Closed Curtain

Film 2013 | Drammatico

Titolo originaleParde
Anno2013
GenereDrammatico
ProduzioneIran
Regia diJafar Panahi, Kambuzia Partovi
AttoriMaryam Moqadam, Jafar Panahi, Hadi Saeedi, Kambozia Partovi, Azadh Torabi Zeynab Khanum, Abolghasem Sobhani.
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Jafar Panahi, Kambuzia Partovi. Un film con Maryam Moqadam, Jafar Panahi, Hadi Saeedi, Kambozia Partovi, Azadh Torabi. Cast completo Titolo originale: Parde. Genere Drammatico - Iran, 2013, Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Uno sceneggiatore si nasconde con il suo cane in una casa in riva al mare. Improvvisamente arriva una giovane donna misteriosa, che non vuole andare via. Il film è stato premiato al Festival di Berlino,

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
In bilico tra realismo e astrazione Panahi applica un rovesciamento del dilemma pirandelliano.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 12 febbraio 2013
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 12 febbraio 2013

In una casa in riva al mare un uomo arriva in taxi ed entra. Dopo poco estrae da una sacca il proprio cane. Come prima cosa tira tutte le tende ed applica su di esse dei teli neri. Il cane non può uscire neppure per adempiere ai bisogni fisiologici perché gli animali sono considerati impuri e vanno soppressi. L´uomo sta scrivendo una sceneggiatura ma non riuscirà a trovare la concentrazione necessaria.
Come tutti sanno, Jafar Panahi ha subito dal governo iraniano l’interdizione a scrivere sceneggiature, a girare film, a lasciare il Paese e a rilasciare interviste, pena la detenzione per sei anni. Questo film nasce grazie alla collaborazione del collega Kamboziya Partovi il quale a sua volta rischia sanzioni.
Panahi non nasconde, in questo film complesso in costante bilico tra realismo e astrazione, la propria condizione psicologica di artista a cui un regime teocratico impedisce di esprimersi liberamente. Il suo è quasi un rovesciamento del dilemma pirandelliano. Nella finzione teatrale erano i personaggi a cercare un autore. Qui è Panahi a cercare i propri personaggi e ad offrire loro sfaccettature della propria tormentata condizione psicologica. Lo sceneggiatore ha ormai solo un affettuosissimo cane a cui riferirsi in cerca di un’ispirazione che una realtà esteriore (la giovane donna) da cui vorrebbe rifuggire, continua a interrompere. La ragazza cerca di sfuggire a un pericolo che la minaccia all’esterno. Fino a quando ad entrare in scena è lo stesso Panahi che prende possesso della casa e rivela la presenza di una troupe impegnata nelle riprese. È qui che il discorso si fa palese. Quell’abitazione appartiene al regista. Alle pareti sono appesi i manifesti dei suoi film presentati fuori dall’Iran, è un luogo familiare in cui probabilmente sono nati alcuni dei personaggi e delle storie che lo hanno fatto conoscere al mondo. Ora la creatività, che non cede al sopruso, cerca ancora di esprimersi ma la sua articolazione è continuamente spezzata e alla ricerca di uno spazio in cui non sia più necessario occultarsi. L’augurio di trovarlo è quello che tutto il mondo del cinema invia a questo regista coraggioso.

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winner
miglior scenegg.ra
Festival di Berlino
2013
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