Crimson Peak

Film 2015 | Horror, V.M. 14 119 min.

Regia di Guillermo Del Toro. Un film con Mia Wasikowska, Jessica Chastain, Tom Hiddleston, Charlie Hunnam, Jim Beaver. Cast completo Titolo originale: Crimson Peak. Genere Horror, - USA, 2015, durata 119 minuti. Uscita cinema giovedì 22 ottobre 2015 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,86 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 27 ottobre 2015

Un'inquietante storia horror gotica diretta dal maestro delle fiabe tetre, Guillermo del Toro (Il labirinto del fauno, Hellboy, Pacific Rim). In Italia al Box Office Crimson Peak ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,9 milioni di euro e 761 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,86/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,86
PUBBLICO 3,22
CONSIGLIATO SÌ
Del Toro sacrifica la sua immaginazione in un film in cui lo sfondo interessa più del primo piano.
Recensione di Gabriele Niola
mercoledì 14 ottobre 2015
Recensione di Gabriele Niola
mercoledì 14 ottobre 2015

Edith non si trova bene nell'alta società della New York di inizio '900, il trauma della madre deceduta, l'aspirazione ad essere una scrittrice e le strane allucinazioni di cui è vittima la rendono diversa dagli altri. Per questo quando tra gli spasimanti si palesa un carattere anticonformista come Thomas Sharpe, uno che sembra amarla per quello che è, Edith non ha dubbi e lo sposa in gran fretta. La morte del padre la costringerà a trasferirsi lontano da New York, a Crimson peak, dove Thomas vive con la sorella Lucille in una casa fatiscente e spaventosa. Là Edith incontrerà la realtà del loro rapporto.
Crimson peak è il ritorno di Guillermo Del Toro a quell'immaginario tra reale e gotico, mostruoso e concreto che aveva caratterizzato i suoi film più noti e amati. In più questa volta il regista aggiunge una serie di riferimenti visivi e tematici ancora più esplicitamente vicini ad H.P. Lovecraft, autore che da sempre gli è caro. Purtroppo però non tutto funziona come dovrebbe e anche se temi e stile sono pienamente riconoscibili, lo stesso la straordinaria immaginazione del regista non è supportata da una scrittura a livello. Benchè Crimson peak sembri costruito affidandosi al medesimo piano regolatore di La spina del diavolo e Il labirinto del fauno (l'andamento della storia e la struttura sono quasi identiche), non c'è nemmeno l'ombra del rapporto virtuoso tra reale e immaginario, tra spettrale, umano, passionale e follemente tetro che consentiva a quei film di alimentare una trama concreta con il terrore e batticuore della sua controparte fantasiosa. Come gli altri film anche Crimson peak fa una finta di corpo, illude di essere sul punto di virare nell'horror e invece rimane nel melodrammatico, tuttavia questi panni gli calzano malissimo e trascinano verso il basso tutto il resto.
Alla base c'è una trovata più visiva che letteraria, quella di una casa spaventosa e gotica, eretta su una cava di argilla rossa e che in essa sta sprofondando. Dopo un inizio in cui l'inganno nei confronti della protagonista è anche l'inganno nei confronti dello spettatore, il film svela se stesso e comincia a ruotare attorno al legame dei personaggi con quell'edificio e tutto quello che c'è dentro (fantasmi), sotto (l'argilla), intorno (un tempo da lupi) e dietro (il passato). È la trovata migliore del film che però si perde per eccesso di melodramma nel triangolo di sentimenti e pulsioni che muove i rapporti di forza tra Jessica Chastain, Mia Wasikowska e Tom Hiddleston.
Quell'equilibrio originale tra primo piano e sfondo, tra trama principale e storie marginali, che è la firma di Del Toro, l'espediente grazie al quale non è mai chiaro quale sia la vera storia a cui assistiamo, se quella in bella vista o quella nello sfondo, in Crimson peak è completamente sfasato. In primo piano c'è un intreccio scritto e recitato con un'enfasi fuori luogo, eccessiva e al limite del grottesco involontario; nello sfondo invece si consuma il meglio. Ci sono primi piani in cui letteralmente un clichè copre una trovata, in cui la manifestazione dei soliti stupori attraverso le solite espressioni cariche di eccessiva banalità è a fuoco mentre sfocate, dietro ai personaggi, le pareti della casa trasudano argilla rossa. Un buco nel soffitto da cui cade la neve, rumori delle tubature come vene in cui scorre il rosso, movimenti, presenze e continui riferimenti al corpo umano stanno costantemente dietro a corse e affanni di poco conto che il film insiste a considerare importanti.
Se la forza dei momenti migliori del cinema di Guillermo Del Toro è di saper immaginare un mondo in cui la parte fantastica sia un paradossale comprimario di quella reale, Crimson peak pare non saperne fare l'uso migliore. Di quella clamorosa prossimità al fiabesco che però si alimenta di tetro in quest'opera si sente solo l'eco provocato dalle altre pellicole dell'autore presenti nei ricordi dello spettatore.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 23 ottobre 2015
ClaudioFedele93

Il fantasma è una delle figure più emblematiche ed affascinanti che la letteratura abbia mai creato, sia che si parli di testi relegati a quella antica che a quella moderna, capace di fungere sia come solo elemento estetico o decorativo, che come simbolo di un qualcosa, o per meglio dire, un qualcuno, un tempo vivo, ma adesso non più, tornato dagli inferi per pura casualità [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Forse notiamo le cose quando arriva il momento di vederle!"
Una frase di Carter Cushing (Jim Beaver)
dal film Crimson Peak - a cura di Lucrezia Karolina Coco
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Persino la neve è rosso sangue in Crimson Peak, un dream project che Guillermo Del Toro covava fin dai tempi de Il labirinto del Fauno, e che non a caso riporta il grande fantasista messicano trapiantato a Hollywood ai progetti personalissimi che hanno lanciato la sua carriera. Solo su scala molto, molto, più grande e sfarzosa. Come spesso succede con Del Toro, il film è un colto, denso, intreccio [...] Vai alla recensione »

NEWS
INFINITY
sabato 23 novembre 2019
 

Edith non si trova bene nell'alta società della New York di inizio '900, il trauma della madre deceduta, l'aspirazione ad essere una scrittrice e le strane allucinazioni di cui è vittima la rendono diversa dagli altri.

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