| Titolo originale | The Special Relationship |
| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA, Gran Bretagna |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | Richard Loncraine |
| Attori | Michael Sheen, Dennis Quaid, Helen McCrory, Hope Davis, Adam Godley, Mark Bazeley Marc Rioufol, Kerry Shale, Demetri Goritsas, Nancy Crane, John Schwab, Lara Pulver, Matthew Marsh, Chris Wilson (II), Michael Warren, Eric Meyers, Richard Walker, Joe Golby, Robert Roman Ratajczak, Rufus Wright, Adam Robinson, Roarke Alexander, James Fiddy, Martyn Moore, Emily Robinson, Simon O'Connell, Jefferson King, Mark Barrows, Nick Shaw, Stewart Alexander, Robert Harrison O'Neil. |
| Uscita | venerdì 10 dicembre 2010 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,66 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 17 dicembre 2010
Lungometraggio sulla relazione speciale creatasi tra il Regno Unito di Tony Blair e gli Stati Uniti di Bill Clinton tra il 1994 e il 2001. Il film ha ottenuto 2 candidature a Golden Globes, 4 candidature agli Emmy Awards, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office I due presidenti (The Special Relationship) ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 77,8 mila euro e 54,6 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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1996. La relazione speciale tra Stati Uniti e Inghilterra, individuata e auspicata da Churchill, vive un momento d'oro con Clinton e Blair, entrambi di centrosinistra, entrambi mossi da una reale volontà di cambiare le cose e da una visione comune. L'uomo più potente del mondo prende il primo ministro britannico sotto la propria ala, inaugurando un idillio non solo diplomatico ma soprattutto personale e amicale, che scricchiola sotto il peso dello scandalo Lewinsky e tramonta definitivamente, poco dopo, alle prese con la strategia bellica da adottare in Kosovo.
Michael Sheen veste per la terza volta l'aria ingenua ma determinatissima di Tony Blair, nel terzo capitolo della trilogia firmata Peter Morgan, che ha visto il televisivo The Deal e il film The Queen affidati alla regia di Stephen Frears e questo The Special Relationship a Richard Loncrain, dopo una defezione dell'ultima ora dello stesso Morgan.
Nonostante il film si guardi da cima a fondo senza cali di attenzione, è evidente che siamo nuovamente più in zona racconto televisivo ed episodico che non in zona cinema puro. La ragione non sta soltanto nell'uso differente della macchina da presa ma nell'assenza volontaria di quel filtro che Frears allentava ma ancora manteneva tra coscienza privata e coscienza politica, quella zona di mistero e di vuoto che il rituale e il simbolico esigevano, complice la presenza di un'istituzione altrettanto vuota e misteriosa come la monarchia. Qui, al contrario, anche poiché i temi trattati hanno ben altro peso, la scrittura è improntata ancora alla mimesi ma sottomessa alla responsabilità e asservita alla verificabilità di ogni parola ed ogni azione. Col risultato che, curiosamente, come spesso accade al cinema, la verità suona più fasulla dell'immaginazione, la ricostruzione meno credibile dell'invenzione ex novo.
Il film racconta il rapporto tra i due presidenti come una relazione sentimentale, nella quale il delfino Tony s'infatua del più vecchio ed esperto Bill, prende a vestirsi come lui, lo cerca al telefono nel cuore della notte, gli parla dal bagno, quasi in clandestinità, o dal talamo, pende irrazionalmente dalle sue labbra e gli si dichiara apertamente, citando la bibbia, nel momento del bisogno. Dall'altra parte dell'oceano, anche Clinton commenta con la consorte il fascino del nuovo alleato, almeno fino a quando questo non lo "pugnala alle spalle", con un discorso pubblico inaspettato, niente meno che sul suolo americano.
Per trattarsi di una trilogia su Blair stupisce quanto maluccio ne esca il protagonista, peggio persino del ridicolo Dennis Quaid in una caratterizzazione superficiale e macchiettistica di Clinton, perché il giudizio sul primo ministro non è di ordine estetico bensì morale.
I tempi del film sembrano di primo acchito non tornare: troppo veloce la vampata d'ambizione di Blair, troppo rapido il cambiamento d'avviso, l'approdo al livello di Bush e dei suoi scherzi privi di classe: eppure forse, a ben pensarci, non sono lontani da quelli della Storia.
Il terzo episodio della saga dedicata a Tony Blair, dopo “The Deal” e “The Queen” , è “I due presidenti-the special relationship”. Quest’ultimo episodio, per la regia di Richard Loncraine, si interssa sull’intenso e stretto rapporto di collaborazione tra Tony Blair (Michael Sheen) e Bill Clinton (Dennis Quaid) che ha occupato la scena politica internazionale nella seconda metà degli anni ’90.
I due presidenti racconta dell'amicizia, personale e politica di un Presidente e di un primo ministro che hanno profondamente inciso sulla vita di tutti. Usa e Inghilterra. Democratico e laburista. È verosimile che Clinton e Blair si siano attratti, proprio per le cosiddette affinità elettive. Uno democratico, l'altro laburista, dunque affini, e poi tutto il resto per terminare con le comuni attitudini umane.
La politica mondiale in chiave di sit-com. Ovvero: la fine del '900 vista dal tinello di casa Blair (e di casa Clinton, con molte telefonate fra l'una e l'altra, e figli spediti a letto quando il Tg spara il caso Lewinsky). Perché accontentarsi di Casa Vianello se possiamo vedere due fra gli uomini più potenti del mondo prendere decisioni capitali in famiglia, nella vasca da bagno o con lo spazzolino [...] Vai alla recensione »