| Titolo originale | Anatomie de l'enfer |
| Anno | 2003 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 80 minuti |
| Regia di | Catherine Breillat |
| Attori | Amira Casar, Rocco Siffredi, Alexandre Belin, Manuel Taglang . |
| MYmonetro | 1,86 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Un film troppo `scritto` per essere 'detto`. Destinato a fare scandalo tanto che l`attrice ha voluto una controfigura per alcune scene.
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CONSIGLIATO NO
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Una giovane donna in un locale per gay. Un incontro fuggevole con un uno di loro al quale fare una proposta indecente: verra` pagato per vedere cio` che lei non ha mai mostrato a nessuno e per dirle quali sono le sue sensazioni dinanzi al corpo femminile esposto: L'uomo accetta e da` cosi` il via a una serie di visite nella casa isolata di lei. Catherine Breillat continua la sua esplorazione dell`universo sessuale che (ormai si puo` dire con certezza) l`attrae e le ripugna al contempo. Torna a mettere in scena Rocco Siffredi che rinuncia al suo machismo per interpretare il ruolo di un gay che prova paura e schifo nei confronti del corpo femminile, delle sue secrezioni, della sua inconoscibilita`. La regista afferma di voler mostrare cio` che tutti conoscono ma in qualche modo rimuovono. lo fa con uno stile e una determinazione degni di miglior causa. Perchè` se i suoi testi letti possono anche avere una tensione che rimanda a Celine (ad esempio) sentire un uomo che infila in primissimo piano un dito in una vagina mentre teorizza ad alta voce su sesso e repulsione sfiora il ridicolo.
Prurigini e grattamenti con gaudio, schifo e senso di colpa insieme. La Breillat non è in grado di gestire quello che ha messo in piedi. La noia regna sovrana e la stupidità viene ben riassunta dalle espressioni di Rocco. Lei è bella, è nuda, ma non prende e neppure respinge. Sta lì, spesso con le gambe aperte, e non si sa perchè. Ritmo da Hiroshima mon amour (o l'Avventura, a scelta), il peggiore. [...] Vai alla recensione »
Quando un film firmato da Catherine Breillat vanta Rocco Siffredi come protagonista le battute si sprecano. E’il caso di Pornocrazia, seconda prova del divo hard al servizio della regista francese (era già successo con Romance). Ma, a dispetto del titolo e del protagonista maschile (la protagonista femminile è invece Amira Casar), non siamo di fronte a un film hard.