| Titolo originale | Babettes gaestebud |
| Anno | 1987 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Danimarca |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Gabriel Axel |
| Attori | Bibi Andersson, Stéphane Audran, Jarl Kulle, Lisbeth Movin, Bendt Rothe, Preben Lerdorff Rye Else Petersen, Vibeke Hastrup, Ebbe Rode, Pouel Kern, Jean-Philippe Lafont, Gudmar Wivesson, Hanne Stensgârd, Bodil Kjer, Birgitte Federspiel, Axel Strøbye, Ebba With, Erik Petersén (II), Holger Perfort, Asta Esper Andersen, Finn Nielsen, Therese Hojgaard Christensen, Lars Lohmann, Tine Miehe-Renard, Tina Kiberg. |
| Tag | Da vedere 1987 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,95 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 30 luglio 2020
Una signora decide di usare il ricavato della vincita di una lotteria per organizzare un pranzo e cercare di rimediare alle discordie del paese. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes,
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Da un racconto di Karen Blixen. Babette, signora francese ricercata dalla polizia del suo paese dopo i giorni della Comune, ripara in Scandinavia dove trova lavoro e ospitalità presso due sorelle zitelle, figlie di un pastore protestante. Con i soldi ricavati da una vincita alla lotteria, Babette imbastisce una favoloso pranzo che ha il potere di sanare tutte le discordie del paese.
Il pranzo di Babette è un film importante a livello storico perchè, vincendo l'Oscar al miglior film straniero nel 1988, servì ad imporre sulla scena internazionale il regista danese Gabriel Axel, rimasto per anni confinato entro i limiti della sua nazione. L'opera racconta in generale la vita di due sorelle di famiglia puritana, Martina e Philippa (nomi non casuali), [...] Vai alla recensione »
Se ne son visti pranzi al cinema, ma questo è il più bello di tutti. Perché non solo ci dà, attraverso il modo di stare a tavola, la descrizione del carattere dei commensali e il riflesso del loro ambiente, delle loro abitudini, ma perché interpreta il valore culturale del cibo, dimostra che anche mangiando si fa cultura, si partecipa talvolta di un'opera d'arte, magari tanto raffinata da far vacillare [...] Vai alla recensione »