| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Tekla Taidelli |
| Attori | Tekla Taidelli, Giampaolo Muciaccia, Stefano Fornataro, Alessandro Beltramini, Marco Brambati Felicetta Schena. |
| Uscita | giovedì 1 giugno 2006 |
| MYmonetro | 3,27 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Un film sulla tossicodipendenza e sull'uso-abuso di droghe, ambientato nella realtà giovanile di Milano e Bologna, liberamente inspirato da una storia vera, con attori tutti presi dalla strada. In Italia al Box Office Fuori vena ha incassato 11 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Quando l'ago non penetra la vena si verifica il pericoloso fenomeno del fuori vena. Se la sostanza da iniettare è tossica arriva nei tessuti vicini alla vena che si ammalano. La pelle si necrotizza e si formano ferite aperte, infezioni e ulcere.
L'esordio nel lungometraggio di Tekla Taidelli è un viaggio nel mondo dei giovani che vivono "fuori": fuori dagli schemi imposti dalla società, fuori dalla normalità imperante, fuori dai binari prestabiliti. Un viaggio ai margini della società a bordo di corpi marginali che conducono esistenze al limite, fuori dal tempo scandito da lancette a forma di siringhe e dentro il tunnel della droga in fondo al quale si intravede soltanto un barlume di speranze spezzate.
Questo e molto altro è Fuori vena: il racconto di giovani tossicodipendenti milanesi, la vita ai margini dei traveller di Bologna (un gruppo di persone che passa da un rave party all'altro e vive nei camion) ma soprattutto una storia d'amore tenera e senza speranza come poche altre volte si è visto sullo schermo. Quattro giorni di vita intensa tra la punk Tekla (figlia di genitori borghesi ha scelto di vivere in mezzo alla strada, vive una vita al limite ma senza mai oltrepassarlo) e Zanna il tossico che invece il limite l'ha superato da un pezzo imboccando una strada apparentemente senza ritorno, complici amicizie sbagliate e falsi "eroi" del quartiere. Un incontro che si fa scontro ed è subito amore disperato i cui protagonisti non sono né angeli caduti dal cielo né ragazzi gentili, ma persone "normali" che vivono appieno i problemi dei giovani che rappresentano.
Nonostante gli scarsi mezzi a disposizione emerge l'idea di cinema di Tekla, oscillante tra fiction e documentario, tra finzione e realtà, tra astrattezza e quotidiano con attori presi dalla strada e divertenti siparietti architettati con ironia e gusto per il nonsense.
Rivisto dopo qualche anno: un gran bel film, per merito della protagonista e soprattutto della sua regia. Non ci sono tempi morti nella storia, per chi come me appartiene alla stragrande maggioranza degli spettatori che poco conoscono il mondo dei tossici. Quindi ogni trovata gergale, ogni furtarello , ogni manìa quotidiana dei protagonisti diventano una scoperta di un mondo (semi)nuov [...] Vai alla recensione »
Fondo rosso, figura maschile a tratto nero, Ovidio poeta della città è l'operaio resistente nel manifesto sessantottino (quasi omaggio a potop) creato per Sulmonacinema 2005 (la bella intuizione è di Pierluigi Marzi e Francesco D'Annunzio). Lo incontriamo ovunque in città a prova di un intreccio profondo con la realtà locale come dimostrano anche le sale sempre piene fino a tarda notte, pubblico attento [...] Vai alla recensione »