L'ultimo samurai

Film 2003 | Avventura 144 min.

Titolo originaleThe Last Samurai
Anno2003
GenereAvventura
ProduzioneUSA
Durata144 minuti
Regia diEdward Zwick
AttoriTom Cruise, Ken Watanabe, William Atherton, Billy Connolly, Seizo Fukumoto Timothy Spall, Togo Igawa.
MYmonetro 3,31 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Edward Zwick. Un film con Tom Cruise, Ken Watanabe, William Atherton, Billy Connolly, Seizo Fukumoto. Cast completo Titolo originale: The Last Samurai. Genere Avventura - USA, 2003, durata 144 minuti. - MYmonetro 3,31 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 13 ottobre 2021

Il capitano Algren, così lontano dalla sua America cui ha dato tanto quanto quella lo ha deluso, trova in Katsumoto e nel codice dei samurai una straordinaria somiglianza con i suoi ideali. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a SAG Awards, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office L'ultimo samurai ha incassato 18,1 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,31/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,62
CONSIGLIATO SÌ
Un film molto curato, visivamente prezioso, con una regia senza impennate né cadute, prevedibile ma godibilissima.
Recensione di Davide Morena
Recensione di Davide Morena

Storia del Capitano Algren del 7° cavalleggeri e del suo coinvolgimento nell'epopea che decretò l'ingresso della civiltà nipponica tra le moderne potenze militari. Il prezzo da pagare fu mettere fine alla millenaria tradizione dei samurai, guardia scelta dell'Imperatore, guidata nel suo canto del cigno da Katsumoto, grande guerriero. Algren, prigioniero dei samurai, conosce un mondo fondato su valori dimenticati che imparerà ad amare. The Last Samurai porta la firma di Tom Cruise più che del suo regista, Zwick, che si conferma un discreto mestierante: la sua è una regia senza impennate né cadute, prevedibile ma godibilissima. Nel complesso il film è molto curato e la minuziosa rappresentazione di una cultura a noi così lontana tiene alta l'attenzione fino alla fine, nonostante le due ore e mezzo di durata complessiva. Visivamente prezioso, risaltano purtroppo tre pecche troppo comuni al cinema hollywoodiano di oggi: la morale "a la Rocky Balboa" eccessivamente pervasiva e al limite della nausea; i dialoghi macchinosi e senza mai un guizzo; come mai per quanto venga riconosciuta la grandezza morale altrui (nel caso specifico il samurai) c'è sempre un americano che è un pochino più grande?

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Recensione di Andrea Chirichelli
lunedì 19 gennaio 2004

