La prima cosa bella

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viacolvento lunedì 18 gennaio 2010
quando il cinema italiano ci sorprende Valutazione 5 stelle su cinque
82%
No
18%

Capita spesso di dover difendere il cinema italiano, in certe conversazioni più o meno salottiere, e spesso uno dei pochi argomenti spendibili sono i film di Virzì. Ebbene, stavolta Virzì ci ha fornito un vero e proprio assist per le nostre future conversazioni. La prima cosa bella è un film che scuote anche gli animi più insensibili e scettici. Lo segui col fiato sospeso, pronto a sorridere o a struggerti il cuore, per le sorti dei suoi buffi, dolenti, patetici, umanissimi adorabili personaggi. Alla fine ti lascia esausto e appagato e ti vien voglia di applaudire. La storia di Anna (Micaela Ramazzotti) una bellezza provinciale che tutti vorrebbero per sè, perché trabocca di dolcezza e disponibilità, e che invece non fa altro che subire bastonate ed umiliazioni, e che nonostante tutto continua con amorosa ed ingenua allegria a cercare di proteggere i suoi due piccoli figli Bruno e Valeria anche nei momenti più penosi, cantando con loro le liete canzoncine pop di quegli anni difficili, ha una forza da grande narrazione romanzesca, e non somiglia soltanto alle grandi commedie italiane della stagione d'oro, ma anche ad un certo cinema americano classico, che va da John Huston ad Arthur Penn, Oggi Bruno (Valerio Mastandrea), fuggito dalla sua città e dagli affetti per rifugiarsi in una vita nevrotica ed infelice, viene convinto dalla sorella Valeria (Claudia Pandolfi), a ritornare nella città natale, una Livorno fotografata magnificamente dal Director of photography preferito diTerry Gilliam, l'italoamericano Nicola Pecorini, per andare a rendere l'ultima visita alla madre Anna (Stefania Sandrelli), ormai malata terminale. [+]

[+] complimenti!! (di riccardo-87)
[+] le poche cose belle (di malauss�ne)
[+] mi trovo in disaccordo... (di virginiab.)
[+] livornesi (di vitto1949)
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nino pell. sabato 16 gennaio 2010
ottimo esempio di film d'autore di questi anni Valutazione 4 stelle su cinque
77%
No
23%

Ottimo esempio di film d'autore del Cinema italiano di questi ultimi anni. Paolo Virzi si conferma regista talentuoso ed encomiabile creando, in questa sua opera, una trama caratterizzata da una pregevole rifinitura stilistica nella sceneggiatura e in un perfetto livello interpretativo degli attori, tutti eccellenti. Il regista Virzi, appunto, sembra delineare un perfetto profilo psicologico ai vari personaggi della vicenda. innanzitutto Bruno, giovane sensibile ed introverso, continuamente sospeso tra presente e passato e la cui vita è stata segnata dalle trascorse vicissitudini dei suoi genitori. Un passato legato soprattutto alla figura materna sempre cosi' gioiosa della vita e costantemente legata all'affetto dei propri figli e naturalmente la figura di un padre ossessivo e geloso della propria moglie, soprattutto perché quest'ultima, donna semplice e molto bella, è sempre stata pluricorteggiata e. [+]

[+] grazie paolo (di scalaemily1)
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alespiri lunedì 1 febbraio 2010
una morte che riscatta molte vite Valutazione 4 stelle su cinque
84%
No
16%

Il cinema italiano vive e questo film ne è la prova indiscussa. Uno straordinario cast di attori supporta un lavoro corale dove non si ammicca alla lacrima, dove il dolore è lucido e vero. Una regia stilisticamente pregevole che con poche pennellate, pochi elementi e parole dette e non dette, ci fa entrare nelle emozioni dei protagonisti: dal vuoto incolmato del fragile ed insicuro Mastandrea, all’insoddisfazione conflittuale della propria vita della Pandolfi (bravissima), a lei Anna, La Sandrelli).
 
Una mamma bellissima e passionale, Anna, vince nell'estate 1971 un’elezione locale di Miss Lido. Siamo a  Livorno. La città natale del regista, amata ed odiata. [+]

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asterione lunedì 18 gennaio 2010
quella strada chaimata. . . livorno Valutazione 4 stelle su cinque
72%
No
28%

Sarebbe un grave errore ridurre l’ultimo film di Paolo Virzì (che deve molto alla linearità narrativa di “Quella strada chiamata paradiso”) ad un approdo intimistico del regista livornese; al contrario questo lavoro, pur distanziandosi – finalmente direi – dal tema ricorrente delle sue pellicole più note (la delusione delle aspirazioni politiche, la deriva culturale della società, la perfetta sincronia dei personaggi tratteggiati del regista con le “ostriche” verghiane), ne è la naturale conseguenza, poiché non fa altro che rispondere alla originaria aspirazione del regista; a cosa possiamo ancora credere?
Questa madre priva di compromessi, senza mezze misure, eccessivamente ingenua e semplice, completamente inadatta a qualsiasi parvenza di normalità, è però una donna generosissima e meravigliosamente aperta nei confronti del prossimo; per questo la società che è intorno a lei non può che rifiutarla o sfruttarla con ogni meschineria. [+]

[+] cartello stradale (di magic)
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claudia75 venerdì 15 gennaio 2010
la prima cosa bella: una dichiarazione d'amore Valutazione 0 stelle su cinque
68%
No
32%

