| Anno | 2011 |
| Genere | Documentario musicale, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Marco Salom, Christian Biondani |
| Attori | Luciano Ligabue . |
| Uscita | mercoledì 7 dicembre 2011 |
| Tag | Da vedere 2011 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,95 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 21 novembre 2017
L'epocale concerto di Ligabue al Campovolo di Reggio Emilia, svoltosi il 16 luglio 2011 di fronte a 120.000 persone che hanno fatto festa per due interi giorni, è stato immortalato in un film in 3D. In Italia al Box Office Ligabue - Campovolo 2.0 3D ha incassato 1,4 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Per festeggiare vent'anni di carriera musicale, il 16 luglio 2011 il rocker Luciano Ligabue tiene un concerto con data unica nell'aeroporto di Reggio Emilia. È il secondo raduno che il rocker emiliano tiene in questa grande area verde e anche stavolta accorrono più di centomila persone da tutta Italia. L'esibizione è una lunga carrellata fra brani storici e nuove ballate che vede coinvolti su un enorme palco tutti i musicisti che hanno collaborato con Ligabue nel corso della sua storia musicale. Un'esperienza avvolgente, che per il cantautore diviene anche l'occasione per raccontare i luoghi dove è cresciuto, presentare gli amici di sempre e ricordare che il meglio deve ancora venire.
Non è la prima volta che Ligabue sconfina dal mondo musicale. In un ventennio da musicista, è passato con una certa disinvoltura dalla scrittura di brani a quella di libri, dalla registrazione di album a quella di film, mantenendo sempre una solida identità di cantore popolare di racconti della provincia o di storie generazionali.
Con questa "versione beta" di un film-concerto tratto dal mega-raduno della Bassa Padana, il rocker emiliano tenta una sintesi della sua stessa poetica, cercando di contenere l'anima energica e vitale dell'esibizione dal vivo all'interno delle formule narrative del cinema. Ma per quanto entrambi siano mezzi espressivi basati principalmente sulle sensazioni, il passaggio dalla forma concerto alla forma cinema presenta limiti evidenti, che vanno dalla scarsa mobilità all'esigenza di costruire un racconto. Restare seduti su una poltrona a guardare uno spettacolo pensato per essere visto in piedi saltando e gridando è tutt'altro tipo di esperienza, e non c'è conversione 3D o sound editing d'avanguardia che possa saturare questo divario fra spazio di un concerto e poltrona di un multisala.
D'altra parte, il film-concerto mostra anche il desiderio tutto cinematografico di fare di Ligabue il protagonista di un racconto celebrativo sul modello dello star system hollywoodiano. Le lente ballate e i pezzi veloci e ruggenti del suo repertorio diventano in quest'ottica la colonna sonora di un western dove il cantautore si muove come un cowboy solitario. La camminata lenta, il fisico asciutto, il capello selvaggio ma sempre composto, la buona retorica delle sue canzoni e dei suoi interventi, il passato scoperto e scandito a tempo di ralenti, sembrano costruire il percorso di un eroe da cinema classico.
Campovolo 2.0 racconta quindi due storie. Una rivolta alle centomila anime alla ricerca di quelle sensazioni di quella notte di mezza estate, di quel punctum fatto di sonorità, di mega-schermi e di migliaia di mani alzate con telefonini e fotocamere. L'altra rivolta alla mitizzazione del Liga come icona definitiva dell'anima popolare del rock italiano. In ognuno dei due casi, manca però la soglia fra una dimensione e l'altra, una continuità fra la dimensione sentimental-affettiva e quella di spettacolo universale. Una sutura "fra palco e realtà".
Sono un non amante del 3d, ma credo dopo aver visto questo Film che vedere un concerto al cinema abbia più senso in 3D. A parte questa considerazione generica devo dire che il Film nel suo complesso mi è piaciuto perchè tagliando parecchie parti del concerto rende il tutto più leggero e godibile.Vedere il concerto integrale di 2h,30 minuti al cinema sarebbe stata una follia.
Il film concerto dedicato all’evento musicale che lo scorso 16 luglio ha portato in un piccolo aeroporto nei pressi di Reggio Emilia 120mila fan di Ligabue è assai tradizionale sia nella messinscena narrativa, che rispetta molto fedelmente la progressione del concerto (lasciando che le canzoni vengano suonate una via l’altra, dalla prima nota all’ultima), che nell’utilizzo del 3D, che ci fa salire [...] Vai alla recensione »