Tokyo Love Hotel

Film 2014 | Drammatico, V.M. 14 135 min.

Titolo originaleSayonara kabukichô
Anno2014
GenereDrammatico,
ProduzioneGiappone
Durata135 minuti
Regia diRyuichi Hiroki
AttoriSometani Shôta, Atsuko Maeda, Lee Eun-woo, Son Il-kwon, Kaho Minami, Matsushige Yutaka Nao Ohmori, Jun Murakami, Tomoro Taguchi, Shûgo Oshinari, Wagatsuma Miwako, Kawai Aoba, Miyazaki Tomu, Hinoi Asuka.
Uscitagiovedì 30 giugno 2016
TagDa vedere 2014
DistribuzioneTucker Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 3,08 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ryuichi Hiroki. Un film Da vedere 2014 con Sometani Shôta, Atsuko Maeda, Lee Eun-woo, Son Il-kwon, Kaho Minami, Matsushige Yutaka. Cast completo Titolo originale: Sayonara kabukichô. Genere Drammatico, - Giappone, 2014, durata 135 minuti. Uscita cinema giovedì 30 giugno 2016 distribuito da Tucker Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,08 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un nuovo sayonara sex romance dal regista del capolavoro Vibrator.

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Consigliato sì!
3,08/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,25
CONSIGLIATO SÌ
In un albergo a ore lo sguardo corale su un'umanità in frantumi, impossibile da odiare.
Recensione di Emanuele Sacchi
Recensione di Emanuele Sacchi

Toru e Saya sono una coppia sulla soglia di una crisi. Lei troppo concentrata sulla sua carriera di musicista, lui su quella mancata di albergatore a cinque stelle, trasformatasi in un lavoro come manager in un albergo a ore frequentato da amanti clandestini e prostitute. Tra gli avventori una ragazza coreana al suo ultimo giorno di lavoro come squillo prima di tornare a Seoul.
Per la carriera di Ryuichi Hiroki Kabukicho Love Hotel rappresenta il punto di arrivo di due percorsi apparentemente paralleli. Un passato remoto nel pinku eiga, il codificato softcore giapponese di cui ha rappresentato una voce autorevole, e uno più prossimo, alle prese con un cinema mainstream in cui ha sempre saputo mantenere un tocco autoriale. Il regista sceglie l'albergo a ore del quartiere a luci rosse di Tokyo per un affresco corale e per riconciliare le due anime del suo percorso. Attraverso il nocchiero Toru, frustrato manager dell'albergo, entriamo nelle vite di personaggi in bilico tra disperazione e un possibile riscatto.
La macchina da presa si muove spesso sorretta da una mano quasi tremolante, ricercando inquadrature sghembe, dal basso, grandangoli che ritraggano l'albergo dell'amore come un luogo multisfaccettato, in cui possono avvenire epifanie inattese e abiezioni morali della peggior specie. Senza tirarsi (quasi) mai indietro di fronte alla nudità dei corpi, ancor meno di fronte a quella dei sentimenti. Lo sguardo è tendenzialmente e forse astutamente benevolo. Nessuna demonizzazione per il cinema porno, ad esempio, visto come un lavoro che non si può raccontare ai propri genitori ma che in fondo garantisce un guadagno certo e cospicuo, mentre lo sguardo sulla prostituzione cerca di essere il più possibile quello di una humana pietade.
Kabukicho Love Hotel sfiora il nichilismo e la dolorosa constatazione che una buona fetta di have-nots in tempi di precarietà sia costretta a prostituirsi, ma poi ripiega su un atteggiamento consolatorio. Due ricercati si tramutano in una romantica coppia di vecchietti, evidentemente perdonati per i crimini commessi; Hena e Cheong-su, immigrati sudcoreani, dopo aver svenduto il proprio corpo e la propria anima, si sentono umiliati ma in fondo arricchiti da un punto di vista umano (estremamente ambiguo il ritratto di Hena, prostituta che stabilisce un contatto umano con i propri clienti, comprensiva e "samaritana", per dirla con Kim Ki-duk).
La negatività rimane tutta concentrata sul personaggio della sempre più brava ex pop idol Atsuko Maeda (Tamako in Moratorium), che paga un prezzo elevato per aver barattato l'amore con la carriera. Quasi l'invisibile giudizio del regista ristabilisse una gerarchia tra prostituzione vera o presunta e soprattutto tra scelte e necessità.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Un giorno e una notte nella vita di 5 coppie, sullo sfondo di un albergo a ore di Tokyo. Un dramedy leggero, girato in 2 settimane, che alterna ironicamente momenti drammatici a punte di erotismo spinto - il softcore è un ambiente caro al regista - senza evitare un certo impegno di fondo. L'amore, con le sue diverse declinazioni, i successi o fallimenti dei rapporti, è la tematica centrale, unita a una denuncia della mercificazione del corpo femminile. Hiroki, però, tocca lievemente anche altri argomenti di attualità molto sentiti in Giappone. L'instabilità nipponica post-tsunami del 2011 si percepisce tutt'ora e ha portato una chiusura sempre più palpabile, xenofoba e razzista. Le ferite dirette di quell'evento, invece, emergono in un personaggio marginale, la sorella del protagonista che, dopo aver visto i propri cari trascinati via dalla corrente, ha scelto una carriera nel porno. L'addio a Kabukichô - quartiere a luci rosse di Tokyo - del titolo originale vuole essere un monito, ma anche un assunto di speranza.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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TOKYO LOVE HOTEL
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 26 giugno 2016
Marco Moda