Questo nuovo film di Paolo Virzì mi ha già incantato ed emozionato ancor prima di vederlo!. Appena è cominciata ad uscire qualche notizia al riguardo, il tipo di storia, l'ambientazione, il nome degli attori protagonisti, il titolo, l'entusiasmo si è fatto sempre più grande. Voglio bene a Virzì, i suoi film, il suo modo intimo e colloquiale di creare cinema; lui sembra conoscerti a fondo, sa quali corde dell'anima toccare e la scintilla scocca immediatamente perchè ciò che ritrovi nella pellicola seduto in un cinema è esattamente quello che hai dentro dall'infanzia. Sono situazioni già vissute, odori già sentiti, sensazioni provate, canzoni conosciute che per lo spettatore sono sempre state lì. [+]

[+] evviva i buoni film! (di maria f.)
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il sora giovedì 28 gennaio 2010
virtù per virzì Valutazione 3 stelle su cinque
80%
No
20%

Virzì si propone di raccontare una storia. Si dissocia dalle tematiche più profonde e di denuncia del suo penultimo film “Tutta la vita davanti” e ritorna nella sua Livorno per narrare le vicende di una mamma dal cuore enorme ma particolare. La prima cosa bella de “La prima cosa bella” è l’intento del regista di dipingere una commedia che non si distacchi mai dal suo genere infatti anche nei momenti più drammatici e tristi il film non smette mai di far sorridere con la solita ironia velata e divertente che contraddistingue un po’lo stile del regista toscano e che diventa eccelsa grazie (e soprattutto) allo stato di grazia degli attori. [+]

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fabrizio cirnigliaro martedì 19 gennaio 2010
il cinema del dolore Valutazione 3 stelle su cinque
60%
No
40%

Paolo Virzì ritorna nella sua Livorno, ma questa volta decide di mettere da parte la politica e le “grandi”


problematiche sociali. Grazie alla collaborazione di Francesco Piccolo e Francesco Bruni, gli altri sceneggiatori della pellicola, riesce a realizzare una commedia quasi perfetta, in cui si ride spesso, ma non mancano i momenti commoventi, emozionanti, senza essere mai banale.
Ad uscirne sconfitta è l’immagine della donna nella società italiana, visto che subiscono sempre il potere dell’altro sesso, in famiglia, a lavoro.
Non è un caso che il personaggio interpretato da Micaela Ramazzotti (compagna del regista) non sia molto diverso da quello che aveva interpretato nel film precedente di Virzì. [+]

[+] vorrei vederne tante di donne perdenti (di lazia)
[+] forse non è così (di gibigi)
[+] punti di vista (di trilli77)
[+] l'anima livornese (di cali61)
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ivanod domenica 8 agosto 2010
che emozione la vita Valutazione 4 stelle su cinque
70%
No
30%

Che dire di un film dove tutto funziona alla perfezione come in un orologio svizzero? Le scene di commozione che si mischiano con le scene di divertimento come in un crescendo mozartiano, come nell'incastro di cose belle e brutte che noi chiamiamo vita? Il tutto con una naturalezza e con un tatto dove ognuno degli spettatori si è sentito toccato almeno in una piccola parte della propria di vita.
la vogliamo chiamare commedia all'italiana per ridurla in un film di genere? Per la prima volta direi che è meglio lasciare ogni appunto critico e godere della bellezza delle emozioni che forse solo il cinema nel nostro secolo è in grado di dare. Clint eastwood in un'intervista ha detto che per fare un bel fim non ci vuole molto, solo una bella storia e dei buoni attori. [+]

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olgadik venerdì 22 gennaio 2010
sentimenti Valutazione 3 stelle su cinque
56%
No
44%

LA PRIMA COSA BELLA di Paolo Virzì con Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli, Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi. Attraverso tre decenni, dal 1970 ai giorni nostri, Paolo Virzì intraprende il suo viaggio nella memoria con la doppia finalità di riconciliarsi e ricordare due punti fermi per tutti noi: il luogo d’origine e la madre. Archetipi che spesso sembrano confondersi o sdoppiarsi ma con i quali si devono comunque fare i conti. A un certo punto della vita ci si trova, quasi inevitabilmente, ad affrontare questa analisi dove tutta la verità, nel bene e male, deve essere detta per liberarsi dal passato come peso o dolore e riuscire a ritrovarne anche la parte gioiosa. Ognuno ha i suoi tempi riguardo a tale processo e chi parla per immagini, come un uomo di cinema, traduce esperienze e ricordi in un linguaggio “pubblico”. [+]

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dano25 lunedì 20 dicembre 2010
la vita vissuta fino in fondo Valutazione 3 stelle su cinque
75%
No
25%

Virzì ci proietta nella Livorno degli ultimi 40 anni con un film ricco di sentimenti e retto più che dalla bellezza di Micaela Ramazzotti , dalla toccante interpretazione di Stefania Sandrelli. A dirla tutta un pò troppo lungo, il film si snoda sulla vita di una donna che non lascia niente al caso ma che vive tutto con la passione e l'amore per i figli non lasciandosi travolgere dagli eventi neanche in punto di morte ma regalandosi un'ultima gioia. Curioso vedere due attori "romanacci" come Mastandrea e la Pandolfi districarsi con il Toscano certo non facile e lo stesso dicasi per la Ramazzotti. Il film è buono per una serata tranquilla d'inverno. [+]

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