| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia, Portogallo |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | François-Jacques Ossang |
| Attori | Guy Mc Knight, Elvire, Lionel Tua, Diogo Dória . |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 30 luglio 2010
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CONSIGLIATO SÌ
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Crollato in acqua mentre pratica lo sci nautico con la fidanzata, Stan van der Decken viene soccorso e ricoverato nella clinica del dottor Lisandro Ewers. Risvegliatosi dal coma si sottopone a sedute di ipnosi. In quella condizione scopre di essere l'erede del professor Starkov, un enigmatico scienziato che ha messo a punto il procedimento del "doppio genetico". Convinto di essere la cavia di un esperimento di manipolazione di DNA, Stan si reca nell'isola di Las Estrellas, dove incontra un amico d'infanzia e ritrova la sua compagna. Tra deliri, telepatie e viaggi avanti e indietro nel tempo, Stan cercherà il bandolo della matassa e la "sceneggiatura" della sua esistenza. Regista poliedrico che frequenta il cinema, la letteratura e la musica rock, François-Jacques Ossang firma e gira un incubo popolato da incubi, aggirando la narrazione per aprire porte vertiginose. Dentro uno smagliante bianco e nero, Dharma Guns è cinema che sogna, che rifiuta categoricamente il senso e che mette a dura prova lo spettatore che vorrebbe raccontarlo. Ogni nostro bisogno di rassicurarci nell'organizzazione di narrazioni definite va in frantumi. Il fantapsicodramma dell'autore francese al suo quarto lungometraggio sperimenta un mondo irraccontabile, fatto di cose oscure e inquietanti. Las Estrellas, corpo celeste e luogo in cui approda il protagonista, è prossimo all'isola di Houellebecq, dove si pratica la clonazione e dove un clone è alla ricerca delle emozioni del suo originale. Ma potrebbe verosimilmente essere il contrario, un originale sulle tracce di un clone, perché Dharma Guns è un enigma irrisolvibile, che elude ogni tentativo di comprensione e penetra direttamente l'inconscio. Sul nulla allora tutto diventa lecito, tutto è possibile, ogni creazione ha senso, ogni interpretazione è legittima. Quello di Ossang è un cinema lirico contro quello "industriale", un'avventura fantastica privata della sua centralità verso stralunati dialoghi e frontiere, dove il flusso di racconto, storie e inquadrature deve essere ricostruito in un'analisi intellettuale e insieme emotiva.