| Anno | 2013 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | USA |
| Durata | 112 minuti |
| Regia di | Kelly Reichardt |
| Attori | Dakota Fanning, Peter Sarsgaard, Jesse Eisenberg, Alia Shawkat, Clara Mamet James Le Gros, Katherine Waterston, Nate Mooney, Logan Miller, Kai Lennox, Matt Malloy, Barry Del Sherman, Griffin Newman, Bart McCarthy, Scott Patrick Green, Traber Charles Burns, Autumn Nidalmia, Jason Rojas, Mikey Kampmann, Paddric Fitzgerald, Jeff Rowles, Joel Polinsky, Ernie Ephraim, Gavin MacCartney, Jonah Goergen, Oliver Goergen, Lew Temple, Jennifer Snook, Jackie Apodaca, Christopher Liam Moore, Kaiti Zemet, Dann Fink, Marina Squerciati. |
| Tag | Da vedere 2013 |
| MYmonetro | 3,34 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 2 settembre 2013
Tre giovani ambientalisti radicali si danno appuntamento per un atto estremo di protesta: far esplodere una diga idroelettrica. Al Box Office Usa Night Moves ha incassato 81,3 mila dollari .
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CONSIGLIATO SÌ
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Tre giovani ambientalisti radicali si danno appuntamento per un atto di protesta, questa volta più estremo di altri: far esplodere una diga idroelettrica. Josh è il leader del gruppo, un militante introverso, che lavora in una fattoria biologica ma non stringe legami con nessuno; Dena ha abbandonato il mondo borghese in cui è nata, ha lasciato la famiglia e "preso i voti" ecologisti; Harmon, infine, è il più grande, un ex marine avido di avventura e affascinato dall'idea della distruzione.
Kelly Reichardt, che nei suoi film continua ad esplorare il teatro dell'Oregon e a farne la mappa di un'America dal futuro incerto e dalla solitudine al contrario certissima e palpabile, con Night Moves stringe su un microcosmo apparentemente idealista e in realtà ammalato di paura. Lasciato il sole e il movimento perpetuo dell'opera precedente, il western dell'anima Meek's Cutoff, s'immerge nelle atmosfere del noir e nella staticità paludosa del ritmo di lavoro agricolo e delle acque arrestate dalla muraglia di cemento, che le permettono di caricare magistralmente di peso specifico ogni mossa, ogni gesto, sguardo e scarto. Si carica così di tensione, il film, contemporaneamente al caricarsi di minaccia della barca da cui prende il nome. La natura, eletta a sovrana, s'impossessa delle menti e dei corpi dei protagonisti, guidandoli come automi verso l'impatto con la follia, come kamikaze verso la missione destinata ad evangelizzare le genti. Josh, su tutti, si erge silenziosamente ad emblema di questa possessione, la sua rabbia repressa e totale trova specchio nella marea in procinto di debordare, la sua sempre più fitta nebbia mentale nel vapore della sauna che lo accecherà del tutto.
Girato con estremo rigore e una coerenza di stile davvero ammirabile, il film della Reichardt è muto, nel giudizio sui personaggi, come quasi muti, obbligati al silenzio, sono loro stessi, e affida esclusivamente alle (inter)azioni e all'atmosfera da thriller metafisico la descrizione della profonda ambiguità che li abita, del conflitto interiore, dell'estrema contraddizione tra la loro età e la loro visione apocalittica del futuro, in definitiva tutt'altro che costruttiva.
Solo nel finale sbuca un motto esageratamente ideologico, dell'ordine del contrappasso sarcastico, che sporca la superficie fino a quel punto iper controllata del film.
Tre ecologisti radicali pianificano e mettono in atto un piano dinamitardo che porta alla distruzione di una diga idroelettrica, considerata responsabile di un grave impatto ambientale e di un ingiustificato dispendio di risorse naturali. Quando la loro azione sarà causa della morte di un incolpevole turista, la fermezza delle loro convinzioni ideologiche e la fiducia nella reciproca omertà [...] Vai alla recensione »