| Titolo originale | Der Staat Gegen Fritz Bauer |
| Titolo internazionale | The People Vs. Fritz Bauer |
| Anno | 2015 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Germania |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Lars Kraume |
| Attori | Burghart Klaußner, Ronald Zehrfeld, Sebastian Blomberg, Jörg Schüttauf Lilith Stangenberg, Laura Tonke, Götz Schubert, Cornelia Gröschel, Dani Levy, Michael Schenk, Stefan Gebelhoff, Robert Atzorn, Matthias Weidenhöfer, Nikolai Will, Jochen Kolenda, Hajo Tuschy, Caroline Maria Frier, Nicola Thomas, Nikolaus Benda, Anna von Haebler, René Heinersdorff, Thomas Kügel, Karl Kraume, Rüdiger Klink, Paulus Manker, Tilo Werner, Andrej Kaminsky, Carolin Stähler, Pierre Shrady, Arndt Schwering-Sohnrey, Daniel Krauss, Stephan Grossmann, Lavinia Kiesler, Nicole Johannhanwahr, Heike Thiem-Schneider, Christopher Buchholz. |
| Uscita | giovedì 28 aprile 2016 |
| Tag | Da vedere 2015 |
| Distribuzione | Cinema |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,33 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 29 aprile 2016
Mentre la giovane Repubblica federale vuole lasciarsi alle spalle il periodo nazista, un uomo combatte per portare in tribunale gli autori dei crimini di guerra. In Italia al Box Office Lo Stato contro Fritz Bauer ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 245 mila euro e 101 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Germania 1957. Il procuratore generale Fritz Bauer scopre che Adolf Eichmann, un ex tenente colonnello delle SS che si è reso responsabile della deportazione di massa degli ebrei, si nasconde a Buenos Aires. Bauer, ebreo, sin dal suo ritorno dall'esilio in Danimarca sta cercando di portare in tribunale gli autori dei crimini di guerra perpetrati durante il Terzo Reich. Un'impresa che si sta rivelando impossibile di fronte a uno Stato che è fermamente determinato a censurare il suo terribile passato. Diffidando del sistema giudiziario tedesco, Bauer contatta il Mossad, il servizio segreto israeliano, commettendo così il reato di alto tradimento.
Non fatevi ingannare dal luogo di nascita di Lars Kraume (Chieti). Il regista è cresciuto a Francoforte sul Meno e appartiene a quella generazione di quarantenni tedeschi che non intende mettere in archivio il passato per quanto ciò possa risultare scomodo. Perché in questa occasione non siamo posti di fronte tanto all'efferatezza dello sterminio quanto piuttosto al desiderio di dimenticare il più in fretta possibile quanto accaduto. A dodici anni dalla fine del conflitto la Germania sta risorgendo anche sul piano economico e volgere lo sguardo all'indietro non è gradito alle autorità che sono disposte anche a far sì che uno dei più gelidi organizzatori dell'Olocausto resti in libertà.
Chi ha visto The Eichmann Show, che ricostruisce le fasi delle riprese del primo processo a un criminale nazista visto in tutto il mondo, sa quanto il tenente colonnello delle SS non abbia mai mostrato il benché minimo cedimento emotivo. Bauer invece vuole che si ceda alla ragion di Stato e decide di correre più di un rischio. Anche perché è un omosessuale dichiarato e sa bene che questo (in quegli anni) peserà sulla bilancia dei giudizi e degli insulti che gli giungeranno da parte di chi è interessato a far sì che la sua inchiesta si areni.
Burghart Klaussner presta a Bauer non solo un'aderenza fisica quasi gemellare ma soprattutto la pervicace ostinazione di un uomo che non persegue la vendetta ma che non può e non vuole arrendersi dinanzi a 'principi superiori' che di superiore non hanno nulla. Giungendo fino all'estremo per cui, chiedendo aiuto ai servizi segreti israeliani per la cattura (il processo si tenne a Gerusalemme) incorre così nel reato di alto tradimento entrando nel campo dell'assurdo giuridico: chi fa catturare un criminale che aveva lucidamente programmato i viaggi della morte verso i campi è considerato un 'traditore' perché, dinanzi alla renitenza delle proprie autorità si è rivolto a quelle di un altro Paese.
Un coraggioso film prodotto dalla Germania che mette a nudo tante verità nascoste del pubblico e del privato, obbedendo a quanto raccomanda il procuratore generale Fritz Bauer,un ebreo tornato dall’esilio in Danimarca, interpretato in maniera superlativa da Burghart Klaußner,”Non ti piegare mai alla tirannia”. Una magnifica prova della guerra occulta e diplomatica tra la Germania, dopo il conflitto [...] Vai alla recensione »
I fantasmi si riaffacciano. Non è pensabile che la recente attenzione del cinema tedesco al periodo del post-nazismo (la fase che si estende dall'immediato dopoguerra fino agli anni Settanta, in cui vi furono precise responsabilità governative e imprenditoriali nel nascondere le ferite del passato) sia frutto di un semplice ciclo storico.
È vero che la nuova generazione di registi, quali Giulio Ricciarelli (Il labirinto del silenzio) e Lars Kraume, del qui citato Lo stato contro Fritz Bauer, prende il testimone dalle mani di altri, forse più titolati, cineasti del passato (Rainer Werner Fassbinder e Volker Schlondorff su tutti), che combattevano furiosamente contro lo Stato tedesco e le sue ipocrisie in epoca di forti contrapposizioni ideologiche.
Eppure, anche oggi questi film non escono certo in un contesto pacificato. Se da una parte la political correctness garantisce che non si facciano sconti ai premier e ai governi del passato (per esempio Adenauer in questo caso), dall'altra le storie sembrano incidere su un tessuto sociale vivo e drammaticamente attuale.
La Germania, ma ancora di più l'Europa intera, è attraversata da spasmi populisti e tentazioni autoritarie che sembrano pescare a piene mani in bacini demografici depressi e spaventati dalle ondate migratorie. Che non si tratti di uno scherzo, lo dimostrano gli atti concreti che - dall'Ungheria alla Polonia, dalla Macedonia all'Austria - ad alcuni ricordano spettri del passato.
La Germania tira fuori dall'armadio gli scheletri del suo controverso passato con un film che, analogamente all labirinto del silenzio, torna a parlare del clima di rimozione instauratosi nel Paese nel dopoguerra, vuoi per motivi di Realpolitik, vuoi per il comune desiderio di dimenticare. Ma c'è chi, con testarda fermezza, ricorda e vuole far ricordare: è il procuratore Fritz Bauer impegnato a perseguire, [...] Vai alla recensione »