infanzia e rende visibile l'arte di Bozzetto, svolgendo un ritratto dialettico divertito e conciliante come il Signor Rossi, asciutto e graffiante come il segno grafico che ha inciso il cuore dei suoi spettatori. Cartoonist delle meraviglie, Bozzetto si racconta con leggerezza e ironia, 'disegnandosi' a occhi chiusi come un grand garçon che non ha mai dimenticato i trastulli della fanciullezza.
Bonfanti fa un passo indietro e osserva alla giusta distanza quel gigantesco continente pieno di mistero e colori rivelando un uomo implicato con la natura, la fantasia, le invenzioni, la creatività, l'immaginario. La chiave musicale e d'accesso è quell'Allegro non troppo che chiude il documentario e apre sull'orizzonte poetico dell'artista milanese, che ha saputo meglio di chiunque altro combinare il segno iconico con quello acustico. In quella sarabanda di musica disegnata, derivata più dalle emozioni che dalla volontà di interpretare la musica stessa, dimora il cuore di un poeta che ha il ritmo delle immagini che anima. Il movimento di questo artista è quello di un'irriducibile modestia da cui pescano John Lasseter (Pixar), Matt Groening (I Simpson), Peter DeSève (L'era glaciale), riadattando nei loro universi l'intensità espressiva e la potenza dinamica degli eroi bozzettiani.
Polo di attrazione per chi pensa che è meglio disegnare quello che non può essere detto, Bruno Bozzetto ha illustrato la vita e le sue contraddizioni con tratto sicuro e linee oblique, come il suo pensiero che si fa poesia separata dalla conoscenza razionale, luogo immaginario in cui l'artista trascende le cose, i fatti e raggiunge la libertà. Ma quella libertà Bozzetto la cerca e trova pure nel deserto del reale, in un ritiro bucolico dove la grazia del suo lavoro avanza con le tecnologie, dove la sua vorace pecora incontra il gregge metropolitano di Marco Bonfanti (L'ultimo pastore) pascolando, brucando immagini e risalendo insieme il tempo. Indietro fino al pascolo verde delle origini, dove le idee e le forme crescono spontaneamente come l'erba. Tavola dopo tavola, frame by frame, Bozzetto non troppo ripercorre una carriera straordinaria che debutta sulla spiaggia di Cannes (Tapum! La storia delle armi), realizza il primo lungometraggio animato in Italia (West and Soda), anticipando il fortunatissimo filone dello spaghetti-western e lavorando sui modelli consolidati del genere, ricalca la mascella volitiva e la tracotanza ingenua dei supereroi dell'immaginario classico (Vip - Mio fratello superuomo), tempera e stempera il pervasivo consumismo degli anni Sessanta, infila con il signor Rossi la paglietta e le abitudini dell'italiano medio, omaggia la fantasia disneyana trovando esiti nuovi nel rapporto immagine-musica (Allegro non troppo). Acme poetico di soluzioni espressive e aperture simboliche, di intermezzi comici e movimenti nostalgici, di scene dal vero ed esasperazioni di forme e metamorfosi, di animazioni morbidissime e di slanci pittorici, del tempo barocco di Vivaldi e del virtuosismo ritmico di Ravel, Allegro non troppo dichiara il proprio debito con Fantasia per poterlo esorcizzare, rovesciandosi in un'opera altra (e alta) in cui la musica è contrappunto all'esercizio bozzettiano. A colpi di matita, Bozzetto accompagna lo spettatore nei luoghi della creazione, da Milano al Lago di Monate, davanti a una finestra spalancata sull'avventura. Un territorio magico, dove un antieroe lillipuziano, che insegue una vita 'in quota' con ali piccole, incontra un'eroina occhialuta che vede benissimo col cuore. Bozzetto impugna la matita e tutt'a un tratto è amore.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 19 marzo 2017
Bollasapone

Il bravissimo Marco Bonfanti porta sullo schermo il grandissimo Bruno Bozzetto in una forma molto originale, con un taglio poetico, ironico e soprattutto spiazzante. La scelta infatti è stata di mettere in primo piano l’uomo e la sua quotidianità, lasciando sullo sfondo l’autore e il regista. O almeno così sembra a uno sguardo distratto.

domenica 6 novembre 2016
Nesterovic

Non sapevo neppure chi fosse Bruno Bozzetto, se non per sentito dire. Sono andato a vedere questo documentario perché avevo trovato il lavoro precedente del regista (L'Ultimo Pastore) un piccolo capolavoro. Marco Bonfanti devo dire che si conferma un autore toccato dalla grazia, con il suo stile poetico, giocoso, magico, semplice e insieme profondo.

domenica 30 ottobre 2016
jackiechan90

Una voce risuona nell'altoparlante, in inglese. Sta annunciando una mostra monografica all'interno della casa-museo di Walt Disney negli USA. Una guida ci descrive ironico tutto quello che vede. Chi è costui e chi è quel "Bruno Bozzetto" a cui è dedicata questa mostra, che viene addirittua chiamato "Maestro"? La risposta ci arriva subito dopo: è [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Massimo Bertarelli
Il Giornale

La lunga carriera di un poeta dell'animazione, giunto alla soglia degli ottant'anni con lo spirito (e l'agilità) di un ragazzino. Il giovane regista milanese Marco Bonfanti rincorre, assecondandone l'ironia, il tragitto artistico e di vita del concittadino Bruno Bozzetto. Che per la verità si divide tra Bergamo e il lago d'Iseo tra la famiglia e gli animali, compresa una capra dai mille nomi.

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