| Titolo originale | Ressources humaines |
| Anno | 1999 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Laurent Cantet |
| Attori | Jalil Lespert, Jean-Claude Vallod . |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,67 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 16 aprile 2013
Frank è un neolaureato assunto in una fabbrica di Gaillon. Suo padre lavora lì da trent'anni e vede nel figlio il riscatto.
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CONSIGLIATO NÌ
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Un neolaureato visita, nel quadro di uno stage, la fabbrica dove lavora suo padre (Vallod, che è un vero operaio senza lavoro) da trentacinque anni. Si scontrano due età e due culture. Il ragazzo scopre che la fabbrica non è davvero quella che si studia all'università. Quadro di una certa fascia sociale in Francia.
Un operaio di una fabbrica francese riesce a fare frequentare, con profitto, l'università al proprio figlio da sempre appassionato di materie economiche e di gestione del personale. Il ragazzo verrà mandato come stagista nella fabbrica dove lavora il padre per studiare una "razionalizzazione" della forza lavoro in vista delle 35 ore.
A Risorse umane non si può negare almeno un merito: quello di riportare la macchina da presa all'interno di una fabbrica. La classe operaia, ci urla il regista francese Laurent Cantet nel suo film d'esordio, se ne resta all'inferno. Non bastano le trentacinque ore, non bastano i datori di lavoro più o meno "illuminati", non basta la lotta sindacale, sia essa d'avanguardia o di retroguardia.