| Titolo originale | Les Textiles |
| Anno | 2003 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Francia |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | Franck Landron |
| Attori | Barbara Schulz, Alexandre Brasseur, Zoé Landron, Félix Landron, Magali Muxart Jackie Berroyer. |
| MYmonetro | 2,80 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 23 luglio 2014
Non si vive di solo pane... In Italia al Box Office Nudisti per caso ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 139 mila euro e 86,6 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Olivier e Sophie sono sposati ma distanti. Olivier fa il fornaio e inizia la sua giornata troppo presto per accorgersi di Sophie, che batte cassa in panetteria e chiede attenzione per il suo ultimo taglio. Genitori di due bambini e coniugi annoiati dalla routine, acquistano in multiproprietà e a un prezzo favorevole una casa al mare. Lasciata Parigi alla volta delle vacanze, Sophie è la prima a scoprire che la loro casa si trova nel paradiso dei naturisti, che vogliono soltanto sentire il sole sulla pelle e affrancarsi dal dress code urbano. Sconsolata e imbarazzata davanti ai suoi bambini, prova maldestramente a superare la settimana senza Olivier, rimasto in città a finire il lavoro. Biasimata e ammonita dalla comunità di nudisti che rifiutano il vestire borghese, Sophie trova accoglienza e solidarietà in una vicina di casa disinvolta ma rispettosa del suo 'costume'. Raggiunta il sabato successivo da Olivier, marito e moglie troveranno il modo di convivere sull'isola e di riaccendere il loro matrimonio.
Da sempre al cinema francese riesce la commedia commerciale di buon livello e di analisi delle relazioni sentimentali (e familiari), un cinema che infila col sorriso l'indagine sociologica ed esistenziale senza rinunciare alla levità. Nudisti per caso non fa eccezione e indaga le insoddisfazioni matrimoniali di una giovane coppia 'scoppiata' dalla vita e precipitata in un contesto sospeso e scostumato, in cui dovrà fare i conti con se stessa e il proprio conformismo. Messi letteralmente a nudo dal titolo e dall'isola naturista in cui finiscono 'accidentalmente' per comprare una casa, Olivier e Sophie non potranno più rimandare il confronto col proprio corpo e la propria sessualità. Dentro un film minimalista che non corre però il rischio della verbosità, Franck Landron, regista e produttore francese, affronta il sentimento di vergogna e di disagio di Sophie, inseguito da quello più ricettivo e reagente del marito che prova a suo modo e con mezzi estremi a uscire dall'impasse in cui languisce il loro matrimonio. L'isola naturista in cui il regista disloca l'arresto diventa pertanto il luogo simbolico, disponibile e immediatamente sperimentabile per i protagonisti, luogo in cui la sessualità è diversamente interpretata e utilizzata. Faccia a faccia, e non solo, coi nudisti che popolano l'isola, Olivier e Sophie permettono al regista di trattare con serietà e senza indugi pruriginosi la relazione che ciascuno di noi intrattiene con la nudità.
La regola aurea per Landron e il suo film sembra stare come la virtù nel mezzo. Non esibire e non nascondere, il corpo non deve essere esposto fuori luogo e non bisogna occultarlo. Insomma la nudità è appropriata in un contesto adeguato. Ma se i protagonisti sono inibiti da un rigido (auto)controllo sociale e culturale, che impedisce loro di vivere spontaneamente la propria sessualità, dall'altra parte i nudisti che gli ammoniscono per strada o al supermercato, risentiti dai loro indumenti e dalla loro resistenza, finiscono per regolamentare la gestione del corpo in maniera più rigida, sfociando in un atteggiamento integralista, narcisista ed esibizionista. Intimiditi e sensibili, Oliver e Sophie finiranno per ritrovarsi dentro un mondo a norme invertite, distinguendo l'erotismo dalla pornografia, il primo intrinseco a ogni fatto amoroso. Ma la risoluzione della crisi non è certo il motivo di interesse del film, che trova piuttosto la sua ragione nella messa in scena e in mostra dei corpi dentro i confini della commedia. Su tutti il corpo mai nudo di Sophie, che viene vestita della sua nudità, quella disegnata sul vestito donatole o emersa dall'acqua e sotto un vestito bianco. È su di lei che si concentra lo sguardo dei nudisti e dello spettatore, ugualmente voyeur e ugualmente in attesa di vederla cedere, denudarsi e rendersi finalmente invisibile.
(S)oggetto del desiderio, perché unico corpo abbigliato, Sophie si sottrae alla vista, rimandando la risoluzione dell'intreccio e alimentando l'immaginazione al di qua e al di là dello schermo. Discreta senza mai diventare pudica, la macchina da presa di Landron rimane sulla corda e vicino agli attori, Barbara Schulz e Alexandre Brasseur, di cui mantiene il passo e asseconda la timidezza.
Soggetto debole, d'accordo, ma un filmetto divertente che, per fortuna, non manda alcun messaggio. A me è piaciuta la trsformazione della moglie, una splendida e sensuale Barbara Schulz, da monachella a nudista.
In principio erano due. La Francia che urlava di fronte al tradimento e quella che ne era divertita. Film che non tolleravano scappatelle come I sentimenti e pellicole che ne teorizzavano la necessità come Baciate chi vi pare . Nudisti per caso di Franck Landron è la terza Francia. Racconta con brio e intelligenza dei giovani coniugi Sophie (Barbara Schulz, strepitosa) e Olivier e di come vengano scioccati [...] Vai alla recensione »