In Giappone si fa sesso solo nei “love hotel”. È noto a chi studia la cultura nipponica, che la maggior parte dei rapporti sessuali dei giapponesi vengono consumati proprio nei “Love hotel” a cui fa riferimento il titolo del film. Hotel studiati ad hoc per consumare rapporti sessuali, e quindi luogo adatto per spalmarci sopra una storia corale fatta sopratutto di sesso, prostituzione e tradimento. [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 luglio 2016
marcello1979

Splendido film, specchio della cultura orientale, sempre pronta a metttersi a nudo permettendo a tutti di analizzarne la complessità . Tutto girà intorno al sesso che non risulterà esser la cosa più sporca , anzi, l'unica cosa in grado di pulire il degrado sociale. Tutte vittime e carnefici dove il tempo non è altro che il giudice degli eventi.

mercoledì 6 luglio 2016
Flyanto

"Tokyo Love Hotel", un albergo a ore nel quartiere a luci rosse della, appunto, città di Tokyo, è la location in cui si svolgono nell'arco di 24 ore le vicende narrate nel film. Le storie riguardano alcune coppie che in un certo qual modo gli eventi le portano ad interagire tra loro: vi è il giovane tuttofare del suddetto albergo il quale è fidanzato con [...] Vai alla recensione »

mercoledì 6 luglio 2016
IuriV

Prima di iniziare a parlare di questo lavoro sarebbe necessario fare una premessa. Essendo una pellicola orientale che si autodefinisce commedia, la presenza del doppiaggio può influire sul gradimento complessivo. La particolare cadenza della lingua giapponese, il ritmo delle battute, il tono e gli eventuali giochi di parole (che non avrei capito comunque), fanno spesso la differenza in un genere che [...] Vai alla recensione »

sabato 4 aprile 2020
Volontè78

Nulla è più complesso che raccontare le fragilità e debolezze umane,seppur darammatiche.Il cinema Orientale riesce nell'impresa,con la solita dose di grazie e dolcezza,senza dimenticare l'accuratezza stilistica. L'amore come succedaneo della rabbia,dolore e frustraxione/umiliazione umana. L'hotel,come luogo materiale del via vai di corpi materiali venduti all'amore [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 ottobre 2016
g_andrini

Ha una giusta dose di erotismo, senza eccessi. Sono varie storie che si intrecciano tra loro in modo intelligente. Voglia di libertà, di emancipazione riempiono il film, descrivendo una realtà oramai superata.

Frasi
Receptionist: "Che cos'è?"
Toru: "La pizza che ha ordinato la troupe del film porno."
Toru Takahashi (Sometani Shôta)
dal film Tokyo Love Hotel - a cura di Francesca D.
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Cristina Piccino
Il Manifesto

Racconta Hiroki Ryuchi che per girare questo film è stata indispensabile l'esperienza nel pink eiga, il porno softcore giapponese, specie per la velocità dell'esecuzione - « I pink eiga venivano realizzati in tre o quattro giorni al massimo, giravamo sempre nella stanza di un love hotel, dal momento che c'erano molte scene di sesso». Tokyo Love Hotel (doppiaggio piuttosto improbabile) è stato realizzato [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

All'Atlas, un alberghetto a ore di Tokyo, c'è un viavai impressionante. Altro che il Grand Hotel con la Garbo. Turu ignora che la sua Miyu sta girando un porno; Chong-su crede che Ilia sia una hostess non una escort; la poliziotta Kubota interrompe il flirt proibito con il collega Shinjo: ha riconosciuto nella cameriera Satomi una laritante. Un film giapponese amaro e crudele: due ore e un quarto ben [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Cinque coppie con molte cose da nascondere. Cinque coppie e un albergo in cui nessuno va per farsi notare. Dieci persone che ci cercano, si sfuggono, si inseguono, a volte si accoppiano (con scene apertamente erotiche e insieme di insolita delicatezza, perché il regista viene dai gloriosi pinku eiga, i soft core per adulti che dilagarono nel Giappone anni 70, e sa rendere le cose eccitanti anche evitando [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Situato nel quartiere a luci rosse di Shinjuku, Tokyo, l'Atlas è uno squallido albergo a ore frequentato da prostitute, cineasti porno e coppie clandestine. Ma nel film di Ryuchi Kiruburo diventa un fatale crocevia di destini, una sorta di osservatorio su un'umanità dolente, in cerca di riscatto sociale, e non solo. Ci sono il giovane concierge che lavora lì ma aspira al cinque stelle; la matura inserviente [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
lunedì 13 giugno 2016
 

Diretto da Hiroki Ryuichi, sorridente bad boy del cinema giapponese, Tokyo Love Hotel è un racconto corale dove le combinazioni o i cortocircuiti fra sesso, umorismo, speranza e destino disegnano cinque coppie sull'orlo di una crisi di nervi (e qualche [...]

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