Amore, furti e altri guai

Film 2015 | Commedia drammatica +13 93 min.

Titolo originaleAl-Hob wa Al-Sariqa wa Mashakel Ukhra
Anno2015
GenereCommedia drammatica
ProduzionePalestina
Durata93 minuti
Regia diMuayad Alayan
AttoriSami Metwasi, Maya Abu Alhayyat, Ramzi Maqdisi, Riyad Sliman, Kamel El Basha Hussein Nakhleh, Valantina Abu Osqa, Mustafa Abu Hanood, Mohammad Othman, Nicola Zreineh.
Uscitagiovedì 25 febbraio 2016
DistribuzioneCineclub Internazionale
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,50 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Muayad Alayan. Un film con Sami Metwasi, Maya Abu Alhayyat, Ramzi Maqdisi, Riyad Sliman, Kamel El Basha. Cast completo Titolo originale: Al-Hob wa Al-Sariqa wa Mashakel Ukhra. Genere Commedia drammatica - Palestina, 2015, durata 93 minuti. Uscita cinema giovedì 25 febbraio 2016 distribuito da Cineclub Internazionale. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,50 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il regista Muayad Alayan, alla sua opera prima, racconta, con un brillante piglio da commedia, le avventure del protagonista in chiave comica.

Consigliato nì!
2,50/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,50
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Una commedia nera, con un protagonista perseguitato da sfortunate coincidenze.
Recensione di Annalice Furfari
Recensione di Annalice Furfari

Mousa vive in un campo profughi palestinese e, per sopravvivere, ruba automobili. Un giorno si impadronisce della macchina sbagliata: una Passat con un soldato israeliano nascosto nel bagagliaio. L'uomo è stato rapito da militanti palestinesi come merce di scambio nell'ambito delle infuocate trattative per la liberazione dei prigionieri politici, detenuti nelle carceri israeliane. Mousa è un sempliciotto, che vuole soltanto raccogliere 5000 dollari per poter emigrare in Italia e giocare a pallone nella Fiorentina, come gli ha promesso un conoscente truffaldino. Mousa non vorrebbe avere niente a che fare con la difficile situazione politica del proprio paese e non sa che farsene dell'israeliano rapito, finito per sbaglio sulla sua strada. Ben presto, l'ingenuo ladro si ritrova al centro di una losca trama che vede coinvolti da un lato i miliziani palestinesi e dall'altro l'Intelligence israeliana. A rendere ancora più complicata la sua situazione, c'è la donna con cui ha una relazione clandestina da anni, una donna che ha messo incinta per poi scappare, e che adesso è sposata con un uomo benestante.
Amore, furti e altri guai è l'opera prima del palestinese Muayad Alayan, che ha studiato cinema a San Francisco, ma ha poi deciso di fare ritorno nel suo paese, accogliendo la sfida di un lavoro privo di risorse economiche, ma che fosse frutto dello sforzo e della creatività della propria comunità. Una sfida vinta con la realizzazione di questo primo film di finzione, ambientato nello scenario di un paese lacerato dalla tensioni politiche che la cronaca estera ci racconta da tempo immemore. L'intento del regista è quello di mostrare come la grande Storia influenza la storia individuale, quella di un piccolo uomo che non è né un eroe nazionale né un martire, ma semplicemente un essere umano che è nato e cresciuto in mezzo a una perenne lotta fratricida e, semplicemente - e forse egoisticamente - non vorrebbe più averne a che fare. Invece, le azioni che mette in campo, nel tentativo maldestro di andare via dal paese per costruirsi un futuro migliore, lo mettono pericolosamente con le spalle al muro.
Nonostante la trama action, questo film non è un thriller e neppure un dramma. Prevalgono i toni della commedia nera, con un protagonista perseguitato dalle sfortunate coincidenze e forse moralmente in debito per la sequela di errori commessi in passato. Non perché sia cattivo, ma perché non brilla per coraggio e altruismo. Nel corso del film proverà a redimersi, mentre la Storia seguirà il suo corso. Proprio la chiave umoristica è la trovata più interessante di un film che, diversamente, avrebbe rischiato di scivolare negli stereotipi. Quasi con gusto, il regista maltratta il suo personaggio sino alla fine, prima di concedergli un'inaspettata chance di riscatto. Evidente la scarsità di mezzi a disposizione di un'opera girata senza sussulti autoriali, in un bianco e nero che spegne i colori e la vitalità di un campo profughi rassegnato a una vita di attesa. Di un domani migliore che rimanda perennemente il proprio arrivo.

Sei d'accordo con Annalice Furfari?
Il furto sbagliato al momento sbagliato.
a cura della redazione

Dopo tanti furti, un ladro d'auto palestinese ruba la macchina sbagliata. Quella che pensava fosse solo una macchina israeliana e un modo semplice per fare soldi nel suo campo profughi risulta essere un carico di sfortuna quando scopre un soldato israeliano rapito nel bagagliaio.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 13 gennaio 2017
mggagliardi

Amori, furti e altri guai – è opera prima del giovane regista Muayad Alayan. Si tratta di un film autoprodotto e per scarsità di risorse in bianco e nero, ma la povertà di mezzi si trasforma in virtù artistica, e dona all'ottima fotografia un tocco vintage anni '60 che incuriosisce da subito lo spettatore e che, creando una certa distanza, rende ancor più surreali gli eventi narrati.

Frasi
"Tante storie per una macchina rubata, voi ci avete rubato il paese."
Mousa (Sami Metwasi)
dal film Amore, furti e altri guai - a cura di maria
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Mousa conduce una vita grama in Palestina e sogna di venire in Italia, rifarsi una vita e giocare nella Fiorentina. L'unica cosa che sembra trattenerlo è l'amore per Manal, sposata con un tizio benestante. Frattanto ruba auto per rivenderne i pezzi e raggranellare il soldi del viaggio. Il gioco si fa pericoloso quando, in un veicolo, il ladro trova un soldato israeliano fatto prigioniero dalle milizie [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

Il nullafacente Mousa (Sami Metwasi) diserta il cantiere dove il padre lo ha fatto assumere per compiere quella che lui pensa sia un'azione astuta: rubare una macchina. Peccato che in quella Volkswagen Passat ci sia un soldato israeliano rapito dalle milizie palestinesi e che Mousa, arabo odiato sia dai suoi che dagli israeliani, si trovi così in mezzo a un caos sempre più grottesco e pericoloso.

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Film palestinese a budget ridotto e in bianco e nero. Ovvero sale deserte. Il giovane imbranato Mousa ruba un'auto nel campo profughi palestinese, ignorando che nel portabagagli è rinchiuso un soldato israeliano. Quando scopre l'ingombrante presenza, trema e gongola al tempo stesso. Con il riscatto di cinquemila dollari, potrà pagare il (sedicente) mediatore che gli ha promesso: andrai in Italia e [...] Vai alla recensione »

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