| Titolo originale | Aleksandra |
| Anno | 2006 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Russia |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | Aleksandr Sokurov |
| Attori | Galina Vishnevskaya, Vasily Shevtsov, Raisa Gichaeva, Evgeni Tkachuk . |
| Uscita | venerdì 30 maggio 2008 |
| Tag | Da vedere 2006 |
| Distribuzione | Movimento Film |
| MYmonetro | 3,70 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 29 novembre 2017
Una nonna si reca a fare visita al nipote impegnato in Cecenia con l'esercito russo. In Italia al Box Office Alexandra ha incassato 59,8 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Cecenia. Ai nostri giorni. Aleksandra Nikolaevna è una nonna che ha chiesto e ottenuto l'autorizzazione per andare a visitare il nipote che presta servizio nell'esercito russo in azione in quella Repubblica dell'ex Unione Sovietica. Passerà alcuni giorni con le truppe scoprendo un nuovo mondo composto da giovani uomini che si trovano in una terra che non li ama e i cui abitanti sono comunque così riservati da non riuscire a comunicare i propri veri sentimenti. Alexandra riuscirà a trovare un modo per entrare in contatto con alcune donne e, al momento di ripartire, sarà una persona molto diversa quella che salirà sul treno che la riporta in Russia.
Alexandre Soukurov è uno dei pochi grandi autori russi che sono riusciti a sopravvivere a quel vero e proprio tsunami di cinema commerciale occidentale che ha travolto l'Est europeo in seguito alla caduta dei regimi socialisti. In questa sua ultima opera in cui, come ha già fatto anche in passato, si allontana dalle figure dei grandi dittatori del XX secolo per tracciare ritratti di vite comuni, Sokurov trova una mirabile sintesi narrativa. Il suo è stato finora considerato un cinema di elite, difficile, lento, per intellettuali cinefili all'ennesima potenza. In Alexandra troviamo invece uno sguardo che sa andare nell'intimo del rapporto tra esseri umani messi a confronto con se stessi ma anche con la Storia del loro Paese e con la loro cultura.
In questa nonna che si chiama con lo stesso nome del regista troviamo un personaggio altero, carico di consapevolezza di sé che progressivamente si stempera in umanità dinanzi a quei volti di ragazzi di leva mandati a fare da cani da guardia lontano da casa. La guerra non viene mostrata per una scelta etica nei film di Sokurov e non per nascondere (come qualcuno potrebbe pensare in questo caso) le uccisioni di civili compiute dai russi in Cecenia. Non è necessario vedere uccisioni o massacri per cogliere la sofferenza che circonda questo mondo. Dall'una e dall'altra parte. La si legge nei volti delle donne al mercato, con una delle quali la protagonista (una splendida Galina Vishnevskaya vera e propria gloria vivente della lirica russa) stringe un'amicizia che spera di prolungarsi nel futuro. Così come la si legge negli sguardi e nei gesti pudichi dei soldati nei confronti di una nonna che vorrebbero per sé. Alla ricerca forse di una figura doppiamente materna che finisce con il rappresentare una Madre Russia troppo lontana. Non solo geograficamente.
Alexandra è una nonna dal corpo vecchio e stanco,ma “la mia anima può vivere ancora un’altra vita”,dice in uno dei rari dialoghi del film,poche frasi,battute brevi,solo accennate. Con la valigetta su due ruote Alexandra arriva al campo russo di stanza nella Cecenia occupata per vedere il nipote,Denis,lontano da sette anni. Resterà due notti e un giorno,ospitata nella baracca del giovane, poi salirà [...] Vai alla recensione »
I volti del cinema di Alexander Sokurov rimangono impressi nella memoria. Come le opere d'arte. In «Alexandra», presentato in concorso ufficiale sulla Croisette, il cineasta russo ha portato questo assunto ai suoi estremi, eguagliando quanto aveva fatto nella trilogia del potere iniziata con «Moloch», continuata con «Taurus» e terminata col recente «Il Sole».