Due lustri dopo Balla coi Lupi, un'altra star decide di erigere un monumento alle proprie passioni ed ambizioni. Dopo la struggente e malinconica epopea Kostneriana, è Tom Cruise ,"la più grande star del mondo", a cimentarsi con una grande saga, stavolta con lo sguardo rivolto a Oriente. Il risultato finale, frutto di un equlibrato mix tra concessioni alle leggi hollywoodiane e rigore formale e contenutistico è un film molto gradevole, a tratti scontato e banale,ma capace nel suo complesso di emozionare ed appassionare.
Il rischio di girare una pellicola autoreferenziale e velleitaria era alto: fortunatamente la scelta di un solido artigiano del cinema come Zwick, molto a suo agio quando si tratta di rappresentare la guerra in tutte le sue forme, è particolarmente felice. Le sequenze di battaglia e la lunga ora centrale, a volte noiosetta, ma sicuramente nevralgica per l'economia della pellicola, durante la quale Cruise apprende i fondamenti del bushido, sono eccellenti. La sceneggiatura ondeggia pericolosamente sul filo della banalità nel momento in cui inizia il percorso formativo del protagonista: alcune frasi potrebbero trovare tranquillamente posto negli incarti dei baci perugina, ma si sa, per un meccanismo produttivo pesante e contorto come quello americano, approfondire eccessivamente precetti etico morali e regole di vita può risultare oggettivamente incomprensibile (ed impossibile).
Cruise come attore non è mai stato un granché: il suo vertice lo ha raggiunto con Eyes Wide Shut; però è un produttore lungimirante e sa quando praticare l'understatement: la scelta di comprimari brillanti, tra cui spicca l'incredibile Watanabe (un premio Oscar sarebbe quanto meno necessario, vista la sua gigantesca interpretazione del leader Matsumoto) è indicativa in questo senso. Del resto, chi mette il grano, può anche permettersi determinate ingerenze... e anche questo film non cede alla regola: la volontà dell'attore di dirigere il regista appare talmente evidente, da risultare smaccata in certi situazioni,come nelle sequenze del bacio alla giovane vedova, del pianto finale del soldato al cospetto dell'imperatore ed in genere in tutte le sequenze in cui Cruise è in scena senza comprimari. Piccoli difetti che non inficiano il risultato globale.
Com'era lecito aspettarsi montaggio, fotografia e costumi sono eccezionali e permettono allo spettatore di scivolare rapidamente e senza conseguenze lungo i 150 minuti di durata della pellicola. Il target viene colpito nella sua globalità: tanto il pubblico femminile potrà bearsi della prestanza e fisicità dell'attore, tanto quello maschile potrà apprezzarne le mise en scene belliche, spettacolari e coreografiche.
Ad accompagnare il kolossal, termine spesso usato a sproposito ma perfettamente calzante per The Last Samurai, c'è il solito Zimmer, un nome, una garanzia, che firma una partitura eccelsa ed epica. Uno dei suoi migliori lavori degli ultimi anni. Stupendi costumi e location, a dimostrazione che la ricerca storica c'è stata e ha sortito effetti positivi, qualche perplessità lascia la scelta di preferire i primi piani agli stacchi in campo lungo durante la battaglia campale:un vero ben di dio, che va in parte sprecato a scapito di una forse eccessiva attenzione alle sorti dei personaggi in battaglia. Ma sono questioni di lana caprina. The Last Samurai, visivamente, è una gioia per gli occhi.
Forse i discorsi e gli approfondimenti che il film stimola, sono più interessanti della pellicola in sé, ma è comunque chiaro che siamo di fronte ad un film eccezionalmente riuscito dal punto di vista formale e più che discreto su quello contenutistico. Promosso.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 24 settembre 2011
nfl 26

Forse potreste pensare che è un'americanta ma vedetelo e capirete che è un capolavoro dei giorni nostri!!! Storia commovente di un Giappone nuovo,più occidentale,aperto alla innovazioni tecnologiche,privo di sentimenti che cerca di soffocare il vecchio Giappone,pieno di valori,di tradizioni,un mondo affascinante in cui tutti noi vorremmo rifugiarci! L'America fà [...] Vai alla recensione »

Frasi
...non vi dirò come è morto. Vi dirò come è vissuto.
Una frase di Il capitano Nathan Algren (Tom Cruise)
dal film L'ultimo samurai - a cura di FaZu
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Tom Cruise con barba, baffi e capelli spioventi sul collo come Buffalo Bill. Perché? Perché esce da un western, ha conosciuto il generale Custer, è capitano dei Soldati Blu e ha assistito con raccapriccio alle atrocità che un suo superiore ha commesso ai danni degli Indiani, colpevoli solo di voler difendere la loro terra e le loro tradizioni. Sa perfettamente, però, com’è l’arte della guerra, così [...] Vai alla recensione »

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CELEBRITIES
martedì 11 dicembre 2007
Stefano Cocci

In Leoni per agnelli il ragazzo di New York torna alla recitazione Quello di Tom Cruise è un marchio globale al pari di Calvin Klein, Microsoft o Toyota. Un risultato ottenuto grazie a una carriera più che ventennale, in cui il ragazzo di Syracuse [...]

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