L'uomo di Londra

Film 2007 | Drammatico 139 min.

Titolo originaleA Londoni Ferfi
Anno2007
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia, Germania, Ungheria
Durata139 minuti
Regia diBéla Tarr
AttoriTilda Swinton, Erzsébet Kútvölgyi, Oszkár Gáti, Kati Lázár, István Lénárt, Gyula Pauer, János Derzsi, Ági Szirtes Miroslav Krobot, Erika Bok.
MYmonetro 3,09 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Béla Tarr. Un film con Tilda Swinton, Erzsébet Kútvölgyi, Oszkár Gáti, Kati Lázár, István Lénárt, Gyula Pauer, János Derzsi, Ági Szirtes. Cast completo Titolo originale: A Londoni Ferfi. Genere Drammatico - Francia, Germania, Ungheria, 2007, durata 139 minuti. - MYmonetro 3,09 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 29 ottobre 2014

In Italia al Box Office L'uomo di Londra ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 2,8 mila euro e 596 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,09/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA
PUBBLICO 3,68
CONSIGLIATO SÌ
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Un pesante esercizio di stile ispirato a Simenon.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Mainon conduce una vita semplice e priva di prospettive ai bordi del mare. Quasi non si accorge della realtà che lo circonda e ha ormai accettato la solitudine in cui è immerso. Finché un giorno diviene testimone di un omicidio. La sua vita subisce uno sconvolgimento. È costretto a chiedersi cosa separi il bene dal male e quale sia la sottile linea che divide l'innocenza dalla complicità. Progressivamente è costretto a porsi domande, che aveva sempre rimosso, sul senso ultimo della vita. Il film è tratto da un romanzo di Georges Simenon. Il figlio dello scrittore ha detto in proposito: "Le vite di alcuni personaggi creati da mio padre non sono facili da trasporre in un film o in televisione. Questo vale anche per L'Homme de Londres perché la macchina da presa aspira a seguire la suspense che ha luogo nella mente del protagonista e l'impresa sembra impossibile. Bela Tarr ne ha fatto un esercizio di stile che mi ha toccato nel profondo". In effetti tutti i film del regista ungherese sono esercizi di stile. Primo fra tutti Satantango, suo capolavoro della durata fiume di 7 ore e mezzo. Ma lì, come in altre sue opere, era presente una ricerca cinematografica destinata a un ristretto pubblico di cinefili ma ricca di creatività e di senso. In questo The Man from London c'è invece la sterile applicazione di uno stile a un testo altrui. Si ammirano pertanto i lentissimi movimenti di macchina da un punto di vista estetico, ma ci si chiede se siano funzionali alla narrazione. La risposta è spesso negativa.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Un pesante esercizio di stile ispirato a Simenon.
Recensione di Giancarlo Zappoli

Mainon conduce una vita semplice e priva di prospettive ai bordi del mare. Quasi non si accorge della realtà che lo circonda e ha ormai accettato la solitudine in cui è immerso. Finché un giorno diviene testimone di un omicidio. La sua vita subisce uno sconvolgimento. È costretto a chiedersi cosa separi il bene dal male e quale sia la sottile linea che divide l'innocenza dalla complicità. Progressivamente è costretto a porsi domande, che aveva sempre rimosso, sul senso ultimo della vita.
Il film è tratto da un romanzo di Georges Simenon. Il figlio dello scrittore ha detto in proposito: "Le vite di alcuni personaggi creati da mio padre non sono facili da trasporre in un film o in televisione. Questo vale anche per L'Homme de Londres perché la macchina da presa aspira a seguire la suspense che ha luogo nella mente del protagonista e l'impresa sembra impossibile. Bela Tarr ne ha fatto un esercizio di stile che mi ha toccato nel profondo". In effetti tutti i film del regista ungherese sono esercizi di stile. Primo fra tutti Satantango, suo capolavoro della durata fiume di 7 ore e mezzo. Ma lì, come in altre sue opere, era presente una ricerca cinematografica destinata a un ristretto pubblico di cinefili ma ricca di creatività e di senso. In questo The Man from London c'è invece la sterile applicazione di uno stile a un testo altrui. Si ammirano pertanto i lentissimi movimenti di macchina da un punto di vista estetico, ma ci si chiede se siano funzionali alla narrazione. La risposta è spesso negativa.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 1 gennaio 2017
LBavassano

Nel vastissimo quanto variegato panorama dei film tratti dalle opere di Simenon un posto assolutamente a sé spetta a "L'uomo di Londra" di Béla Tarr, se non altro per la somma qualità delle immagini, per la vertiginosa bellezza di un bianco e nero capace di rendere appieno il fascino dell'ambientazione simenoniana.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Giona A. Nazzaro
Rumore

Bela Tarr è un resistente. Un combattente del cinema. Che dedica il suo film a chi non ha ancora perso la sua dignità. Ci si meraviglia dunque se la critica cinematografica non ha degnato della minima attenzione The Man From London? Tratto da Georges Simenon, il film, caratterizzato da una lavorazione costellata di tragedie, si erge solenne come una sinfonia minimale di Arvo Part.

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