| Anno | 2015 |
| Genere | Commedia, Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Matteo Bini, Giorgio Pasotti |
| Attori | Giorgio Pasotti, Roberto Herlitzka, Valeria Bilello, Lunetta Savino, Gianni Ferreri Lavinia Longhi, Eugenio De Giorgi, Massimo Molea, Franco Moscon, Maurizio Tabani, Fabio Calvi (II), Giulia Manzini, Stefania Palmisano, Pietro Ghislandi, Dorothy Barresi, Tiziano Ferrari, Harouna Dabré, Antonio Fulfaro, Paolo Agnelli. |
| Uscita | giovedì 11 giugno 2015 |
| Distribuzione | Microcinema |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,97 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento domenica 13 dicembre 2015
La storia di un uomo che decide di zittire questo caos e prestare ascolto al proprio cuore.
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CONSIGLIATO SÌ
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Paolo, conduttore televisivo, riceve una telefonata a sorpresa: il padre Giovanni, attore di teatro, è stato ricoverato in ospedale. Paolo torna dunque nei luoghi natali, fra i monti bergamaschi, dove trova Giovanni in pessime condizioni di salute, ma animato da una gran voglia di riportare in palcoscenico il suo personaggio più riuscito: Arlecchino. Da quel momento dovrà scegliere fra passato e futuro, fra tradizione e modernità, cercando nel frattempo di fare luce su ciò che vuole (essere) veramente.
Giorgio Pasotti esordisce alla regia, insieme a Matteo Bini, con un film di cui è anche interprete, compiendo alcune sagge decisioni: la prima è quella di seguire una linea narrativa semplice, senza fronzoli e voli pindarici, con una regia pulita e funzionale. Altra scelta saggia è quella di circondarsi di attori di ottimo livello, a cominciare ad Roberto Herlitzka nei panni di Giovanni per proseguire con Lunetta Savino e Gianni Ferreri in quelli di una coppia di attori amatoriali. Peccato per la caratterizzazione estrema di Massimo Molea che sembra una caricatura di Mauro Di Francesco (tantopiù che il personaggio si chiama proprio Mauro).
Il personaggio di Arlecchino è da sempre un’ossessione per Pasotti e l’attore presta volentieri la sua fisicità atletica al personaggio, anche se contiene il suo desiderio di calarsi cinematograficamente nel costume a losanghe colorate, preferendo lasciare a Herlitzka il privilegio: ed è impossibile non pensare a Ferruccio Soleri vedendo la caratterizzazione di un attore che ha fatto di Arlecchino il proprio alter ego. Quel che manca a Io, Arlecchino è l’energia vitale e incontenibile che caratterizza da sempre il buffone goldoniano, e che qui lascia il posto ad un racconto delicato ma privo di guizzi e di sorprese. Anche la contrapposizione fra palcoscenico e set televisivo resta imbrigliata nel già detto e già visto. Più coraggio autoriale e maggiore agilità di racconto, più goldoniano senso dello spettacolo, avrebbero giovato maggiormente al risultato finale.
L'attore Giorgio Pasotti con "Io, Arlecchino" si cimenta per la prima volta, con anche la collaborazione di Matteo Bini, alla regia presentando un film discreto nella sua resa ma purtroppo ancora lontano da una riuscita completa e matura. In esso egli interpreta un giovane presentatore di un programma scadente e popolare di un'emittente locale romana che aspira ad un salto di [...] Vai alla recensione »
Le piccolissime dimensioni di Io, Arlecchino di Matteo Bini e Giorgio Pasotti (che ne è anche interprete) sono congeniali allo spirito di un film non certo perfetto ma armonioso, non banale. Pasotti è un presentatore tv con un padre vecchio attore che si è da tempo ritirato in un paesino di montagna, pienamente soddisfatto della minuscola compagnia di dilettanti con i quali recita nel locale teatrino [...] Vai alla recensione »