L'ultima onda

Film 1977 | Fantastico 106 min.

Regia di Peter Weir. Un film con Richard Chamberlain, Frederick Parslow, Olivia Hamnett, David Gulpilil, Frederick Parlsow. Cast completo Titolo originale: The Last Wave. Genere Fantastico - Australia, 1977, durata 106 minuti. - MYmonetro 3,00 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un giovane avvocato, durante le indagini per difendere un suo cliente, scopre di essere un super-iettatore. E infatti il suo cliente viene condannato ...

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
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Un giovane avvocato, durante le indagini per difendere un suo cliente, scopre di essere un super-iettatore. E infatti il suo cliente viene condannato e la Terra distrutta da una gigantesca ondata. Per chi crede alla iettatura, tenersi alla larga.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Un giovane avvocato di Sydney accetta la difesa di un aborigeno accusato di aver ucciso un bianco. Intanto strani fenomeni naturali annunciano, secondo l'interpretazione tribale, la fine di un'era e l'inizio di un'altra. Dopo Picnic ad Hanging Rock , P. Weir riprende il tema delle antiche civiltà aborigene in chiave fantastica, puntando su una atmosfera di attesa e di angosciosa inquietudine che verso il finale scade nell'artificioso. Suggestivi effetti speciali, ottima fotografia di Russell Boyd.

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L'avvocato David Burton accetta di difendere a Sidney un gruppo di aborigeni accusati di omicidio. Durante la preparazione del processo, Burton scopre che i suoi assistiti fanno parte di una setta iniziatica, e finisce per subire il misterioso fascino di questa cultura a lui sconosciuta. La costruzione del processo coincide con una serie di drammatiche e inspiegabili perturbazioni climatiche e con l'impressione che l'avvocato ha di vivere situazioni sognate da bambino. Chris, uno degli imputati, gli spiega che quanto accade si ricollega ai ritorni ciclici del tempo e gli insinua il dubbio di essere lui stesso un "mulkurul", il messaggero che annuncia periodicamente la fine del mondo. Quando la causa è perduta, Burton ossessionato dalle parole dell'aborigeno e spinto a sondare i segreti della sua mente, scopre nei sotterranei di una centrale elettrica un antico santuario che conserverebbe i segni premonitori di una catastrofe imminente. Tornato in strada, Burton assiste impotente all'arrivo di una immensa onda che sommergerà la città intera.
Premesso che i film di Weir sono difficilmente classificabili in un preciso genere, L'ultima onda condivide con una certa fantascienza cinematografica la riflessione angosciosa sulla possibilità di una prossima fine del mondo. Il tema (ripreso con analogo pessimismo in alcuni recenti film di "fine millennio") svolge una riflessione critica sul significato dell'esistenza e interroga sulle contraddizioni strutturali della società contemporanea. Sviluppandosi tra sociologia, etnologia e filosofia, il racconto pone il drammatico contrasto tra due civiltà solo apparentemente integrate: quella aborigena legata a pratiche religiose e magiche fondate sulla sintonia tra uomo e natura, e quella dei bianchi, permeata di ignoranza e razzismo, superbamente puntellata sull'asserito equilibrio tra ragione ed ordine. La cultura aborigena - tanto più "diversa" in quanto poco nota al pubblico occidentale - si colora, nel contesto della vicenda, come forza sotterranea (il santuario, significativamente, è nel sottosuolo della realtà cittadina) umiliata dalla colonizzazione dei bianchi e dal loro progresso industriale (sul santuario è costruita una centrale elettrica), ma umorosamente confusa con la terra e con il paesaggio (oltre la relativamente piccola Sydney si aprono paesaggi semidesertici a perdita d'occhio). Il male della storia, sembra dire il film, è dimenticare le radici: una colpa che genera il disprezzo, l'ottusità, la violenza e che sfocia fatalmente nell'autodistruzione.Accanto alla buona prova di Richard Chamberlain (l'avvocato Burton), troppo spesso rassegnato a ruoli insignificanti, si segnala quella sorprendente di David Gulpilil (il giovane Chris) considerato all'epoca una sicura promessa per il cinema australiano.


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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 3 febbraio 2012
fedeleto

David Burton e' un brillante avvocato che vive a Sidney con la famiglia.Non appena assumela difesa di un caso di omicidio che sembra compiuto da aborigeni della citta' , le cose incominciano a cambiare,e scopre che il mal tempo di continue pioggie che arrivano persino a diventare nere e' collegato con questi rituali aborigeni che stanno per portare alla luce un inquietante segreto,e [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 giugno 2010
taniamarina

I film di Weir lasciano una strana sensazione addosso. Tra la paura ed il romanticismo, tra la calma e l'irrequietudine, nessuna sua pellicola passa inosservata. Questo film non fa eccezione, anche se la traduzione dei dialoghi è pessima e la trama non sempre scivola. Il mondo dell'Australia, dei suoi misteri e dei suoi aborigeni ha da sempre affascinato il reigsta, [...] Vai alla recensione »

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