| Anno | 1990 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 125 minuti |
| Regia di | Giuseppe Tornatore |
| Attori | Marcello Mastroianni, Michèle Morgan, Salvatore Cascio, Valeria Cavalli, Nicola Di Pinto Cesare Barbetti, Jacques Perrin, Leo Gullotta, Victor Cavallo, Antonella Attili, Giorgio Libassi, Roberto Nobile, Marino Cenna, Norma Martelli, Fabio Iellini, Gioacchino Civiletti, Susanna Schemmari, Marcello Mazzarella. |
| MYmonetro | 2,69 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 13 ottobre 2020
Da Castelvetrano il vedovo pensionato Matteo Scuro parte per far visita alle due figlie e ai tre figli emigrati in continente. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, ha vinto un premio ai David di Donatello,
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CONSIGLIATO NÌ
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Un film destinato al mercato estero e soprattutto americano. Infatti gli italiani sono proprio come ci vedono gli stranieri. Cliché, vedute turistiche. I figli di Matteo Scuro, interpretato da Mastroianni, vivono tutti in grandi città. Non ce n'è uno in provincia o in un paesino. Matteo ha dato i nomi ai figli pensando alle sue opere liriche preferite: Canio, Tosca, Guglielmo, Norma e Alvaro. Vorrebbe unirsi a loro ma sono troppo impegnati, così li cerca a Napoli, Roma, Firenze, Milano e Torino. Non sarà tutto rose e fiori. Qualche rara sequenza divertente c'è, come il bambino che guarda la lavatrice e non la televisione, ma si sente una ricerca presuntuosa delle scene madri e alla fine si rimane orfani ugualmente.
RIuscito nel sottolineare che chi non vuole sentire é peggio di un sordo e chi non vuole veder é peccio di un cieco. Il film narra di un pensionato che parte dalla Sicilia per andare a trovare i figli di cui va molto fiero in quanto crede siano tutti sistemati come lui ha sempre desiderato. Durante il suo viaggio comprende di non conoscere affatto i figli i quali sono ormai [...] Vai alla recensione »
Con Stanno tutti bene Giuseppe Tornatore non delude. E c’erano tutti i presupposti, invece, dopo il successo di Nuovo Cinema Paradiso. Anche qui la malinconia, ma non in chiave nostalgica, per rivedere il passato, per dirci di un padre ultrasettantenne, vissuto sempre in un paesino siciliano di provincia, che un giorno decide di andare a trovare i suoi cinque figli che si sono stabiliti in varie città [...] Vai alla recensione »