| Anno | 2001 |
| Genere | Spionaggio |
| Produzione | USA |
| Durata | 126 minuti |
| Regia di | Tony Scott |
| Attori | Robert Redford, Brad Pitt, Catherine McCormack, David Hemmings, Stephen Dillane, Charlotte Rampling Andrea Osvárt. |
| MYmonetro | 3,17 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 30 luglio 2018
Nathan Muir (Redford) è un agente CIA all'ultimo giorno prima della pensione. Tom Bishop (Pitt) è una sorta di suo delfino. Vediamo nell'antefatto Bishop che cerca di evadere da una prigione cinese, senza riuscirci Al Box Office Usa Spy Game ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 62,3 milioni di dollari e 30,6 milioni di dollari nel primo weekend.
Passaggio in TV
il film è stato trasmesso lunedì 16 febbraio 2026 ore 13,15 su SKYCINEMA1
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CONSIGLIATO SÌ
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Nathan Muir (Redford) è un agente CIA all'ultimo giorno prima della pensione. Tom Bishop (Pitt) è una sorta di suo delfino. Vediamo nell'antefatto Bishop che cerca di evadere da una prigione cinese, senza riuscirci. A Langley, sede della CIA, Muir viene coinvolto nella misteriosa unità di crisi che riguarda il suo più giovane collega. I capi non vogliono però dirgli come stanno le cose. Ma Muir, vecchia volpe, le intuisce: Bishop verrà abbandonato al proprio destino per non creare un caso internazionale che possa compromettere un importante accordo fra USA e Cina. Nel frattempo attraverso flash back come scatole cinesi abbiamo visto i due in azione in Vietnam e in Libano. Il nodo principale, alla fine, riguarda una donna, della quale Bishop è innamorato. Muir rinuncerà ai "risparmi di una vita" per liberare il suo amico con un'azione "privata". Coppia bene assortita Redford e Pitt. Il primo sembra il personaggio dei Tre giorni del Condor 25 anni dopo. Pitt è sempre lui: maledetto, ostico e masochista. Ormai non c'è film dove non venga sfigurato dalle gran botte. Scott, lo sappiamo, è bravino, anche se non ha perso il vizio di giocare troppo con la camera. Poteva andar meglio.
Spy Game ha unito Robert Redford e Brad Pitt. La simpatia dell'anziano per il giovane è nota, fin dai tempi di In mezzo scorre il fiume. Nel film Redford è un vecchio agente della CIA e Pitt il suo delfino: gli insegna il mestiere, lo sostiene e alla fine, per salvarlo, ci mette del suo, «i risparmi di una vita». In molti articoli, il giovane (mica poi tanto, ha 38 anni) è stato definito l'erede dell'anziano (64). Nulla di più sbagliato: i due attori sono semplicemente l'uno l'opposto dell'altro. E verrà dimostrato. La tesi non è difficile da svolgere, basta scorrere i film che hanno interpretato. Comunque una prima sintesi emerge subito, tanto concisa da poter essere espressa in una parola: eroe. Uno lo è, l'altro no. L'eroe è l'essenza del cinema: è semplicemente colui che vorresti essere. Soprattutto l'eroe è buono. Redford è romantico, positivo, cavaliere (inteso classicamente, come difensore di deboli e donne), ed è dolce. Pitt è "maledetto", inaffidabile, ambiguo, «non buono», e tratta malissimo le donne.
Finora abbiamo portato la tesi, ecco i «documenti», cioè i film. In Kalifornia Pitt è un simpatico, rimbecillito drogato. Potremmo mai immaginare Redford col naso su una striscia di cocaina? In Thelma e Louise Brad seduce Geena Davis e le ruba seimila dollari. Il romantico Robert lo farebbe mai? Ne L'esercito delle 12 scimmie Pitt fa, benissimo, il pazzo. Nell'Ombra del diavolo è il terrorista, antagonista del poliziotto «buono» Harrison Ford. In Ti presento Joe Black e Fight Club è addirittura il diavolo tentatore e irresistibile, in persona. In Snatch fa lo zingaro pugile, prende cazzotti devastanti. Ecco un'altra costante che appartiene al «giovane»: un'attrazione irresistibile nel prendere botte, nell'avere la faccia tumefatta. è un significativo segnale di attitudine «maso-maledetta». In Seven/I> Pitt è il poliziotto che non resiste alla tentazione di giustiziare il criminale che gli ha ucciso la moglie. Redford lo avrebbe consegnato, vivo, alla giustizia.
In A piedi nudi nel parco Robert era il giovane, convenzionale marito di Jane Fonda. Brad è proprio il manifesto del non-sposato. Robert è stato il giornalista Woodward, quello del Watergate, che smascherava Nixon in Tutti gli uomini del presidente: eroe puro dunque. In Havana sarebbe disposto a morire per una donna: Brad lo farebbe mai? Un punto d'incontro fra i due comunque è rintracciabile nella Stangata. Il ruolo di simpatica canaglia di Redford potrebbe appartenere anche al giovane. La tesi è certamente stata dimostrata. L'obiezione potrebbe essere: quanti delfini erano «pecore nere»? Uno può essere «erede» pur con una personalità del tutto diversa. è vero, tanto più che Redford e Pitt hanno entrambi capelli biondi e occhi azzurri, e la stessa statura.
Quattro stelle saranno esagerate,ma questo e'uno dei tanti film che guardo e riguardo quando non ho di meglio da vedere.Forse il miglior film dello scomparso Tony Scott,questo SPY GAME.La fortuna di Scott e'di avere come protagonisti R.Redford, che come Nathan Muir agente CIA all'ultimo giorno prima della pensione che per senso di colpa verso il suo allievo Tom Bishop(Brad Pitt)rinchiuso [...] Vai alla recensione »
Eri autorizzato a uccidere? Così Charles Harker (Stephen Dillane) commenta le parole con cui Nathan Muir (Robert Redford) inizia a dare conto di Tom Bishop (Brad Pitt) allo staff che dirige la Cia. Siamo nel 1991, a ridosso del crollo del Muro. I servizi segreti - dice qualcuno nel film di Tony Scott - si occupano ormai di trattati commerciali e non più di ideali.