| Anno | 2012 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | USA |
| Durata | 119 minuti |
| Regia di | Rian Johnson |
| Attori | Bruce Willis, Joseph Gordon-Levitt, Emily Blunt, Paul Dano, Noah Segan, Piper Perabo Jeff Daniels, Summer Qing, Pierce Gagnon, Tracie Thoms, Cody Wood, Thirl Haston, Nick Gomez (II), James Landry Hébert, Kevin Stillwell, Garret Dillahunt, Kenneth Brown Jr, Jon Eyez, Marcus Hester, Frank Brennan. |
| Uscita | giovedì 31 gennaio 2013 |
| Tag | Da vedere 2012 |
| Distribuzione | Walt Disney |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,26 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 10 maggio 2019
Il personaggio del killer Joe è interpretato, in due età diverse, da Joseph Gordon-Levitt e Bruce Willis. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, In Italia al Box Office Looper ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,5 milioni di euro e 724 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Kansas 2044. Il viaggio nel tempo non è ancora stato inventato ma trent'anni più avanti è divenuto una realtà di cui però è vietato l'utilizzo. Ovviamente il crimine non si occupa dei divieti e ne fa un uso molto specifico. Un'organizzazione guidata da un capo spietato 'trasferisce' le proprie vittime trent'anni indietro dove un killer (detto 'looper' traducibile in 'uomo che si occupa del cerchio') lo attende per eliminarlo e farne sparire il cadavere. Joe è un looper che risparmia ciò che guadagna in questo mestiere per alimentare il sogno di potersi trasferire in Francia. Ma dal futuro è iniziata una nuova campagna: tutti i looper ancora presenti sul territorio nel 2074 vanno spediti trent'anni indietro perché vengano uccisi. Un giorno Joe si vede arrivare davanti ... se stesso con trent'anni in più.
Quentin Tarantino ha di recente collocato Looper nel ristretto elenco dei film del 2012 che considera veramente validi. Non gli si può dare torto perché il film di Rian Johnson si colloca su un livello decisamente elevato nell'ambito della sci-fiction. La sceneggiatura di cui è autore non si limita a contestualizzare una parte della vicenda in una città vagamente simile alla Los Angeles di Blade Runner e a 'giocare' (come altri hanno fatto) con l'idea del viaggio, in questo caso all'indietro, negli anni.. Johnson va oltre e, senza dimenticare mai l'azione, ci spinge a riflettere non solo su quella convenzione che chiamiamo 'tempo' ma sull'uso che possiamo farne. È un film sul libero arbitrio Looper, cioè sulla possibilità o meno di modificare il corso degli eventi futuri. A livello di macrostoria forse più d'uno si è posto la domanda di cosa avrebbe fatto se avesse avuto la possibilità di trovare davanti a sé un Hitler, uno Stalin bambini con la consapevolezza di ciò che sarebbero divenuti una volta adulti. Il quesito non è di quelli di poco conto così come non lo è la risposta. Nella seconda parte della vicenda è su questo piano che si debbono confrontare i due Joe. Appunto: 'i due'. Qui scatta un ulteriore quesito che va al di là dell'essere coinvolti in una crime story futuribile. Cosa accadrebbe se potessimo trovarci dinanzi a un 'noi stessi' con qualche decennio in più disposto a raccontarci il nostro futuro e intenzionato ad espungerne la parte più dolorosa? Adamo ed Eva, nel paradiso terrestre, non conoscevano il Bene e il Male prima del peccato. Anche noi però, loro discendenti, abbiamo conservato un angolo di paradiso non avendo cognizione del nostro futuro. Ciò ci offre il grosso vantaggio di non vivere sotto l'oppressiva cappa di un destino noto ed ineluttabile. Ci impone però di scegliere in ogni giorno ed in ogni singolo minuto della nostra vita. Liberamente ma consapevolmente perché il futuro (nostro e altrui) si costruisce così: ad ogni tic delle lancette sull'orologio della vita. Rian Johnson ci invita a ricordarlo.
buon film. La prima parte si muove in un futuro grigio e tragico: povertà, miseria, violenza, droga. Il meccanismo del looper e della chiusera del looper è interessante e originale, che che ne dica la gente. La seconda parte è certo meno originale puntando, come è giusto, non solo sull'azione ma anche sui sentimenti. Ottima l'interpretazione di Emily Blunt, profonda e sensuale.
Si può passare dal cinema d'autore di nicchia (Brick, Brothers Bloom) alla fantascienza con Bruce Willis senza perdere un briciolo di coerenza e classe. L'ha fatto il trentanovenne Rian Johnson, arguto sceneggiatore e regista dell'affascinante Looper in cui Willis è un killer del futuro trovatosi improvvisamente di fronte al se stesso del passato (prodigioso Gordon-Levitt con impercettibile labbro [...] Vai alla recensione »